Visto l'entusiasmo con cui M5S commenta la revoca di Siri, per coerenza ora blocchino lo sblocca-cantieri

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Visto l’entusiasmo con cui Di Maio commenta la revoca di Siri immagino che per coerenza ora i 5 Stelle bloccheranno lo sblocca-cantieri. Il decreto che Siri ha costruito e che persegue i suoi obbiettivi: togliere ad Anac poteri e funzioni, alzare le soglie per la trattativa senza gara, liberalizzare i subappalti e tornare al massimo ribasso.
Mandare via Siri, senza fermare la controriforma del codice degli appalti che lui ha voluto, non è un atto di trasparenza ma propaganda!

La Lega spieghi i presunti rapporti con la mafia rom di Latina

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Se fosse vero ciò che è pubblicato sull’edizione romana del quotidiano La Repubblica, in merito ai rapporti della Lega con il clan rom di Latina dei Di Silvio, sarebbe gravissimo.
Tenuto conto che si parla del partito del ministro dell’Interno, che da giorni pontifica contro le mafie e il cui movimento sarebbe sceso a patti con un pericoloso clan e di una forza politica cresciuta alimentando odio e intolleranza contro i rom e che però si sarebbe servita, in campagna elettorale, dei servigi della pericolosa associazione di stampo mafioso dei Di Silvio.
Le dichiarazioni dei pentiti che raccontano queste cose non possono passare sotto silenzio.
Il ministro dell’Interno deve chiarire, su di lui non ci possono essere ombre così gravi.
Per questo stiamo presentando un’interrogazione urgente al Senato in cui chiediamo a Salvini di spiegare i rapporti della Lega con il clan rom di Latina.

Grave la vicenda di Siri e l'incoerenza della Lega

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Intervento in Tv a 7Gold (video).

La vicenda che ha coinvolto il Sottosegretario Siri, se sarà confermata dalle indagini, è pesante. Stiamo parlando di una vicenda che coinvolge anche quello che viene considerato il prestanome del boss Messina Denaro.
Nella vicenda che coinvolge Siri, trovo anche che emergano alcune incoerenze e alcune differenze da parte della Lega.
Quando si è aperta l’inchiesta sulla sanità in Umbria, il PD ha reagito come si doveva, cioè il Presidente della Regione ha dato le dimissioni di fronte ad accuse gravi. Le dimissioni non sono un’ammissione di colpevolezza, sarà poi la magistratura a valutare ma, politicamente, in una Regione in cui la sanità è una parte importante, di fronte ad uno scandalo di questo tipo bisogna trarne le conseguenze.
In quei giorni abbiamo visto Salvini precipitarsi in Umbria a cavalcare lo scandalo.

Il Pd chiede il ritiro del ddl Pillon

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Abbiamo indetto una conferenza stampa questa mattina per presentare le iniziative che il Gruppo PD al Senato intende mettere in campo per contrastare e indurre al ritiro del DDL Pillon. Le iniziative coinvolgono tutto il gruppo del Senato.
Il gruppo PD parteciperà a tutta la discussione del DDL Pillon, ci iscriveremo tutti alla discussione per intervenire su questo tema. Faremo questa maratona e daremo fino in fondo il senso della nostra contrarietà e della nostra volontà di far ritirare il provvedimento.

Ringraziamo anche le associazioni che si stanno mobilitando contro il DDL Pillon, siamo al loro fianco e vogliamo batterci insieme a loro. Penso alla rete dei centri antiviolenza, che sono stati i primi a mobilitarsi su questo fronte; la CGIL e le altre organizzazioni che sono in piazza Montecitorio questa mattina e con cui penso che possa esserci un contributo reciproco per arrivare all’obiettivo.