Servono politiche per l'integrazione non soffiare sul fuoco dell'intolleranza

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Intervento alla trasmissione "Punto di Domanda" di 7Gold (video).

La vicenda romana di Torre Maura a Roma, che abbiamo letto dalle cronache dei giornali, si è mostrata essere completamente fuori controllo e a questo si è aggiunta l’evidente e insopportabile strumentalizzazione da parte di forze politiche come Casa Pound e Forza Nuova, spesso presenti e attive nelle periferie romane, che hanno soffiato sul fuoco e continuano ad alimentare tensioni.
La protesta, infatti, non sembrava essere totalmente spontanea: credo che ci sia stato un ruolo da parte delle organizzazioni politiche di estrema destra che vogliono promuovere e suscitare odio sociale e razzismo e continuano a soffiare sul fuoco dell’intolleranza.
Questo sicuramente non aiuta a risolvere i problemi.

Uno Stato si occupa di prevenire i reati, non di vendicarli

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Intervento alla trasmissione "Punto di Domanda" di 7Gold (video).

Sul tema della castrazione chimica il centrodestra sta facendo molta propaganda perché l’emendamento della Lega diceva che l’accesso a dei farmaci per inibire la sessualità era su richiesta personale e non si capisce, quindi, perché questo debba essere scritto sul Codice Penale.
Se una persona pensa di avere dei problemi e di avere necessità di risolverli già oggi può farlo accedendo agli stessi farmaci.
L’idea che uno Stato di diritto e liberale possa obbligare qualcuno alla castrazione chimica richiama un’idea di pena che guarda alla vendetta, non alla cura e al ripensamento degli errori fatti.
Quello che serve e che stiamo cercando di spingere è la prevenzione.
A me interessa poco la vendetta, l’idea per cui dobbiamo intervenire aumentando le pene oppure mettere la gente in condizione di sparare, come si vuole fare con la legge sulla legittima difesa.

Con quota 100 i tribunali rischiano di trovarsi con il 40% in meno di personale amministrativo

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Intervento alla trasmissione "Punto di Domanda" di 7Gold (video).

Non penso che ci siano spiegazioni o giustificazioni plausibili per ciò che è accaduto a Torino. Capisco la reazione di un padre che ha perso un figlio, che considero una cosa profondamente innaturale già di per sé, poi in questo modo tragico diventa ancora più drammatica.
Da sempre conviviamo con persone che, al di là della nazionalità, possono commettere reati gravi, pensiamo ai femminicidi compiuti da uomini italiani magari anche istruiti che perdono la testa oppure si sentono nella legittimità di uccidere per un torto.
Queste cose accadono, bisogna affrontarle e soprattutto bisogna cercare di prevenirle. Sicuramente anche la carcerazione preventiva è un modo per prevenirle.

La riforma della legittima difesa è di chi deve tutelare la nostra sicurezza e invece dice che lo Stato non ce la fa

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Intervento a UnoMattina, Raiuno (video).

Con le modifiche approvate alla legge sulla legittima difesa viene meno un principio fondamentale del nostro Diritto, richiamato in questi giorni anche dagli avvocati e dalla magistratura, che è quello della proporzionalità. Viene meno, cioè, il fatto che la reazione difensiva debba essere proporzionale all’offesa ricevuta. Dire che la difesa è legittima “sempre”, infatti, vuol dire che si può sparare ad un ladro che, scoperto, sta scappando e questo è un vulnus grave.
Non possiamo non porci il problema di tutelare le vittime che si trovano nelle condizioni di doversi difendere ma mettere in discussione il principio della proporzionalità apre scenari pericolosi.