Giochi, con l'accordo in conferenza Unificata è stato raccolto lo spirito del mio DDL

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"La direzione, come era previsto dal mio disegno di legge, è quella di ridurre l'offerta di gioco. Di fatto si cancella la presenza delle awp nei locali non dedicati al gioco, c'è un dimezzamento delle sale gioco e c'è una distribuzione territoriale che viene concordata con le pubbliche amministrazioni. Regole severe sulle sale e norme antiriciclaggio. Vediamo come viene tradotto tutto ciò nel decreto legislativo ma non credo che ci si possa discostare tanto da quanto previsto dall'accordo". Così al VELINO Franco Mirabelli, senatore Pd e firmatario di un provvedimento sul riordino del settore all'esame della commissione Finanze di Palazzo Madama, il quale definisce "ottimo" l'accordo in Conferenza Unificata sul riordino del settore "perché raccoglie non solo lo spirito della mia proposta di legge ma anche tutto il lavoro che è stato fatto in questi anni di confronto e discussioni sia in parlamento sia fuori con tutte le associazioni, ma anche con il comporto economico".
"Ora – osserva il senatore Pd - bisognerà che le Regioni trovino dei criteri che tengano insieme le norme locali con quanto sancito nell'accordo. Agli Enti locali è stata data un'indicazione chiara su numero di apparecchi e di sale gioco sul territorio; e sulle distanze dovranno essere capaci di assumersi la responsabilità di collocare le sale evitando concentrazioni eccessive che creino una sorta di 'quartieri a luci rosse' del gioco".

A Caserta patti traditi ma non me ne vado

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C'è indignazione e rabbia nel Pd dopo la sconfitta alle elezioni provinciali di Caserta del sindaco della città capoluogo, nonchè esponente di punta dei democratici, Carlo Marino. Né da voce il commissario provinciale del partito Franco Mirabelli che si dichiara "profondamente deluso per una sconfitta gravissima e un'opportunità che non doveva sfuggire di creare una filiera istituzionale in Campania che facesse capo al centro-sinistra. E come me sono delusi anche i responsabili nazionali e regionali, penso a Guerini che ho sentito via messaggio. Comunque non lascio l'incarico a Caserta, perché se lo facessi mi prenderei totalmente la responsabilità della sconfitta, che ritengo sia colpa soprattutto di quegli esponenti del partito che nell'ultimo anno e mezzo, tradendo i patti presi, hanno lavorato contro lo stesso Pd preferendo fare accordini trasversali e far prevalere miseri interessi di bottega piuttosto che fare politica e lavorare per i problemi del territorio. Ormai sappiamo che c'è una parte del Pd di cui dovremo fare a meno".
Tutto sfumato dunque per le profonde spaccature interne al Pd, che specie nel Casertano è una polveriera pronta ad esplodere, ma anche nella coalizione di centro-sinistra messa in piedi per riflettere come uno specchio quella, un po' eterogenea, che governa in Regione con De Luca; un percorso che sembra essersi bruscamente interrotto, nonostante le avvisaglie avute già alle elezioni comunali di Aversa e Marcianise e alle primarie congressuali, con conseguenze a questo punto imprevedibili in vista delle Politiche, che non sono così lontane.

Nel PD casertano ci sono ancora troppi personalismi

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"Ci sono alcuni all'interno del Pd casertano che continuano a pensare che l'unico tipo di confronto sia sul potere e che il partito sia uno strumento per acquisire e consolidare il potere personale". Il giorno dopo la fine della prima Festa dell'Unità del Pd di Caserta, tenutasi a Castel Volturno (Caserta), il commissario provinciale dei democratici Franco Mirabelli avverte il partito sul rischio di proseguire su questa deriva personalistica che ha allontanato tanti elettori; una deriva che allo stato sembra essere residuale rispetto alla strada "ritrovata" dell'unità e del confronto sui contenuti. "C'è una grande parte del partito che vuole fare il partito - prosegue Mirabelli - che non ha interesse a vivere la politica come fronte infinito tra personalismi o come qualcosa di autoreferenziale. Il nostro problema non è sostituirci al centro-destra con le sue stesse logiche interne fatte di trasversalismi, ma costruire un partito che risponda alle esigenze delle persone".
Mirabelli si dichiara comunque moderatamente soddisfatto per il solo fatto di essere riuscito ad organizzare la prima Festa del Pd casertano dimostrando "la volontà di ritrovare una comunità che si era un po' sfilacciata".

Provincia di Caserta, il Pd lancia la sfida del voto dal litorale

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Articolo pubblicato da Il Mattino ed. Caserta.

Da quando è stato fondato il PD, questa è la prima festa provinciale dell’Unità organizzata nella provincia di Caserta, e non a caso i tre giorni della kermesse politica si svolgono sul litorale, a Castel Volturno. «Perché la provincia di Caserta - spiega l’organizzatore dell’evento, il commissario Franco Mirabelli - è la penultima in Italia per qualità di vita e il PD, che amministra gran parte dei centri più grandi del territorio, è chiamato a una sfida cui non può e non deve sottrarsi».
«Nei quattro anni di governo - dice Luigi Zanda - si è dovuto lavorare sodo, soprattutto con la maggioranza risicata al Senato, per ridare dignità all’Italia in Europa e siamo riusciti nella delicata missione. Il futuro di tutti i cittadini, anche in quelli casertani sta nell’unità dell’Europa, e siamo riusciti a farlo. Mentre per lo Ius Soli, tema delicato nell’area di Castel Volturno, non abbiamo potuto rischiare che non passasse seppure per pochi voti, c’era il rischio che una riforma fondamentale come questa fosse affossata per sempre».