Il passaggio parlamentare per la scelta delle Presidenze delle Camere è stato poco edificante

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Intervista allo speciale del Tg3 (video - dal min.22.19).

Un Governo M5S-Lega sarebbe la presa d’atto di un risultato elettorale e la conferma del fatto che gli elettori hanno deciso che il posto del PD è all’opposizione, come abbiamo sempre detto.
Il passaggio parlamentare per la scelta delle Presidenze delle Camere, però, è stato poco edificante e ha ricordato molto la Prima Repubblica.
È stata una discussione esclusiva tra centrodestra e M5S, costruita su un accordo poco trasparente, poco decifrabile e fatto con un percorso di candidature finte.
Il PD rispetterà le due figure scelte dal Parlamento, come ha chiesto il Presidente della Repubblica, e riconosceremo il loro valore istituzionale ma non ci è piaciuto il percorso con cui ci si è arrivati.
Ieri, infatti, il PD aveva votato per due volte scheda bianca, chiedendo che ci fosse un percorso di coinvolgimento pieno di tutte le forze politiche che sono in Parlamento ma è evidente che, invece, tutto si sia svolto nelle segrete stanze tra il centrodestra e M5S: non c’è stata alcuna volontà di coinvolgere tutto l’arco parlamentare, quindi, ne abbiamo preso atto e oggi abbiamo votato i nostri candidati Giachetti alla Camera e Fedeli al Senato.
Rispetto alle Presidenze di Camera e Senato, dunque, il PD non si era tirato fuori mentre per quanto riguarda il Governo, come abbiamo già detto più volte, non siamo disponibili a portare voti né a M5S né al centrodestra.
Per settimane si è discusso di presunte divisioni nel PD tra chi avrebbe voluto andare a sostenere un Governo M5S e chi no, che oltretutto non mi risultano esserci mai state. Così come non mi risulta che M5S abbia mai chiesto il sostegno del PD per fare un Governo.
Non esiste, dunque, alcuna possibilità di sostegno da parte del PD ad un Governo M5S-centrodestra.
In questo momento esiste la scelta del centrodestra o di una parte del centrodestra di dialogare con M5S.
Questo sarà l’asse principale su cui immagino che si avvierà la discussione per la formazione del Governo.
Questo significa che il PD starà all’opposizione ma è corretto perché la scelta di mettere in minoranza il Partito Democratico l’hanno fatta gli elettori. Rispetteremo, quindi, le scelte degli elettori, sia di quelli che non ci hanno votato perché non ci volevano al Governo, sia di quelli che ci hanno votato sulla base di un progetto politico che non è certo quello di sostenere o consentire Governi di centrodestra o M5S. Faremo opposizione con grande responsabilità e nell’interesse dal Paese.


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