CAVALCARE L’ANTIPOLITICA O ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DELLE RIFORME

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Risolto positivamente il nodo delle regole per le primarie e chiarito che occorre garantirne la regolarità senza in alcun modo ostacolare la partecipazione degli elettori del centrosinistra alla scelta del loro candidato, ora è utile riflettere sulla posta in gioco e sulle alternative tra cui dovrà scegliere chi vota. Il tema non è scontato e non credo possa tradursi nelle semplificazioni che contrappongono vecchio a nuovo o apparati a società civile. Non credo sia questo il cuore del confronto.

Infatti se sul tema del rinnovamento anche Bersani ha dimostrato concretamente grande apertura, non sempre la”rottamazione” che insiste più sulla necessità di escludere alcuni anziché su quella di valorizzare nuove risorse e nuove esperienze, produce rinnovamento.

Aprire finalmente una stagione di riforme dettate da una idea di Paese, e non dall’emergenza, dovrebbe essere il compito della politica, ed è questa la ragione per cui serve che a proseguire l’azione di risanamento e di riforme iniziata dal Governo Monti sia un governo eletto dai cittadini. In queste settimane sono in tanti, soprattutto alcuni centri di interesse, a tentare di far passare esplicitamente l’idea che questo Paese non sia abbastanza maturo per scegliere chi lo potrà governare e che l’unica alternativa al governo tecnico dovrebbe essere un altro governo Monti. Sono ancora di più le lobbies economiche e finanziarie che, di fronte alla evidente crisi di rappresentanza e di fiducia che vive giustamente la politica, vorrebbero una sorta di commissariamento dell’intero sistema politico-istituzionale per garantirne meglio il funzionamento e, soprattutto, ridurne i costi.

Alle primarie del centrosinistra dovremo decidere proprio questo. Il nostro compito non può essere quello di cavalcare l’antipolitica ergendoci a fustigatori dei costumi e assecondando l’idea di una politica tutta uguale, chiusa in se stessa, volta a perpetuare rendite di posizione a cui non esistono alternative se non la rottamazione. Il centrosinistra deve invece assumersi la responsabilità di rinnovare la politica accettando la sfida del cambiamento, delle riforme da fare con i cittadini, restituendo ruolo alla politica e affrontando i problemi mettendo in campo le soluzioni. E’ necessario chiudere la stagione dei populismi assumendosi la responsabilità delle scelte, anche impopolari , avendo in testa il futuro dell’Italia e le idee e i valori su cui ricostruire il Paese. Credo sia questa la forza della candidatura di Bersani, il coraggio di non accontentarsi di scorciatoie e di assumersi le responsabilità, la consapevolezza della necessità di aprire una stagione di riforme capaci di guardare al futuro e non solo all’emergenza e la convinzione che senza la politica, una politica rinnovata e credibile, non si può realizzare questo progetto.


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