Nel decreto sicurezza non c’è nessuna volontà di affrontare davvero i problemi

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Nel “decreto sicurezza”, ribattezzato anche “decreto Salvini”, che ha iniziato il suo iter nella Commissione Affari costituzionali del Senato, non c’è nessuna volontà di affrontare davvero i problemi.
Nessuno stanziamento in più per il controllo del territorio, per le Forze dell'Ordine, per la videosorveglianza dei luoghi, neanche per i rimpatri.
Nessuna norma per aiutare i sindaci a realizzare una convivenza serena e sicura.
E' una legge che serve solo a presentare l'Italia quale paese ostile e spietato, che riserva un calvario a chi entra in cerca di aiuto, che rende impossibile l’integrazione, che mette in clandestinità anche chi oggi vive e lavora qui.
Un provvedimento che innanzitutto è finalizzato a spaventare, sulla pelle di tante persone immigrate che stanno qui, chi sta pensando di scappare da situazioni drammatiche, per convincerlo a non venire.
Il risultato è una normativa che getta vergogna su un Paese che rinuncia a governare l’immigrazione, come richiederebbe il rispetto della nostra Costituzione e dei più elementari principi di umanità.

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