Migliorare la legge sui parchi

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In queste settimane, nella commissione ambiente del Senato, si sta discutendo delle proposte di modifica della legge sulle aree protette presentate da diversi gruppi. Su richiesta del PD abbiamo ottenuto che questi disegni di legge si possano discutere con la procedura d'urgenza che, in tempi brevi, dovrebbe garantire l'approvazione dei miglioramenti proposti. Infatti e' opinione unanime che lo scopo di questa discussione sia quello di sistemare alcuni punti della norma, senza stravolgere una legge che ha consentito da quando e' entrata in vigore nel 1991 di ottenere risultati importanti per il Paese. Da allora, infatti, le aree protette in Italia si sono moltiplicate passando dal 3 all'11 per cento del territorio nazionale, sono in ulteriore espansione e godono di finanziamenti stabili che, per quanto riguarda i 23 parchi nazionali, garantiscono il funzionamento e la realizzazione di progetti che valorizzano e sostengono la biodiversità (quest'anno per quei progetti sono stati stanziati due milioni e settecentocinquanta la euro). Si tratta quindi di aggiornare una buona legge in alcune sue parti. Primo per rivedere la governance dei parchi riducendo i costi dei consigli direttivi, coinvolgendo i territori nella scelta dei presidenti, garantendo un ruolo sempre più forte delle associazioni e degli enti locali nella direzione dei parchi e lasciando che siano i presidenti a nominare i direttori. Secondo, e questo e' il primo terreno che interessa anche i parchi regionali, si tratta di stabilire norme più chiare per la tutela delle aree protette, in particolare per ciò che riguarda le aree attigue ai parchi che spesso sono state governate in modo separato, senza tenere conto delle aree protette stesse e spesso creando problemi; dare più ruolo agli enti parco nella definizione anche delle scelte relative alle aree attigue può essere una soluzione.

Piano Casa, domani si vota il progetto di legge in Consiglio regionale

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Legge utile per pochi. Preoccupati per i possibili blitz della maggioranza sui sottotetti 
Il progetto di legge regionale dal titolo “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente” approda in Consiglio regionale: domani si approverà definitivamente il testo, composto da 16 articoli, che modificherà la legge urbanistica regionale 12/2005. Il Partito democratico, sin dall’inizio molto critico su alcuni punti della legge, ha presentato oggi 20 emendamenti di merito con l’intento di modificare in aula gli articoli più critici legati alla questione dei sottotetti, alla realizzazione di autorimesse interrate e l’esclusività della Giunta comunale nell’approvazione dei piani attuativi nei comuni sopra i 15000 abitanti.

Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico - edilizia

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Art. 1 (Finalità generali)

La presente legge, anche in attuazione dell’articolo 5 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre europeo - Prime disposizioni urgenti per l’economia), convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, detta disposizioni per la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione incentivata delle aree urbane, anche al fine di contenere il consumo di suolo e di energia da fonti fossili ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), nonché ulteriori disposizioni in materia urbanistico-edilizia a integrazione della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio).