La nuova rotta del PD

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Intervento ad un incontro al Circolo PD Rigoldi a Niguarda (video).

Ci vorrà ancora un po’ di tempo per avere una linea comunicativa univoca e in positivo del PD che non ricalchi quella di Lega e M5S e che non si basi sulla denigrazione dell’avversario, in quanto non è un modello di opposizione che ci compete. Dopo la sconfitta alle elezioni politiche abbiamo detto che non avremmo fatto come Lega e M5S quando erano all’opposizione e ora dovremmo non fare come loro anche da questo punto di vista.
Ora siamo in una fase in cui possiamo guardare il bicchiere un po’ più mezzo pieno e non ci è capitato spesso.
Incontri come quelli che si fanno nei circoli sono utili, anche perché il modo in cui si è svolto il congresso, che a mio avviso ha avuto una buona discussione sui contenuti, ha mostrato che i dibattiti possono servire a decidere insieme che cosa deve succedere, ascoltandoci reciprocamente.
Il congresso è stata un’occasione in cui tutti abbiamo parlato e abbiamo preso una posizione determinando quello che è successo dopo e penso che dobbiamo recuperare questa idea del partito.
Un partito che discute, che si ascolta e che ascolta il fuori e fa in modo che tutti si sentano parte delle decisioni su ciò che deve succedere.
La preoccupazione del fatto che il PD “torni indietro” è stata oggetto della discussione congressuale ma mi pare che si sia risolta con il risultato delle Primarie, assolutamente sorprendente dal punto di vista della partecipazione e anche per il modo in cui ci si è confrontati sulle idee, rendendo trasparente quali fossero le differenze tra le diverse candidature e il fatto che sia stato non solo uno scontro ma anche un confronto che ha portato a un risultato.
Non penso che si possa dire che oggi la società italiana abbia percepito le Primarie e l’esito che ne è scaturito come un “tornare indietro”.
Innanzitutto, le Primarie dicono che c’è una forte domanda di partecipazione contro il Governo giallo-verde e per difendere valori e diritti che vengono messi in discussione da Lega e M5S. La domanda di partecipazione non è una novità: si era già vista con le manifestazioni a Milano contro Orban a fine agosto e in una serie di altre mobilitazioni in questi mesi.
La novità è che le Primarie, con quel milione e mezzo di persone che sono andate a votare (cosa che nessuno di noi pensava fosse possibile), indicano che quella partecipazione ha trovato un punto di riferimento nel PD e questa per noi deve essere una grande responsabilità a concentrarci su come possiamo rappresentare questa domanda, come la valorizziamo e su come costruiamo l’alternativa a Lega e M5S.
Inoltre, mi pare che sia evidente che sia stato percepito che non vogliamo fare da soli ma vogliamo costruire un campo largo, inclusivo, cercando di riunire tutte le forze che oggi possono essere soggetti di un’alternativa e cercando nella prossima tornata elettorale delle elezioni europee di costruire una aggregazione ampia di tutte le forze che considerano l’opzione dell’Unione Europea fondamentale.
Con le Primarie, con la discussione che abbiamo fatto, anche sulle ragioni della sconfitta e non solo al congresso, siamo riusciti a ribaltare una percezione che c’era di noi e stiamo riuscendo a presentare un Partito Democratico che mette al centro le persone con i loro problemi e la loro vita quotidiana.
Non penso che il PD abbia governato male negli anni scorsi, non dobbiamo abiurare niente e non è neanche vero che non ci siamo occupati della vita delle persone ma la percezione che c’è stata di noi non è stata questa.
La percezione che c’è stata di noi era che la vita delle persone venisse dopo altre compatibilità economiche. Oggi stiamo ribaltando questa percezione.
Dopo il Referendum Costituzionale si era rotto il nostro rapporto con un pezzo di Paese e un pezzo del nostro popolo, invece, ora mi pare che si sia riaperta una comunicazione con una parte del nostro elettorato.
Abbiamo di fronte due appuntamenti fondamentali che sono le elezioni europee e le elezioni amministrative.
Con le elezioni europee si gioca la possibilità per l’Europa di esistere. Si gioca la possibilità che, in questo Continente, ci siano le condizioni per non diventare una colonia delle grandi superpotenze mondiali, perché solo un’Europa unita può reggere il confronto con la Russia, con la Cina o con gli Stati Uniti.
Non è un caso se Russia e Stati Uniti vedono un punto di riferimento essenziale in M5S, nella Lega e nelle forze che vogliono indebolire l’Unione Europea.
La partita si gioca tra chi vuole un’Europa più forte – che però deve cambiare, deve diventare l’Europa dei cittadini - e chi invece vuole distruggere l’Europa, pensando che ogni piccola nazione dentro al mondo globalizzato, di fronte ai colossi mondiali possa reggere e si possa andare avanti ogni Stato per sé.
Per quanto riguarda le elezioni amministrative, il ragionamento sulle alleanze larghe è indispensabile, lo chiedono i nostri candidati sindaci per mettersi nelle condizioni per poter vincere e proprio sulle amministrative dovremo misurare il centrosinistra.

Riguardo allo scenario politico, non penso che il Governo Lega-M5S sia immobile: penso che questo Governo non stia facendo alcune scelte ma contemporaneamente stia facendo molti disastri che rischiano di pesare sul futuro del Paese.
Adesso abbiamo due appuntamenti elettorali che precederanno un passaggio decisivo che sarà durissimo per chi governa e soprattutto per il Paese, perché la Legge di Bilancio approvata consegna a settembre la necessità di fare una manovra economica in cui reperire 24 miliardi per evitare l’aumento dell’IVA al 25% e perché bisognerà prendere atto che la costruzione della finanziaria su una previsione di crescita di oltre l’1% dovrà far i conti con il fatto che, in realtà, la crescita sarà circa dello 0,2% al massimo.
Credo, quindi, che il rischio sarà quello di una ricaduta forte sulla vita quotidiana delle persone e noi dovremo esserci e saper indicare una strada alternativa che, però, non potrà esser quella di farci carico anche questa volta di riparare i disastri che hanno fatto altri.

Ci sono, però, alcune cose che dobbiamo chiarire: oggi siamo di fronte ad un nuovo bipolarismo, in cui noi siamo una parte e dobbiamo essere il punto di riferimento di questa parte.
Questo nuovo bipolarismo si gioca su alcune questioni, la prima della quali è quella democratica.
Lega e M5S hanno un’idea della democrazia per cui vengono svuotate tutte le istituzioni di garanzia, in cui il Parlamento viene presentato come un inutile orpello ai cittadini e in cui tutto si esaurisce nel rapporto diretto tra leader e popolo e tutto ciò che c’è in mezzo è un danno e va o non fatto lavorare o denigrato, che sia il Presidente della Repubblica, la magistratura, il Parlamento, i giornalisti.
Tutto ciò che mette in discussione il rapporto diretto tra il leader e il popolo dà fastidio e va scardinato. Questo è un elemento fondamentale per la democrazia.
Questo è un modello che oggi troviamo già in Europa: Ungheria, Polonia, Russia, con cui dialoga Salvini, praticano questa idea.
C’è poi il tema di rilanciare una battaglia di valori su temi e diritti che consideravamo acquisiti e che, in pochissimo tempo, Lega e M5S sono riusciti a mettere in discussione. Pensiamo al convegno di Verona sulla famiglia tutto giocato sul ritornare indietro, sul rimettere in discussione le conquiste delle donne, del diritto di famiglia. Oppure pensiamo al modo in cui stiamo trattando gli immigrati o a come il Governo sta trattando il tema delle Unioni Civili e dei diritti degli omosessuali.
Questo, quindi, diventa un altro campo in cui segnare l’alternativa.
A me non convince un certo modo di fare opposizione perché ci dobbiamo distinguere da Lega e M5S che usano i problemi mentre noi dobbiamo essere quelli che raccontano come bisogna risolverli.
Sul problema dell’immigrazione, ad esempio, bisogna fare qualcosa per governare il fenomeno, sapendo che è difficile e probabilmente non porta grandi consensi.
L’altra strada - seguita dal Governo - è quella della propaganda.
Ormai, infatti, è evidente che la rotta libica è chiusa eppure in questi giorni si è continuato a fare propaganda su una barca con una cinquantina di persone mentre la Procura di Palermo racconta che stanno entrando migliaia di persone che approdano in tutte le spiagge siciliane dalla Tunisia, che sono portate da organizzazioni criminali anche italiane. Queste persone spesso vengono portate fino a destinazione e, quindi, nessuno si accorge della loro esistenza. Non parlarne vuol dire che si vuole nascondere il problema e che interessa di più la percezione che non la soluzione.
Questa è un’altra questione su cui dobbiamo risalire la china che è complicata perché M5S e Lega hanno costruito tutto sulla percezione dei problemi e non sulla realtà, però, penso che su questo dobbiamo qualificarci, segnare una differenza e costruire l’alternativa alle forze di Governo, che sono assolutamente dannose per il Paese.

Video dell'intervento»
Video dell'intero incontro»

Video dell'intervento in replica al dibattito»


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