A guidare il PD casertano arriva il commissario

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Tratto da un articolo di Lorenzo Iuliano pubblicato da Il Mattino (file PDF).

Di fronte al baratro, il Pd prova a evitare la catastrofe e alla guida del partito provinciale arriva il commissario. I vertici nazionali hanno scelto di affidare il caso-Caserta a Franco Mirabelli, 56 anni, milanese, un passato nella Fgci, studi di economia politica alla Bocconi, senatore Democrat di Area Dem e soprattutto capogruppo del partito in commissione antimafia. Un super-garante della legalità innanzitutto. Questo il profilo che conta e che è alla base della decisione. Già oggi dovrebbe essere ufficializzata la nomina da Roma, che arriva esattamente a tre mesi di distanza dalle dimissioni del segretario provinciale Raffaele Vitale. Era il 28 novembre 2015. Da allora nessuna ricomposizione delle varie aree è stata compiuta fino ad arrivare al pasticcio delle primarie.

Votare le unioni civili rinunciando solo alla stepchild sarebbe comunque un gran passo avanti

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Articolo pubblicato sull'HuffingtonPost.

Sulle Unioni Civili si stanno moltiplicando commenti dopo che Matteo Renzi ha avanzato l'ipotesi della fiducia per arrivare a dare finalmente a questo Paese una legge che riconosca i diritti delle coppie omosessuali.
Sono commenti spesso fondati su pregiudizi che non aiutano a dare risposte concrete a chi le attende da anni.
Certo. Se si dà una lettura tutta politicista di ciò che sta accadendo in Senato non si va molto lontano. Raccontare la scelta di mettere la fiducia sul provvedimento stralciando la stepchild adoption come un cedimento ad Alfano o uno spostamento a destra del PD, è una lettura che non tiene conto dei dati di realtà: è dimostrato che non è pensabile rimettere l'esito di questa discussione in mano a un movimento come i 5 stelle, che ha dimostrato di preferire segnare la distanza dal PD piuttosto che lavorare per approvare le unioni civili.

PD contro M5S, scontro in Commissione Antimafia

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Articolo pubblicato da La Gazzetta di Reggio (file PDF).

«È inopportuno che il vicepresidente della Commissione, senza nessuna ragione che riguardi il nostro mandato e senza nessuna inchiesta della magistratura, elenchi un numero di persone che andrebbero udite solo sulla base di informazioni giornalistiche. Il nostro ruolo non è quello di mettere alla berlina le persone». È scontro all'interno della commissione parlamentare antimafia dopo le parole del vicepresidente Luigi Gaetti, senatore M5s, che ha polemizzato sulla decisione dell'ufficio di presidenza della Commissione di non organizzare una nuova riunione qui a Reggio per parlare del caso Sergio, puntando il dito contro la maggioranza Pd.
Accuse alle quali arriva ora la replica del senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd nella stessa commissione, secondo il quale l'esponente M5s «solleva un polverone solo per una ripicca politica relativa al caso Quarto: non si può permettere che la commissione parlamentare antimafia venga usata in maniera così strumentale».
Secondo Mirabelli, «è dall'inizio dell'inchiesta Aemilia che Gaetti tira in ballo il nome di Delrio, sempre e solo con intenti strumentali». L'ufficio di presidenza della Commissione ha motivato la decisione di non tornare a Reggio come conseguenza del fatto che non ci sono novità dal punto di vista delle inchieste della magistratura. Ma la commissione chiederà comunque una relazione alla Procura di Reggio, alla Dda e al prefetto.

Intervista a Zona 9: casa, sanità, expo

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Gli impegni alla ripresa dell'attività in Regione: CASA, SANITA', EXPO'
  • Franco Mirabelli conclusa la pausa estiva ci si ributta sui problemi pesanti della nostra città. Ed uno dei più importanti è la questione dell’edilizia popolare. Facciamo un breve sunto di quanto esposto nel numero di luglio.
La legge sui canoni ha prodotto un aumento consistente degli affitti per tante famiglie. L’aumento medio è stato del 40 per cento nelle case Aler in cui gli aumenti sono gia’ stati applicati. A fronte degli aumenti che gravano su famiglie già fortemente penalizzate dall’aumento del costo della vita non ci sono soluzioni  per far fronte ai gravi problemi di degrado e di sicurezza  che si vivono nelle case popolari. Accanto a ciò, l’introduzione del principio della decadenza con il conseguente allontanamento delle famiglie del ceto medio dalle case popolari, ha spaventato tante famiglie e rischia di trasformare i quartieri popolari ancora di più in veri e propri luoghi di emarginazione. Sulla base di queste considerazioni e per discutere complessivamente delle politiche regionali sulla casa, il PD ha chiesto e ottenuto un consiglio straordinario sulla casa che si è svolto il 25 giugno. In quella sede, grazie anche alla mobilitazione dei sindaci e dei sindacati siamo riusciti ad ottenere l’impegno del consiglio a rivedere i canoni e la decadenza. Purtroppo nel frattempo non abbiamo ottenuto la sospensione degli effetti della legge. Un primo risultato però l’abbiamo già prodotto: a seguito dell’approvazione di un nostro ordine del giorno i soldi che le Aler non dovranno più destinare al pagamento dell’ici, saranno destinati a aumentare il fondo sociale e al funzionamento degli ascensori e all’abbattimento delle barriere architettoniche.