Spieghiamo perché le mafie sono pericolose anche se non sparano

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Intervento al convegno "Le implicazioni della sentenza della Corte di Cassazione sul Processo Aemilia. Il ruolo delle Organizzazioni Sindacali nell'azione di contrasto alle mafie" organizzato dalla CGIL (video).

Credo che siano importanti le iniziative come l’incontro organizzato dalla CGIL a Bologna sul processo Aemilia e che sia importante anche valorizzare il fatto della costituzione di parte civile, con tutto ciò che questo significa. Così come credo che sia importante valorizzare il lavoro fatto dai sindacati e dalle amministrazioni in Emilia Romagna dopo l’inchiesta Aemilia.
Qui, infatti, c’è stata una risposta che non era scontata: ad esempio, non è la risposta che abbiamo verificato in questi mesi in Veneto o in altri Comuni della Lombardia che sono stati anche sciolti per mafia.
Qui c’è stata una risposta sociale e c’è stata una risposta da parte delle amministrazioni.
Non era scontato che le amministrazioni di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna si impegnassero per trovare una sede al processo Aemilia in questo territorio, comprendendo che era importante che si facesse qui perché qui era importante dare un segnale forte di reazione.

Presto una proposta di legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia

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Sono stato alla presentazione del rapporto di Avviso Pubblico sullo scioglimento dei Comuni per mafia.
L’associazione dei sindaci col suo lavoro ha il grande merito di mettere in luce la necessità di rivedere la legge sullo scioglimento dei Comuni alla luce dei cambiamenti avvenuti in questi anni.
È cambiato il modo di funzionare degli Enti Locali ed è cambiato e diverso da Nord e Sud il comportamento delle mafie.
Ora spetta al Parlamento raccogliere le sollecitazioni.
Presenteremo nei prossimi giorni una proposta di legge che corregga la norma e contenga le modifiche necessarie per ridare dignità alle istituzioni, liberarle dalle mafie e restituire fiducia ai cittadini.

Crimine capitale

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Intervento al convegno "Crimine capitale" (video).

Ringrazio per il coinvolgimento al convegno "Crimine Capitale" e per la discussione che si sta svolgendo. Sono molto d’accordo con molte delle cose che ho sentito fino ad ora e voglio sottolineare alcuni aspetti.
Innanzitutto, mi pare che dalle cose dette emerga con chiarezza il fatto che le mafie cambiano continuamente: c’è un processo continuo di cambiamento e ci sono più mafie, non c’è una mafia sola; sono organizzazioni diverse e, in questo momento, pare che la ‘ndrangheta sia la più radicata.
Non è una cosa nuova ma non è neanche tanto antica.
Oggi la mafia è un fenomeno nazionale e internazionale. Non stiamo parlando più della mafia delle Regioni del Sud: la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura dice che la mafia è insediata al Nord e in tutto il Paese; non è solo infiltrata: c’è un insediamento anche sociale e territoriale prima che economico.
Quando ci poniamo il tema della lotta alle mafie, quindi, dobbiamo sapere che questa è la dimensione, nazionale, internazionale e europea.

Salvini non può far finta di nulla sull'arresto di Arata

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L’arresto di Paolo Arata, già consulente della Lega, e dell’imprenditore Vito Nicastri, considerato dagli inquirenti come finanziatore della latitanza di Matteo Messina Denaro, definisce un quadro inquietante fatto di rapporti tra mafia, politica e imprese.
Non credo che il ministro degli Interni e segretario della Lega possa restare in silenzio: svolge un ruolo che non può essere indebolito da dubbi o sospetti.
Salvini dica e chiarisca su questa vicenda, almeno prenda le distanze e si esprima.
L’audizione preannunciata in commissione Antimafia può essere l’occasione, ma è bene che il vicepremier non aspetti.
L’unica cosa che non può fare è far finta di niente o pensare di cavarsela spostando l’attenzione, come fa stamattina, sulla futura chiusura del Cara di Mineo.