Una Manovra senza Casa

pubblicato il .

Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Il tema della casa resta il grande assente nella manovra economica del Governo giallo-verde. Nella Legge di Bilancio presentata alle Camere non c’è nulla sul tema, né idee innovative, né provvedimenti e tanto meno soldi e investimenti.
Eppure se si vogliono affrontare davvero la povertà e le difficoltà di tante famiglie la questione casa è centrale.
Il costo dell’abitazione, infatti, incide in maniera rilevante sui bilanci familiari, quasi sempre ben oltre quel 20% stimato come la misura sostenibile per chi ha redditi medio-bassi per poter vivere dignitosamente.
A ciò si aggiunge la mancanza di risposte per migliaia di persone che non trovano un’abitazione stabile. Ma questo Governo si occupa di casa come se fosse solo una questione di ordine pubblico.
È giusto contrastare l’abusivismo e farlo con forza, ma se questo diventa l’unico aspetto su cui si interviene, senza mettere in campo politiche e soprattutto investimenti per affrontare l’emergenza abitativa - come ha tentato di fare il nostro Governo nella scorsa Legislatura - si rinuncia ad affrontare i problemi e i bisogni che creano disagio e, spesso, disperazione.
Oppure, ed è una parte della discussione in corso sul reddito di cittadinanza, si parla di casa per considerare quella in proprietà come un elemento discriminante per accedere ai mitici 780 euro, come se una famiglia senza reddito ma con una casa in proprietà potesse rispondere meglio ai bisogni quotidiani.

Nel decreto sicurezza non c'è nulla che possa far sentire sicuri i cittadini

pubblicato il .

Intervista rilasciata ad AlaNews a margine di un incontro sul Decreto Sicurezza.

Quella di oggi è una della tante iniziative che stiamo facendo per spiegare davvero cos’è il Decreto Sicurezza: una legge manifesto che non contiene nulla che possa far dire che aumenterà la sicurezza per i cittadini. Ciò che c’è era già stato fatto prima, dai Governi precedenti, dall’assunzione delle forze dell’ordine ai finanziamenti per la videosorveglianza.
Il decreto sicurezza, quindi, è una legge che serve alla Lega per fare propaganda, dicendo ai cittadini che il problema della sicurezza si affronta. In realtà si scaricano tutti i problemi legati alla sicurezza genericamente sugli immigrati, non solo i clandestini o coloro che delinquono. C’è, dunque, il tentativo di fare un’operazione per dire che l’Italia non vuole gli immigrati, compresi quelli che sono già in Italia, integrati, con permesso di soggiorno. Oltretutto, alcuni immigrati si vedranno ritirare il permesso di soggiorno e precipiteranno nell’irregolarità.
Alcune scelte positive che hanno funzionato sull’immigrazione, con la nuova legge, vengono tolte.
Ci si accanisce sulle persone più deboli invece che colpire i criminali e i delinquenti e, soprattutto, invece che mettere la lotta alla mafia al primo posto.

Le contraddizioni del Governo giallo-verde

pubblicato il .

Intervento in Tv a Telenova.

In questi pochi mesi di Governo giallo-verde, con gli annunci e le decisioni prese sono peggiorati tutti gli indicatori economici, dalla disoccupazione, al PIL agli investimenti che non vengono più fatti, come mostrano i dati.
Inoltre, gli esponenti del Governo giallo-verde dovrebbero smettere di prendersi meriti che non hanno e accreditarsi cose che ha fatto chi li ha preceduti, come ad esempio i 7.500 agenti di polizia che sono stati assunti ora grazie alle leggi fatte da Minniti durante il Governo Gentiloni.

Nelle scorse settimane si è parlato a lungo della chiusura dei negozi e la questione era stata posta da un Ministro del Governo come una chiusura domenicale tout court.
A mio parere, comunque, si tratta di qualcosa che non verrà mai realizzato.

Per Salvini i problemi di legalità sono i negozi etnici e non le mafie

pubblicato il .

Articolo pubblicato su Democratica.

Dopo la discussione in commissione il decreto Salvini resta orribile. Un manifesto che non contiene né norme né risorse per dare più sicurezza ai cittadini. Non ci sono più soldi per le forze dell’ordine o per la video sorveglianza; si dà ai sindaci la possibilità di fare ciò che già possono fare, ma non c’è nulla per intervenire sul degrado e dare strumenti per mettere in sicurezza aree come quella di San Lorenzo, resa tristemente nota dalla cronaca di questi giorni.
La stragrande parte delle misure contenute nel decreto serve a mostrare un volto disumano e inospitale dell’Italia, con l’assurda idea di spaventare chi già non ha niente, né soldi, né libertà e né diritti, perché non venga in Italia. Per fare questo si sono accumulate norme palesemente incostituzionali, riducendo le motivazioni per i permessi umanitari, demolendo tutti i cardini dell’integrazione che funziona, costruendo, con procedure accelerate (senza gara con buona pace dei 5 stelle) i centri per i rimpatri, in cui detenere per 180 giorni le persone con foglio di via, ma senza occuparsi di finanziare i rimpatri stessi, infine facendo precipitare nella clandestinità persone che hanno il permesso di soggiorno, magari lavorano e hanno casa.
Ci saranno più clandestinità e più insicurezza. Ma di questo vive la Lega: dell’alimentare paure.