Le sfide del PD al Governo

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Intervento svolto ad un'assemblea PD a Sesto San Giovanni (video).

Gli ultimi eventi che si sono accavallati non ci devono far rimuovere le ragioni di quello che è successo e delle scelte che abbiamo fatto.
Per capire la situazione attuale dobbiamo ripartire da lì.
L’8 agosto abbiamo chiuso l’attività del Senato convinti che il Governo giallo-verde sarebbe rimasto in piedi mentre poco dopo c’è stata la scelta assolutamente consapevole di Salvini di chiudere quell’esperienza e di chiedere le elezioni anticipate per avere “tutti i poteri per risolvere i problemi dell’Italia”.
Le scelte che abbiamo fatto e la tempistica in cui le abbiamo fatte sono una conseguenza di quel messaggio.
Il Presidente della Repubblica ha detto subito che non si poteva pensare di temporeggiare molto perché bisognava fare la Legge di Bilancio, evitando l’esercizio provvisorio.
Ci sono state delle discussioni e la prima sconfitta che ha subito Salvini è stata in Parlamento sulla votazione del calendario dei lavori. Salvini avrebbe voluto accelerare al massimo i tempi per andare a votare.
Il PD, nel frattempo, ha cominciato a recuperare protagonismo.

È un errore dividere il PD

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Dichiarazione alla stampa (video).

Ci dispiace che Renzi e altri escano dal PD.
Non ci sono ragioni politiche per questa scelta e consideriamo un errore dividere il PD nel momento in cui insieme abbiamo deciso di dare vita a questo governo nell'interesse del Paese e della nostra democrazia.
Ora tutto il nostro impegno deve essere rivolto a governare bene, a dare speranza e futuro alle famiglie, ai giovani e a chi lavora, a costruire un nuovo PD.

Video della dichiarazione al Tg2»
Video della dichiarazione al Tg1»
Video della dichiarazione all'Agenzia Vista»


Il padrino dell’antimafia

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Intervento svolto alla presentazione del libro di Attilio Bolzoni “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” (video).

Ad Attilio Bolzoni va il ringraziamento per aver fatto un libro che obbliga a riflettere su una cosa reale di cui si è parlato troppo poco e che invece va approfondita, soprattutto da parte di chi si occupa di antimafia perché c’è bisogno di mettere in campo anticorpi rispetto ad un uso spregiudicato e criminale dell’antimafia, non solo in Sicilia.
Un altro ringraziamento va anche a Rosy Bindi perché ha un grande merito nell’aver voluto che la Commissione Parlamentare Antimafia facesse quell’approfondimento e non era contento nessuno che ci occupassimo di questo e che ascoltassimo in audizione molti di coloro che sono considerati i rappresentanti più autorevoli dell’antimafia in Italia per costringerli a riflettere su alcune vicende.
Il libro “Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto” è molto esplicito: racconta un clima, un ambiente culturale, reati che si trovano negli atti giudiziari ma anche comportamenti diffusi nelle classi dirigenti della Sicilia. Si parla di politica, di impresa e, purtroppo, anche di ambienti della magistratura.
Di vicende come quella raccontata nel libro, purtroppo, ne stiamo vedendo tante.

C'è bisogno di avere in campo tutto il PD

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Intervento all'assemblea PD del Municipio 9 di Milano.

La nascita del nuovo Governo ha bisogno di avere in campo tutto il PD sui territori e di rilanciare una funzione del partito che non sia solo propagandistica ma che sia anche una capacità di ascoltare i territori e valorizzare sui territori le cose che si fanno, chiudendo una fase in cui il partito si è presentato come lo strumento in cui si discuteva all’interno solo sulle proprie dinamiche.
Questo è fondamentale se vogliamo riuscire a governare bene in una fase così complicata e così inaspettata, come quella che si è aperta.
Avremo sicuramente bisogno di fare delle riflessioni: abbiamo dovuto fare una serie di scelte ma ora occorre ragionare sul come ci attrezziamo per essere all’altezza delle nuove sfide.
Abbiamo chiuso il Senato l’8 agosto convinti che il Governo giallo-verde sarebbe rimasto in carica e avrebbe fatto poi la manovra economica: non c’erano segnali che ci facevano presagire il salto di qualità dalla rissa permanente ad un atto come la mozione di sfiducia che ha portato alla crisi.
Invece c’è stata la crisi e ha avuto uno sviluppo rapidissimo.