Il difficile lavoro di sindaci e amministratori locali

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Intervento all'incontro di Legautonomie (video).

Legautonomie, in questi anni, ha svolto un lavoro importante su molti temi fondamentali per la qualità del vivere delle nostre comunità, come la povertà, il gioco d’azzardo patologico, il governo dell’immigrazione.
Legautonomie è un’associazione grande e dobbiamo ringraziare i sindaci, che in questi anni, hanno avuto un ruolo importante.
In una società che va sempre più disgregandosi – anche in questi giorni sono arrivate notizie preoccupanti – e in cui stanno prevalendo disvalori che dividono anziché unire; in cui la rabbia e le paure vengono veicolate in un conflitto continuo che esprime rabbia e mette l’uno contro l’altro, i sindaci fanno un lavoro fondamentale e difficilissimo.
A mio avviso, le proposte di legge del Governo che sono in cantiere, nelle prossime settimane, renderanno ancora più difficile il lavoro dei sindaci, il governare le comunità e il riuscire a far prevalere i valori della convivenza.

Più forze dell'ordine per presidiare Rogoredo

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Nei giorni scorsi mi ero recato a fare un sopralluogo nel cosiddetto “bosco della droga” di Rogoredo, ho posto un’interrogazione al Ministro degli Interni in cui si chiede di dare una mano per completare l’opera di bonifica e di sistemazione dell’area.
Siamo ormai arrivati a un ultimo tratto nell’area di Porto di Mare sporco e in cui si nasconde lo spaccio.
È evidente che adesso, per ripulire quell’area da macerie, sporcizia e arbusti serve una presenza consistente delle forze dell’ordine in modo permanente, che non può essere soltanto quella attuale.

Intervista di Radio Lombardia»

Il boschetto di Rogoredo

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Con l’assessore Maran e il capogruppo PD in Consiglio Comunale a Milano Filippo Barberis siamo stati a Rogoredo.
Guidati dai responsabili di Italia Nostra abbiamo attraversato il tremendo “boschetto della droga di Rogoredo”.
Centinaia di disperati in fila tra rifiuti di ogni tipo aspettano gli spacciatori, un quadro terrificante.
I volontari di Italia Nostra hanno ripulito gran parte dell’area di Porto di Mare, riconquistandola alla legalità, creando le condizioni perché cittadini e legalità possano rioccupare quel parco.
Domenica scorsa, ad esempio, è stata inaugurata una pista di mountain bike.
Ma la piazza di spaccio è rimasta, nascosta in una zona non ancora disboscata.
Non si può tollerare una realtà così per tante ragioni: non c’è solo una situazione inaccettabile per la presenza di bande di spacciatori che controllano quel territorio, c’è la realtà di centinaia di persone abbandonate a se stesse che hanno bisogno di aiuto e certo non lo possono trovare in quel luogo fuori dal mondo e c’è un problema di sicurezza che sta sempre più condizionando la vita del quartiere e della stazione di Rogoredo.

Il decreto sicurezza è propagandistico

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Intervento a SkyTg24.

Nel cosiddetto “decreto sicurezza” annunciato da Salvini non si capisce dove sia la sicurezza. Mi pare un decreto che, più che altro, mandi il messaggio che la fonte di insicurezza del nostro Paese è legata agli immigrati e, quindi, gli immigrati sono un problema di ordine pubblico.
Io non sono d’accordo: non penso che il problema della sicurezza in Italia possa essere ridotto a questo e scaricato sugli immigrati.
Leggeremo sicuramente con attenzione il testo del decreto ma da ciò che è emerso fino ad ora, sembrano esserci alcuni provvedimenti che possono generare più problemi nelle città di quelli che mirano a risolvere.
Cambiare le regole per il diritto all’asilo, ad esempio, significa che avremo migliaia di persone che hanno ricevuto la protezione sulla base di leggi precedenti e che oggi rischiano di essere gettati nella clandestinità, quindi, non avere più possibilità di assistenza e questo impatterà sulle nostre città. Da questo punto di vista, dunque, il “decreto sicurezza” rischia di produrre una situazione peggiore di quella attuale.