Il Pd chiede il ritiro del ddl Pillon

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Abbiamo indetto una conferenza stampa questa mattina per presentare le iniziative che il Gruppo PD al Senato intende mettere in campo per contrastare e indurre al ritiro del DDL Pillon. Le iniziative coinvolgono tutto il gruppo del Senato.
Il gruppo PD parteciperà a tutta la discussione del DDL Pillon, ci iscriveremo tutti alla discussione per intervenire su questo tema. Faremo questa maratona e daremo fino in fondo il senso della nostra contrarietà e della nostra volontà di far ritirare il provvedimento.

Ringraziamo anche le associazioni che si stanno mobilitando contro il DDL Pillon, siamo al loro fianco e vogliamo batterci insieme a loro. Penso alla rete dei centri antiviolenza, che sono stati i primi a mobilitarsi su questo fronte; la CGIL e le altre organizzazioni che sono in piazza Montecitorio questa mattina e con cui penso che possa esserci un contributo reciproco per arrivare all’obiettivo.


Governo in perenne campagna elettorale

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Dichiarazione all'agenzia di stampa Vista (video).

Il Paese è in recessione, i dati di oggi dicono che la disoccupazione aumenta e il Governo si balocca con la vicenda della Cina su cui chiediamo di venire a riferire in Parlamento al più presto ma intanto sappiamo che si è di nuovo rotto il rapporto con l’Unione Europea e sulla TAV ci si occupa di cercare di far finta di niente ma sostanzialmente si è bloccato tutto. Si chiacchiera di grandi opere ma in realtà le si stanno bloccando.
Questo è ciò che fa questo Governo: fa tutto tranne ciò che riguarda i problemi e l’interesse del Paese.
Le forze di maggioranza sono in campagna elettorale, preferiscono fare propaganda invece che occuparsi concretamente della vita degli italiani.

Spataro ha ragione, Salvini è in conflitto interessi

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Il procuratore capo Armando Spataro ha ragione ad arrabbiarsi quando Salvini, per vantarsene sui social, rischia di compromettere una parte dell’operazione della procura di Torino contro la mafia nigeriana, mentre è in corso.
È evidente in questo episodio che il ministro dell’Interno è in un permanente conflitto di interessi tra la sua esigenza di usare il ruolo di governo per fare propaganda e la necessità del Paese di affrontare seriamente i problemi della sicurezza e della lotta alle mafie.