La Lega non può pensare che la politica sia solo campagna elettorale

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Intervento a Tagadà - La7.

La Lega che diceva di voler fare tante cose per gli italiani – anche rispetto a ciò che ha scritto nel contratto con la maggioranza che stava costruendo con M5S – deve spiegare perché non le fa e perché Savona era così indispensabile. A mio avviso, potevano agire anche senza Savona per cui propendo per l’idea che la Lega non volesse fare alcun Governo.
La Lega, però, non può pensare di far tornare a votare gli italiani quando vuole, magari anche attivando il Parlamento per fare poche cose che sono utili alla loro campagna elettorale. Sono colpito dal fatto che il Segretario della Lega in questo momento sia in giro a fare campagna elettorale invece che a cercare di risolvere il problema del Paese. La Lega non può pensare che la politica sia solo campagna elettorale.
Fare un Governo non politico vuol dire accompagnare al voto il Paese ma contestualmente fare ciò che serve agli italiani (il DEF, la manovra per evitare l’aumento dell’IVA, la Legge di Bilancio). Questo percorso ha un senso e può arrivare fino ai primi mesi del 2019.
Se invece il Governo che parte non fa questo non ha senso perché è come dire che il Governo non c’è e allora è meglio votare a luglio.
Ieri c’era un spread altissimo, le borse erano in crollo e, al di là delle chiacchiere, in questo ragionamento gli italiani dove stanno? La realtà è che il capo del partito che sostiene di avere la maggioranza dei consensi (anche se ha preso solo il 17% dei voti) è in giro a fare campagna elettorale per il suo partito.
I problemi degli italiani dove li collocano, anche rispetto alla scelta della data del voto?
Arrivare fino ad ottobre senza un Governo vuol dire perdere la stabilità economica del Paese.
Il PD è molto tranquillo: chi si sta agitando da 90 giorni senza portare a casa nessun risultato sono la Lega e M5S. Noi siamo tutti disponibili al voto in qualunque momento deciderà il Presidente della Repubblica.
Se bisogna sciogliere le Camere perché la supposta maggioranza dei vincitori non riesce a formare un Governo, è meglio che questo avvenga subito. Non c’è differenza tra fare la campagna elettorale ad agosto o farla a luglio ma dobbiamo guardare alle scadenze e alla situazione economica del Paese. A mio avviso, votare ad ottobre è rischioso perché se poi il voto produce la stessa mancanza di maggioranza si dovrà fare una finanziaria e altri interventi in pochissimo tempo.

Rispetto alle questioni riguardanti il PD, Calenda ha proposto di fare un fronte ampio. Personalmente non lo chiamerei “Fronte Repubblicano” ma un campo ampio in cui si dovrà discutere di Europa e inviteremo i cittadini a scegliere che atteggiamento vogliono avere sull’Europa. Dovremo costruire un campo ampio su un’idea diversa di Europa rispetto a quella di Salvini, con più Europa e non un’Europa della paura.
Vedendo come si sta esprimendo in questi giorni un parte del mondo politico che non è il PD, mi pare che ci sia la possibilità di costruire un fronte ampio di questo tipo.
Il nostro candidato Premier c’è e si chiama Paolo Gentiloni.


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