Presto una proposta di legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia

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Sono stato alla presentazione del rapporto di Avviso Pubblico sullo scioglimento dei Comuni per mafia.
L’associazione dei sindaci col suo lavoro ha il grande merito di mettere in luce la necessità di rivedere la legge sullo scioglimento dei Comuni alla luce dei cambiamenti avvenuti in questi anni.
È cambiato il modo di funzionare degli Enti Locali ed è cambiato e diverso da Nord e Sud il comportamento delle mafie.
Ora spetta al Parlamento raccogliere le sollecitazioni.
Presenteremo nei prossimi giorni una proposta di legge che corregga la norma e contenga le modifiche necessarie per ridare dignità alle istituzioni, liberarle dalle mafie e restituire fiducia ai cittadini.

Crimine capitale

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Intervento al convegno "Crimine capitale" (video).

Ringrazio per il coinvolgimento al convegno "Crimine Capitale" e per la discussione che si sta svolgendo. Sono molto d’accordo con molte delle cose che ho sentito fino ad ora e voglio sottolineare alcuni aspetti.
Innanzitutto, mi pare che dalle cose dette emerga con chiarezza il fatto che le mafie cambiano continuamente: c’è un processo continuo di cambiamento e ci sono più mafie, non c’è una mafia sola; sono organizzazioni diverse e, in questo momento, pare che la ‘ndrangheta sia la più radicata.
Non è una cosa nuova ma non è neanche tanto antica.
Oggi la mafia è un fenomeno nazionale e internazionale. Non stiamo parlando più della mafia delle Regioni del Sud: la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura dice che la mafia è insediata al Nord e in tutto il Paese; non è solo infiltrata: c’è un insediamento anche sociale e territoriale prima che economico.
Quando ci poniamo il tema della lotta alle mafie, quindi, dobbiamo sapere che questa è la dimensione, nazionale, internazionale e europea.

Salvini non può far finta di nulla sull'arresto di Arata

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L’arresto di Paolo Arata, già consulente della Lega, e dell’imprenditore Vito Nicastri, considerato dagli inquirenti come finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro, definisce un quadro inquietante fatto di rapporti tra mafia, politica e imprese.
Non credo che il ministro degli Interni e segretario della Lega possa restare in silenzio: svolge un ruolo che non può essere indebolito da dubbi o sospetti.
Salvini dica e chiarisca su questa vicenda, almeno prenda le distanze e si esprima.
L’audizione preannunciata in commissione Antimafia può essere l’occasione, ma è bene che il vicepremier non aspetti.
L’unica cosa che non può fare è far finta di niente o pensare di cavarsela spostando l’attenzione, come fa stamattina, sulla futura chiusura del Cara di Mineo.

Abolendo il reato d abuso d'ufficio non si combatte la mafia

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E’ assolutamente grave che il ministro dell’Interno proponga l’abolizione del reato di abuso di ufficio proprio nel giorno in cui si ricorda la strage di Capaci e si celebra la giornata contro la mafia e la corruzione. Ciò la dice lunga sull’idea di legalità di Salvini. La mafia non si combatte se non si combatte la corruzione. E certo non si combatte la mafia facendo solo propaganda.
Il ministro dell’Interni sembra quasi infastidito dal fatto che l’Italia, grazie alle leggi approvate dal centrosinistra, all’istituzione dell’Anac e al nuovo Codice degli appalti, abbia guadagnato posizioni nella classifica della lotta alla corruzione.
La proposta di oggi di Salvini sull’abuso di ufficio è solo l’ultimo colpo di scena, visto che in Parlamento Lega e M5s stanno già lavorando, attraverso lo sblocca cantieri ma non solo, per picconare il Codice degli appalti, svuotare Anac di poteri e funzioni, indebolire la normativa contro il voto di scambio.
Salvini e Di Maio a parole continuano ad ergersi a combattenti della criminalità organizzata, ma nei fatti riducono i controlli e abbassano le garanzie contro l’illegalità, favorendo la corruzione e le mafie.