Grave che Salvini sottovaluti le indagini sugli ultras

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Salvini è stato fotografato con ultrà del Milan, arrestato solo pochi mesi fa in un'inchiesta per traffico di droga e chi gliene chiedeva conto ha risposto "Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati".
E’ gravissimo che il ministro degli Interni sottovaluti in modo così clamoroso le indagini della magistratura su alcuni ultrà del Milan e arrivi a scherzarci sopra.
Le indagini riguardano reati gravi e si parla anche di rapporti con la 'ndrangheta. Ciò che Salvini dovrebbe combattere invece di fraternizzare con gli indagati.

La Magistratura conferma che Salvini deve restituire i soldi

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Nel silenzio più totale di Di Maio e dei suoi amici, quelli che gridavano "onestà!", la Corte d’appello conferma la confisca di 49 milioni di euro alla Lega nel processo sulla maxi truffa ai danni dello Stato.
Questo vuol dire solo una cosa: che Salvini e gli attuali dirigenti padani sapevano e sono corresponsabili di questa truffa.
Nell’attesa di un commento da parte di Di Maio ci auguriamo che la Lega voglia rispettare le sentenze e restituire quei soldi ai cittadini italiani.

Dialogare con i parenti dei boss è sbagliato e pericoloso

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L’intenzione di aprire, proprio durante la campagna elettorale, un ‘dialogo’ con i parenti dei mafiosi, come lo definisce il candidato sindaco a Corleone per il M5s Maurizio Pascucci, è nella migliore delle ipotesi sbagliata.
Anche ammettendo la buona fede del pentastellato, infatti, non è facendosi scattare una foto al bancone di un bar col nipote del boss che si redimono i famigliari dei mafiosi.
Il messaggio che arriverà è che i voti di chi convive con la criminalità organizzata senza combatterla sono i benvenuti.
Forse è questo ciò che si voleva ottenere?
E’ un atto opportunista e pericoloso per la legalità, un abbassamento della guardia che, ripeto, anche nella migliore delle ipotesi non prelude a niente di buono.

Il tema della prescrizione va affrontata ma la riforma del Governo non ha senso

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Intervento in Tv a 7Gold.

La riforma della prescrizione, così come è proposta, dentro a un decreto in cui non c'entra nulla, avulsa da una riflessione seria su come migliorare il funzionamento della giustizia per garantire tempi certi, non ha senso.
Tuttavia, esiste il tema: la prescrizione, nata come uno strumento di garanzia per gli imputati al fine di avere tempi certi per le sentenze, stia diventando invece un modo per le difese per evitare di arrivare a sentenza. Questo è sicuramente un problema serio che va affrontato.
Il PD, negli anni in cui è stato al Governo, aveva portato avanti una riforma della Giustizia ma il nuovo Governo l'ha messa nel cassetto.