Il Dl per il riordino dei Ministeri è l'ennesima spartizione in stile pentapartito

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Il Decreto che riordina i ministeri è il primo atto del ‘governo del cambiamento’ gialloverde. La cosa più evidente è che questo decreto interrompe esperienze che hanno dato e stanno dando risultati positivi. Penso alle unità di missione cancellate, penso allo spostamento della competenza del turismo dal Mibact al ministero dell’Agricoltura. Certo, questo è un cambiamento, ma un cambiamento che guarda all’indietro, al passato. Nessuno può negare il nesso che c’è nel nostro Paese tra cultura e turismo. E invece si sceglie di portare la competenza del turismo al ministero dell’Agricoltura in nome delle eccellenze alimentari italiane! Si cancellano le unità di missione sul dissesto idrogeologico e Casa Italia ma non si dice come si fa fronte ad emergenze come quella ambientale e dell’edilizia scolastica. Le unità di missione acceleravano i tempi di intervento nelle emergenze, garantendo al tempo stesso trasparenza e controllo delle risorse stanziate. Perchè interrompere questo percorso? Si sceglie poi di rinunciare al coordinamento dei ministeri che possono intervenire sulla disabilità affidando la questione al solo ministero della famiglia, di fatti compiendo un arretramento culturale.
Tutti questi sono cambiamenti che guardano all’indietro e del resto quando i principali esponenti di questa maggioranza evocano il ritorno agli stati nazionali autosufficienti, quando Salvini dice ‘tanti nemici, tanto onore’, quando ci si spartiscono le poltrone di Rai e altri enti come fossimo tornati al pentapartito degli anni '80, non siamo tornati al passato?
Questo è quello che sta succedendo in queste ore, con l’approvazione di questo decreto che serve, evidentemente, più a sistemare gli assetti tra Lega e M5S che a risolvere alcuni problemi dei cittadini italiani.

Intervento in Senato»

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