Caserta: sull'ATO sfida unitaria

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Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino (file PDF).

Oggi è il giorno per la presentazione delle liste per le elezioni dell’ATO rifiuti, in programma il 6 febbraio.
Il PD ha confermato l’intesa tra le sue anime e il centrosinistra proporrà formazioni unitarie. In nottata, l’incontro al Royal tra Oliviero, Graziano, Bosco e Zannini. Qualche certezza già c’è: il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino, guiderà la fascia B dei Comuni medi.
Nella fascia C dei piccoli ci saranno Montoro e Scirocco. Nella fascia A dei grandi centri, tornano in campo, dopo l’idrico, i primi cittadini di Caserta (Marino), Marcianise (Velardi) e Santa Maria Capua Vetere (Mirra).
«Si ricompone il centrosinistra, questo è il risultato principale che volevamo raggiungere», dice subito il Commissario Provinciale dei Democratici Franco Mirabelli.
«Contrariamente alla frattura vissuta con l’ambito idrico – aggiunge – stavolta c’è stata una volontà Comune con Campania Libera, Centro Democratico e l’intero PD di costruire insieme un’operazione di unità ce ha come perno tre sindaci delle grandi città, che fanno riferimento al centrosinistra. Questa lunga partita degli enti è stata occasione di discussione franca, ma con esito positivo. È chiaro che il tema principale è costruire le condizioni per governare la Provincia».
E Mirabelli non nasconde il suo obiettivo: «Credo che i tre sindaci che ho citato saranno le figure centrali del nuovo progetto del centrosinistra casertano».
Il disegno ideale è Mirra all’idrico, Velardi all’ATO rifiuti e Marino alla guida della Provincia.
Ma intanto il partito è alle prese con un nuovo nodo-primarie, stavolta a Maddaloni, dove il gruppo dello sfidante Smarrelli sembra intenzionato a non sostenere il vincitore Giuseppe Razzano.
«Registro sulle primarie innanzitutto lo straordinario risultato di partecipazione. – premette Mirabelli – Ora abbiamo di fronte due esempi: Aversa, che dimostra in maniera evidente che il centrosinistra diviso perde. Ma oggi, assumersi la responsabilità di spaccare la coalizione quando c’è la possibilità di tornare a governare Maddaloni dopo i disastri del centrodestra, sarebbe un atto grave. Altro esempio è Caserta, dove di fronte alle differenze e alle contrapposizioni, alcune delle quali originate da questioni molto simili a quelli in campo a Maddaloni, poi invece tutti hanno deciso di rafforzare il centrosinistra, tutti sono stati ascoltati e si è vinto. Io auspico un modello-Caserta per Maddaloni: bisogna ritrovarsi in un quadro che unisce. Ma per quanto mi riguarda non si può pensare che il PD al voto possa essere diverso da quello che ha promosso le primarie. Il PD non può che riconoscere la candidatura di Razzano. Altro non c’è. L’impegno è mettersi intorno al tavolo per valutare i dubbi che stanno emergendo e valorizzare l’impegno di tutti. Il candidato sconfitto alla competizione deve aiutare quello che ha vinto, così funziona. Ora non lo sta facendo, ma il mio impegno è chiedere una seria assunzione di responsabilità», conclude Mirabelli.

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