Caserta: L'Idrico sembra un carrozzone politico

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Intervista di CasertaNews.

Senatore Mirabelli, il Pd di Caserta è di nuovo finto al centro delle polemiche per gli Enti strumentali. Il Consorzio Idrico sembra un "bubbone" pronto per esplodere.
“Posso fare innanzitutto una premessa, per me fondamentale?”
Certo, dica.
“Io credo che i partiti debbano restare fuori dalla gestione dei Consorzi e degli Enti strumentali. Bisogna lasciar fare ai sindaci ed ai soci”.
Ma dal Pd la tirano in ballo. L’ex sindaco di Macerata Luigi Munno ha chiesto un suo intervento.
“Ho letto da CasertaNews le dichiarazioni di Munno, che richiama un intreccio tra partiti ed enti strumentali che secondo me non va bene e che, sicuramente, non è utile”.
Ha letto, però, il dossier del presidente del collegio dei revisori dell’Idrico…
“Sì e devo dire che il quadro è molto preoccupante. Mi domando, però, se non sia un po’ tardivo farlo a pochi giorni dal voto per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Mi chiedo perché non lo abbia fatto prima”.

Caserta: il Consorzio Idrico deve essere commissariato

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Il rapporto inviato dal presidente dei revisori del Consorzio Idrico Terra di Lavoro al prefetto è grave e preoccupante. Al di là della denuncia certamente tardiva che comunque dovrà essere giustificata, il quadro di irregolarità e carenze che viene descritto presenta un Ente che non è da tempo, tra sprechi e bilanci discutibili, in grado di assolvere con efficienza alla sua funzione pubblica. Sta al signor Prefetto valutare la situazione e operare le scelte conseguenti per garantire la legalità, ma crediamo che le denunce mettano in discussione la stessa utilità ed esistenza dell’Ente. E’ il momento che la politica e gli amministratori si confrontino su ciò che è meglio fare nell’interesse pubblico facendo scelte conseguenti e non dettate da altre logiche.

Articolo pubblicato da Il Mattino ed. Caserta:




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Gli impegni per la nuova Legislatura

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La XVIII legislatura è iniziata e in queste settimane il Capo dello Stato sta svolgendo le consultazioni cercando di comporre uno scenario complicato da un risultato elettorale che non ha dato ai vincitori - né al centrodestra, né al Movimento 5 Stelle - i numeri sufficienti nelle aule parlamentari per governare.
Non spetta al PD, penalizzato dagli elettori, mettere i propri voti a disposizione di uno o dell’altro schieramento. Sono troppo diverse le proposte, i programmi, l’idea di futuro e di Europa per poter pensare di governare con Di Maio o peggio con Salvini.
Questo non significa non impegnarsi in Parlamento per sostenere politiche utili per dare risposte concrete ai cittadini, né rinunciare alle nostre battaglie per i diritti o a fare opposizione ogni volta che il futuro Governo proporrà cose che non condividiamo o, ancora, a ricordare le promesse mirabolanti e irrealizzabili che sono state fatte in campagna elettorale dai vincitori.
Insomma, mentre i vincitori sono impegnati nella ricerca di un improbabile accordo di Governo che possa riunire proposte diametralmente opposte e elettorati inconciliabili, noi abbiamo già cominciato a rilanciare le nostre proposte nelle aule parlamentari, presentando disegni di legge importanti che avremmo voluto sostenere restando al Governo, se gli elettori ci avessero premiato, ma che anche in questa situazione non rinunciamo a sostenere.

La riforma del gioco tornerà ad essere protagonista in Parlamento

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Intervista della rivista GiocoNews di Aprile 2018.

Qualunque sarà il nuovo Governo italiano, come auspica che si muova in materia di gioco e quali sono gli obiettivi che si dovrà porre?
Penso che si debba riprendere in mano il documento finale della Conferenza Stato-Regioni, tradurlo in un disegno di legge e approvarlo, visto che è il frutto di un lavoro condiviso per ridurre la domanda e l’offerta di gioco in questo Paese. Sicuramente ripresenterò il mio disegno di legge di riordino complessivo, con gli elementi migliorativi emersi dai lavori della Conferenza, quindi, una riduzione più significativa delle sale giochi e della presenza di slot machines in luoghi pubblici che non sono destinati al gioco, maggiori garanzie per la salute dei giocatori che riguardano le caratteristiche che devono avere i responsabili delle sale o anche l’utilizzo della tessera sanitaria come documento identificativo per poter giocare e per affrontare il tema del riciclaggio e della legalità. Temi, per altro, emersi anche dal Rapporto della Commissione Antimafia.