Non ci saranno conseguenze per il gioco dalla decisione UE di chiudere le procedure di infrazione

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“La decisione della Commissione Ue di chiudere le procedure di infrazione e archiviare le denunce che riguardano il gioco d’azzardo non avrà alcuna conseguenza per l’Italia. Non ci sono in corso procedimenti che ci riguardano in questo settore eccetto una pre-procedura d’infrazione sulle scommesse on line, che è stata archiviata”. Così senatore Franco Mirabelli (PD) interpellato da Agimeg per comprendere come la scelta comunicata dall’organismo comunitario lo scorso 7 dicembre possa incidere sulla normativa italiana.

Fonte: AgiMeg

Banche: ora procura nazionale contro i reati finanziari e una riforma della vigilanza bancaria

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Una procura nazionale contro i reati finanziari e una riforma della vigilanza bancaria, sono alcune delle proposte emerse al Tavolo sulle banche alla Leopolda. Lo riferisce il vicepresidente dei senatori del Pd, Franco Mirabelli presente al tavolo. "I fatti che stanno emergendo, anche in Commissione d'inchiesta ma non solo - ha detto Mirabelli - dimostrano la necessità di una profonda riforma della Vigilanza sulle banche. Oggi abbiamo la Bce che vigila sui 15 principali Istituti italiani, ma per gli altri gli strumenti di vigilanza sono insufficienti". In secondo luogo, riferisce ancora Mirabelli, "dobbiamo pensare a maggiori garanzie per i risparmiatori per aumentare la loro consapevolezza al momento dell'acquisto di prodotti finanziari". Infine c'è il tema di "dotare la magistratura di strumenti nuovi per poter intervenire prima che la banca sia fallita, come invece è accaduto in passato. Per esempio sui conti esteri di Mps la magistratura non è potuta intervenire in passato perché non esisteva il reato di corruzione tra privati, che finalmente ora è stato introdotto. Uno di questi strumenti è quello di una Procura nazionale contro i reati finanziari, con magistrati specializzati in questo campo". Al Tavolo, ha riferito Mirabelli erano presenti anche alcuni dipendenti di Mps e Banca Etruria che hanno riportato le loro esperienze sul campo.

Tutela per i whistleblower

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Il 14 novembre comincia la discussione alla Camera della legge a tutela di chi segnala corruzione e irregolarità sul posto di lavoro (whistleblower): anche se vedo che ci sono un po’ di dubbi e osservazioni che stanno emergendo io spero e mi auguro che si approvi in modo definitivo, anche perché credo che sarebbe peccato non portare fino in fondo questo provvedimento per poi dover ricominciare da capo nella prossima legislatura. Penso che sia compito del Parlamento che ci ha lavorato fino adesso portarla a termine. Tra l’altro, c’è stato anche l’appoggio del Governo e del Ministero della Giustizia, quindi penso che ci sia la consapevolezza in tutti che sia importante portare a casa questo provvedimento.
Purtroppo è stato un percorso molto lungo anche perché abbiamo dovuto migliorare l’impianto della legge in Senato. L’abbiamo emendato per dare più garanzie a chi denuncia ma ovviamente la Camera deve riuscire a votare il testo senza modificarlo, anche perché noi al Senato abbiamo costruito un equilibrio tra la necessità di tutelare chi denuncia e dall’altra parte fare in modo che questo strumento non diventi uno strumento per favorire denunce non appropriate o che non hanno fondamento. Mi pare che l’abbiamo trovato questo equilibrio, per quanto si possa sempre fare meglio, ma mi sembra che in questo momento la cosa più importante sia arrivare all’approvazione della legge.

Rendere strutturale la cedolare secca al 10% per affitti a canone concordato

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Rendere la misura della cedolare secca ridotta al 10% per gli affitti a canone concordato strutturale, e non prorogata solo per qualche anno come previsto dalla manovra 2018. A chiederlo è un emendamento del Pd alla legge di Bilancio depositato in 5a commissione al Senato. L'emendamento, a prima firma Franco Mirabelli (Pd), chiede dunque di cambiare il comma 6 dell'articolo 3 della manovra, che attualmente estende fino al 2019 la riduzione dell'aliquota della cedolare secca al 10% fino al 31 dicembre 2017 per gli immobili a canone concordato. Come previsto da alcune bozze della legge di Bilancio, ma non dalla versione definitiva, il Pd chiede che questa misura divenga strutturale a partire dal 2018.

Fonte: Public Policy