Questa è la manovra

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Intervento a SkyTg24 (video).

Con la manovra abbiamo congelato l’aumento dell’IVA trovando i 23 miliardi e facendo risparmiare 500 euro a famiglia; abbiamo abolito il super-ticket; abbiamo ridotto il cuneo fiscale, riducendo le tasse sul lavoro dipendente e su queste questioni siamo tutti d’accordo in maggioranza. Così come siamo d’accordo sugli interventi per la transizione ecologica. Ci sono poi altri temi su cui dobbiamo rimodulare le scelte. Ad esempio, è vero che la questione della plastic tax per come è stata posta rischia di penalizzare un settore produttivo ma si tratta di una tassa che c’è in tutta Europa.
Spesso si usa la leva fiscale per ridurre comportamenti dannosi per la salute e per l’ambiente e non possiamo passare anni a denunciare il fatto che la plastica sta compromettendo i mari e poi, di fronte ad un provvedimento che tende a ridurre il consumo di plastica, scatenare la protesta. È giusto, comunque, non mettere in crisi le aziende e, quindi, ci si deve prendere il tempo giusto per lavorare sulla questione e dare gli incentivi giusti anche per una riconversione ma questa è la materia emendativa. Così come sulla vicenda delle auto aziendali, a mio avviso si è trattato di un provvedimento eccessivo, oltretutto era retroattivo ma ora il Governo si è già impegnato a cambiarlo radicalmente: non sarà più retroattivo e sarà solo per le nuove auto non ecocompatibili.
Inoltre, quando si devono fare manovre molto pesanti tradizionalmente le risorse si è sempre andate a prenderle dai Comuni, mentre questa volta non è stato fatto.
Non vedo, quindi, grandi problemi per la maggioranza: 900 emendamenti sono il frutto di un lavoro che abbiamo fatto e poi lavorando si scremeranno. Abbiamo costruito questa manovra parlando con le parti sociali, con la società e abbiamo raccolto alcune istanze.

Un emendamento per rendere meno pesante la "sugar tax"

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Il Pd propone di rendere meno pesante la "sugar tax", la tassa sulle bevande con zuccheri aggiunti. Un emendamento a prima firma di Andrea Marcucci prevede infatti che l'imposta sia ridotta da 10 a 8 euro a ettolitro e da 0,25 euro a 0,20 euro per chilogrammo, per i prodotti da diluire. Inoltre si chiede di far slittare l'imposta al primo febbraio. L'intervento ridurrebbe gli incassi previsti dalla "sugar tax" di circa 68 milioni nel 2020. Si stimano infatti non più 214 mln ma 145,6, mentre per il 2021 si passa da 305 a 252,6 mln. L'emendamento presentato in commissione bilancio al Senato è firmato da Andrea Marcucci, Franco Mirabelli, Alan Ferrari, Stefano Collina e Daniele Manca. Dalla "sugar tax" così come modificata dal Pd, deriverebbero "145,6 milioni di euro per l'anno 2020, 252,6 milioni di euro per l'anno 2021, 253,8 milioni di euro per l'anno 2022, 319,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 284,9 milioni di euro per l'anno 2025 e 365,9 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026". Nella versione attuale della manovra la tassa sugli zuccheri aggiunti porterebbe invece "214 milioni di euro per l'anno 2020, 305 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, 375 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 340 milioni di euro per l'anno 2025 e 421 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026".

Bene lasciare la cedolare secca al 10%

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Molto bene la scelta del Governo di lasciare la cedolare secca al 10% nella manovra 2020.
Così si incentivano gli affitti a canone concordato e si fa emergere il nero.
Un Governo che ascolta le parti sociali e corregge gli errori è un buon Governo.

Più soldi dal settore dei giochi ma non dagli stessi operatori

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Credo che il Governo abbia tempo e modo di rivedere, nella discussione sul decreto fiscale, la parte sul gioco.
Prevedere ulteriori introiti per lo Stato di 400 milioni è una scelta legittima e comprensibile, pensare che questo incremento venga pagato solo, ancora una volta, dai gestori delle slot è sbagliato e rischia di mettere in discussione il posto di lavoro per migliaia di persone.
Serve distribuire l'onere aggiuntivo su tutto il settore e la strada più ovvia resta quella di aumentare, anche solo di un punto percentuale, la tassazione sulle vincite e sui 'gratta e vinci' e serve, nel caso si intervenga ancora sul Preu, intervenire per ridurre il pay out.
Non si tratta di incentivare il gioco, ma di evitare che il peso del prelievo su questo settore ricada solo sempre sulle slot.