Tacere e negare la presenza delle mafie le alimenta

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Articolo di Venezia Today.

«Siamo qui anche perché c'è un tentativo di negare la presenza della camorra sul territorio». Commenta così la sua visita, a Venezia e a Eraclea, il capogruppo del Partito Democratico in commissione antimafia, Franco Mirabelli, lunedì, accompagnato anche dall'onorevole Nicola Pellicani. «Abbiamo sollecitato la presenza in questo territorio della commissione bicamerale antimafia al completo, incontrando il prefetto, Vittorio Zappalorto e il procuratore, Bruno Cherchi. Di fronte agli arresti e al commissariamento del Comune di Eraclea, abbiamo sollecitato un insediamento permanente, così come già avvenuto in altre regioni, come l'Emilia Romagna. Vogliamo ribadire che la difesa di rappresentanti istituzionali, raggiunti da provvedimenti investigativi, è umanamente comprensibile ma legalmente inaccettabile».
«Abbiamo ritenuto opportuno esserci per capire con il prefetto di Venezia e il procuratore la dimensione di ciò che abbiamo di fronte e per dare un messaggio chiaro. Il silenzio e il negazionismo aiutano le mafie. In Emilia Romagna, in Piemonte, Lombardia e Veneto le mafie hanno dimostrato di avere una forte capacità di penetrare i territori e nello stesso tempo l'econonomia legale. Quando le mafie non sparano non vuol dire che non sono pericolose. Quando non sparano è perché non hanno bisogno di farlo. Mentre una quantità enorme di denaro viene investita nei settori sani dell'economia, con conseguenze devastanti sul piano democratico, sociale e civile».
La mafia, ribadisce Mirabelli, «non si combatte solo con la magistratura, serve un reazione della società civile e dei Comuni che devono vedere il pericolo. Ci deve essere una reazione popolare che abbia in prima fila le associazioni delle imprese e del commercio, cioè delle categorie più a rischio di 'ndangheta e camorra nella società. Ho sentito polemiche inutili e dannose, non è il silenzio che combatte le mafie».
«Sottolineamo l'importanza di una commissione regionale, perché è un organismo che fa squadra con le categorie economiche della società, entra nelle scuole e fa formazione, allerta e stimola gli anticorpi sociali. Deve essere chiaro - continua Mirabelli - che siamo di fronte a un'inchiesta, ad arresti per voto di scambio, e all'accertamento della presenza di una rete criminale sul territorio, e questo al di là che umanamente possa esserci un rifiuto psicologico ad accettare la presenza del fenomeno all'interno della propria collettività e forme di resistenza. Per noi la richiesta di una missione della commissione nel territorio va al di là del colore politico, ma siccome vediamo che una risposta tarda ad arrivare, noi veniamo con questo messaggio».

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