Su Genova chi ha sbagliato paghi ma serve anche dare risposte immediate ai cittadini

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Se le cose dette dalla Commissione di Inchiesta e dal Ministero sulla situazione del Ponte Morandi fossero confermate, sarebbero gravissime. Il concessionario dovrà rispondere, così come il management e la parte del Ministero che avrebbe dovuto svolgere il ruolo di controllo e non lo ha fatto.
Chi ha sbagliato deve pagare perché quello che è successo è grave ma oggi bisogna contemporaneamente dare risposte ai cittadini di Genova.
Gli esponenti del Governo hanno raccontato per giorni e giorni che si sarebbe ricostruito subito e, invece, dopo oltre due mesi non c’è neanche il decreto.
E il decreto non c’è perché, anziché scegliere la via più semplice, cioè rispettare la convenzione e far ricostruire il ponte ad Autostrade, si è scelto di fare diversamente.
Inoltre, in quel decreto si sono aggiunte una serie di norme riguardanti la ricostruzione e gli aiuti per i terremoti avvenuti in precedenza in altre Regioni, che hanno bisogno di tempi diversi.
Ma anche quando ci sarà il decreto non ci sarà lo stesso l’operatività perché comunque nel decreto non c’è il nome del Commissario per Genova. Per quali ragioni, per nominare il commissario, occorre attendere il decreto e poi altri 10 giorni, mentre invece si sarebbe potuto nominarlo subito e discutere con lui anche i poteri necessari e renderlo operativo il giorno successivo alla pubblicazione del decreto?!
Tra le intenzioni annunciate dal Governo e la realtà, dunque, non è facile trovare una conciliazione e ciò va a scapito dei tempi di ricostruzione del ponte e, quindi, di tutta Genova.
L’argomento degli sfollati, inoltre, nono viene affrontato nel discorso di Toninelli. Nell’intervento di Toninelli c’è solo la ricerca di un capro espiatorio: come sempre quando il Governo ha un problema, si cerca di spiegare che gli altri sono cattivi.



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