Perché voterò alle primarie e voterò Bersani

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La partecipazione degli elettori del centrosinistra alla scelta del loro candidato alla presidenza del consiglio il 25 novembre sarà un grande fatto politico, l’occasione per riaccendere i riflettori sulla buona politica, quella fatta dai cittadini, che si alimenta della partecipazione democratica, che valorizza l’idea dei partiti e della politica come strumenti al servizio dei cittadini e non viceversa. Più saranno le persone che il 25 novembre andranno a votare per le primarie, più sarà forte il centrosinistra in vista delle elezioni e più sarà legittimato il candidato che vincerà.
Ora è utile riflettere sulla posta in gioco e sulle alternative tra cui dovrà scegliere chi vota. Il tema non è scontato e non credo possa tradursi nelle semplificazioni che contrappongono vecchio a nuovo o apparati a società civile.
 Non credo sia questo il cuore del confronto, né ciò che principalmente preocupa i cittadini.
Infatti se sul tema del rinnovamento Bersani ha già dimostrato concretamente grande apertura, non sempre la ”rottamazione” che insiste più sulla necessità di escludere alcuni anziché su quella di valorizzare nuove risorse e nuove esperienze, produce rinnovamento.
Aprire finalmente una stagione di riforme dettate da una idea di Paese, e non dall’emergenza, dovrebbe essere il compito della politica, ed è questa la ragione per cui serve che a proseguire l’azione di risanamento e di riforme iniziata dal Governo Monti sia un governo eletto dai cittadini. Alle primarie del centrosinistra dovremo decidere chi proporre al governo del Paese e per fare cosa, non altro. E in questo senso il nostro compito non può essere quello di cavalcare l’antipolitica ergendoci a fustigatori dei costumi e assecondando l’idea di una politica tutta uguale, chiusa in se stessa, volta a perpetuare rendite di posizione a cui non esistono alternative se non la rottamazione. Il centrosinistra deve invece assumersi la responsabilità di rinnovare la politica accettando la sfida del cambiamento, delle riforme da fare con i cittadini, restituendo ruolo alla politica e affrontando i problemi mettendo in campo le soluzioni. E’ necessario chiudere la stagione dei populismi assumendosi la responsabilità delle scelte, anche impopolari , avendo in testa il futuro dell’Italia e le idee e i valori su cui ricostruire il Paese. Credo sia questa la forza della candidatura di Bersani, la consapevolezza dei problemi che quotidianamente vivono tante fmiglie di fronte alla crisi e il coraggio di non accontentarsi di scorciatoie ma di volersi assumere la responsabilità di dare risposte, la consapevolezza della necessità di aprire una stagione di riforme capaci di guardare al futuro e non solo all’emergenza e la convinzione che senza la politica, una politica rinnovata e credibile, non si può realizzare questo progetto.
Bersani è l’occasione per chiudere con la stagione del populismo e dell’uomo solo al comando e avviare la ricostruzione di un Paese che ha bisogno di riformismo e di coraggio, quello che ha saputo dimostrare prima, da ministro, con le liberalizzazioni e ora, da segretario del PD, scegliendo l’interesse del Paese anziché quello di parte sostenendo la nascita del governo di emergenza anziché cercare un voto che ci avrebbe premiati ma, in quel drammatico momento, avrebbe penalizzato ulteriormente la nostra situazione economica.

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