Inquieta la permeabilità delle imprese del Nord

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E’ importante e positivo che sia stata portata a termine questa mattina, in Lombardia e Calabria, una operazione che ha permesso l’arresto, da parte dei carabinieri, di 19 soggetti ritenuti parte di una organizzazione di stampo ‘ndranghetistico che operava nel bergamasco e nel bresciano.
All’arma dei Carabinieri e agli investigatori va il nostro ringraziamento. Ma questa ennesima operazione conferma che l’insediamento della criminalità organizzata nel nord del nostro Paese è ormai un fatto consolidato. Ed è inquietante che, ce lo dice l’inchiesta che ha portato agli arresti, l’organizzazione criminale offrisse “servizi alle aziende” in particolare sul versante del recupero crediti.
Questo testimonia un grado di permeabilità del tessuto delle imprese del territorio che dovrebbe preoccupare le associazioni imprenditoriali a cui chiediamo di monitorare e controllare una situazione che, le cronache ce lo dimostrano, sta diventano molto pericolosa.

Ambulanti, avevamo ragione a chiedere regole e trasparenza

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Le indagini della procura di Roma, della Guardia di finanza e della polizia locale sulle concessioni agli ambulanti nella Capitale, che vedono il coinvolgimento di esponenti della famiglia Tredicine oltre a dirigenti del Comune, confermano purtroppo tutte le nostre preoccupazioni sul sistema di gestione delle licenze, che è ancora in piedi. Avevamo ragione a chiedere regole e trasparenza. Ora è più chiara la ragione del protagonismo dei Tredicine nelle manifestazioni degli scorsi anni, contro l’entrata in vigore di nuove regole. Capiamo l’imbarazzo di chi cercò di mettere il cappello su quelle manifestazioni, è chiaro che si tratta di un sistema opaco e illegale. Ora la giustizia farà il suo corso e si spera che intervenga anche l’amministrazione a Cinque Stelle, se ne è capace.

Riscoprire la legalità. La lotta alle mafie anche al Nord

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Intervento svolto in apertura della sessione "Riscoprire la legalità. La lotta alle mafie anche al Nord" di Piazza Grande Milano (video).

Noi consideriamo la lotta alla mafia una questione prioritaria perché la legalità e la lotta alle mafie sono questioni che riguardano la democrazia. Quando miliardi di euro vengono convertiti e riciclati dalle mafie nei circuiti legali dell'economia, è evidente che si mettono in discussione principi fondamentali della democrazia e della convivenza.
Credo, quindi, che sia importante mettere il tema della lotta alle mafie e della legalità tra le priorità. La lotta alla mafia è un tema prioritario e va detto in questo momento in cui si fa molta confusione perché chi è al governo - e dovrebbe contrastare le mafie - ci sta spiegando che i problemi veri sono legati alla sicurezza. E la sicurezza viene tradotta - con il decreto Salvini - in lotta all'immigrazione, ai posteggiatori abusivi, ai questuanti e si considera la sicurezza sempre come qualcosa che si ottiene infierendo sui più deboli. Si cerca di cancellare i deboli da questa società, di mettere i deboli in contrapposizione con chi è ancora più debole di loro e si trascura completamente il tema della lotta alla mafia. Nel decreto sicurezza non c'è una riga che dice come si vuole fare per combattere le mafie.

Grave che Salvini sottovaluti le indagini sugli ultras

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Salvini è stato fotografato con ultrà del Milan, arrestato solo pochi mesi fa in un'inchiesta per traffico di droga e chi gliene chiedeva conto ha risposto "Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati".
E’ gravissimo che il ministro degli Interni sottovaluti in modo così clamoroso le indagini della magistratura su alcuni ultrà del Milan e arrivi a scherzarci sopra.
Le indagini riguardano reati gravi e si parla anche di rapporti con la 'ndrangheta. Ciò che Salvini dovrebbe combattere invece di fraternizzare con gli indagati.