Abolizione della pubblicità sui giochi insufficiente se non si riduce domanda

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L’intervento previsto dal cosiddetto ‘decreto dignità’ che abolisce definitivamente la pubblicità di ogni gioco con vincite in denaro, escluse le lotterie nazionale, è una delle poche norme positive contenute nel provvedimento. La scelta di arrivare all’abolizione totale era diventata necessaria, visto l’abuso che della pubblicità si sta facendo sulle reti tematiche, soprattutto in occasione di eventi sportivi, per promuovere le scommesse on line. Ma l’impegno per ridurre la domanda di gioco non può ridursi a questo.
Sono stati più coraggiosi i governi del PD che non solo hanno ridotto drasticamente gli spazi pubblicitari televisivi, consentendoli solo dopo le 22.30 sulle tv generaliste, ma hanno anche ridotto di un terzo il numero delle slot istallate nei bar e nelle tabaccherie.
Ci dica Di Maio se il suo governo intende andare nella stessa direzione della riduzione dell’offerta e quindi delle entrate per lo Stato, come pensiamo sia giusto fare, o mantiene l’idea che il gioco d’azzardo debba finanziare il reddito di cittadinanza, come scriveva il M5s in un disegno di legge nella scorsa legislatura. O si ha il coraggio di fare scelte chiare, anche se costose, o la proibizione della pubblicità rischia di essere un provvedimento davvero insufficiente.

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