Dal Governo attacco a magistratura, authority e informazione

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In democrazia chi ha la maggioranza in Parlamento governa e chi perde fa opposizione. Poi ci sono istituzioni che devono garantire tutti e il rispetto delle regole come la magistratura. A questo si aggiungono autorità che devono vigilare sul funzionamento di settori importanti per il Paese, come la Consob, che per definizione devono essere terzi e autonomi. Infine la libertà di stampa e l’informazione sono decisivi per consentire trasparenza e controllo degli atti di chi governa e, quindi, sono fondamentali per la democrazia.
Il tentativo di Lega e 5Stelle di mettere in discussione questi principi fondamentali e l’equilibrio dei poteri è davvero evidente e preoccupante.
Disegnano un Paese in cui chi comanda fa quello che vuole e si mette in discussione con prepotenza l’indipendenza e la possibilità di operare di chi deve controllare a garanzia di tutti, soprattutto se fa scelte sgradite o dice cose non allineate (magistratura, editoria, Consob, giornalisti).
Resta la rete che con la Casaleggio e “la Bestia” di Salvini usano per costruire consenso non certo trasparenza o la libera circolazione delle idee.

Governare un Paese implica la responsabilità di ciò che avviene sul territorio

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Il comico Grillo sostiene di essere indignato per la violenza contro l'atleta Daisy Osakue, ma che i media ci portano al baratro. Tradotto significa che, in coerenza con quanto afferma l'alleato della Lega, per il M5s i reiterati episodi di violenza razzista in Italia sono solo un caso e che il clima di xenofobia, denunciato oggi anche da Avvenire, è un'invenzione mediatica. Peccato che la sicurezza e l'ordine pubblico siano diretta competenza del ministro dell'Interno del nostro Paese, per l'appunto Matteo Salvini, leader della Lega. Lo stesso che fa di tutto per allarmare i cittadini, parlando di un'emergenza migranti che non esiste, della necessità di armarsi per legittima difesa, di sgombero coatto dei campi rom.
Sono tutti argomenti facili da usare, che ottengono grande consenso sui social media. Ma governare un Paese, però, è davvero altro e anche se si scappa, si ha la responsabilità di quanto avviene sul territorio, dei comportamenti di persone che, non sentendosi al sicuro, reagiscono anche quando non esiste il pericolo.

Il Dl per il riordino dei Ministeri è l'ennesima spartizione in stile pentapartito

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Il Decreto che riordina i ministeri è il primo atto del ‘governo del cambiamento’ gialloverde. La cosa più evidente è che questo decreto interrompe esperienze che hanno dato e stanno dando risultati positivi. Penso alle unità di missione cancellate, penso allo spostamento della competenza del turismo dal Mibact al ministero dell’Agricoltura. Certo, questo è un cambiamento, ma un cambiamento che guarda all’indietro, al passato. Nessuno può negare il nesso che c’è nel nostro Paese tra cultura e turismo. E invece si sceglie di portare la competenza del turismo al ministero dell’Agricoltura in nome delle eccellenze alimentari italiane! Si cancellano le unità di missione sul dissesto idrogeologico e Casa Italia ma non si dice come si fa fronte ad emergenze come quella ambientale e dell’edilizia scolastica. Le unità di missione acceleravano i tempi di intervento nelle emergenze, garantendo al tempo stesso trasparenza e controllo delle risorse stanziate. Perchè interrompere questo percorso? Si sceglie poi di rinunciare al coordinamento dei ministeri che possono intervenire sulla disabilità affidando la questione al solo ministero della famiglia, di fatti compiendo un arretramento culturale.

Il logo no slot senza incentivi è solo propaganda

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Grazie al Pd nel decreto dignità è stata inserita una norma che prevede che dal 2020 chi gioca alle slot e agli altri apparecchi dovrà indentificarsi con la tessera sanitaria.
Il Pd alla Camera dei Deputati ha fatto un ottimo lavoro: l’identificazione dei giocatori con la tessera sanitaria è una misura che abbiamo sostenuto in questi anni, insieme con il movimento Mettiamoci in gioco, che era contenuta nell’accordo Stato-Regioni e che abbiamo inserito anche nel nostro disegno di legge di riordino del settore dei giochi.
La norma sul logo No Slot è invece una bella iniziativa di propaganda, l’ennesima dimostrazione che il governo vuole intervenire sul gioco facendo finta di ridurre l’offerta e che sia un intervento a costo zero.