La lotta alla criminalità organizzata: il ruolo della politica e la cultura della legalità

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Intervento al dibattito "La lotta alla criminalità organizzata: il ruolo della politica e la cultura della legalità" alla Festa del PD a Melzo (video).

Il tema delle mafie riguarda quest’area del Paese.
Il giornalista Giampiero Rossi ha descritto un’evoluzione delle mafie. Noi dobbiamo sapere che oggi le mafie e in particolare la ‘ndrangheta - come spiega anche la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura - sono insediate al Nord, come in tutto il Paese.
Le mafie, infatti, sono un fenomeno nazionale ma ormai anche internazionale.
La ‘ndrangheta è un’organizzazione molto moderna, nonostante abbia anche riti atavici e origini lontane nel tempo.
La ‘ndrangheta ha l’idea di esportare la calabresità ma nel suo agire è molto moderna e ha una grande capacità di cambiare.
L’Italia ha i migliori investigatori e le migliori leggi del mondo per il contrasto della criminalità organizzata ma le mafie si attrezzano e cambiano per sfuggire.
Dal racconto fatto da Giampiero Rossi si capisce che oggi la ‘ndrangheta che è in grado di fornire servizi alle aziende: è partita dalla movimentazione terra, di cui ha il monopolio in Lombardia e in particolare nella provincia di Milano, ed è arrivata a fornire anche servizi non semplici (false fatturazioni, garantire credito) e una capacità di mettere in campo ogni volta strumenti nuovi.

I beni confiscati e i casi di Buccinasco e del Canavese

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Intervento in Commissione Antimafia durante l'Audizione del direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Bruno Frattasi (video).

Oggi in audizione in Commissione Parlamentare Antimafia ho chiesto al Direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Bruno Frattasi chiarimenti su due vicende legate ai beni confiscati. Una vicenda riguarda il caso di Buccinasco, su cui ho anche presentato un’interrogazione in Senato ancora in attesa di risposta, dove recentemente si è scoperto che in una villetta confiscata al boss Vincenzo Ippolito dal 2011 è stata lasciata in affitto una famiglia che ha versato il canone al figlio del boss.
Questa è una cosa grave e mi risulta che non sia ancora stata risolta.
Un’altra questione riguarda San Giusto Canavese, dove è stata confiscata una villa dal 2011, la Prefettura ne è entrata finalmente in possesso nel 2018 poi ci fu un attentato e da quel momento quel bene è rimasto fermo e inutilizzato, con ancora i segni dell’attentato: non è più stato presentato alcun progetto ma ci sono Enti Locali e in particolare il Comune di Torino che si sono mostrati disponibili a farsi carico di quel bene e vorremmo capire a che punto siamo.

Mafia di ieri e di oggi

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Intervento alla presentazione del libro “Modelli criminali - mafia di ieri e di oggi” di Pignatone e Prestipino (video).

Sono molto utili gli incontri in cui si parla delle mafie perché dobbiamo essere consapevoli del fatto che nel Paese e nell’opinione pubblica non c’è la percezione della pericolosità delle mafie e di cosa sono le mafie oggi.
Il libro “Modelli criminali - mafia di ieri e di oggi” di Pignatone e Prestipino racconta molte cose sulle mafie al Nord, alcune delle quali si possono leggere anche nella Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura.
Innanzitutto, viene chiarito che non c’è un problema di infiltrazioni mafiose al Nord ma le mafie sono insediate in questi territori e sono ormai una questione nazionale.
Oggi, direi anche le mafie sono un problema internazionale perché ormai i collegamenti all’estero sono evidenti e speriamo che le forze dell’ordine ma anche il nuovo Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che ha sensibilità su questo, possano mettere in campo iniziative utili perché è chiaro che serve una legislazione europea per fronteggiare il fenomeno.

Spieghiamo perché le mafie sono pericolose anche se non sparano

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Intervento al convegno "Le implicazioni della sentenza della Corte di Cassazione sul Processo Aemilia. Il ruolo delle Organizzazioni Sindacali nell'azione di contrasto alle mafie" organizzato dalla CGIL (video).

Credo che siano importanti le iniziative come l’incontro organizzato dalla CGIL a Bologna sul processo Aemilia e che sia importante anche valorizzare il fatto della costituzione di parte civile, con tutto ciò che questo significa. Così come credo che sia importante valorizzare il lavoro fatto dai sindacati e dalle amministrazioni in Emilia Romagna dopo l’inchiesta Aemilia.
Qui, infatti, c’è stata una risposta che non era scontata: ad esempio, non è la risposta che abbiamo verificato in questi mesi in Veneto o in altri Comuni della Lombardia che sono stati anche sciolti per mafia.
Qui c’è stata una risposta sociale e c’è stata una risposta da parte delle amministrazioni.
Non era scontato che le amministrazioni di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna si impegnassero per trovare una sede al processo Aemilia in questo territorio, comprendendo che era importante che si facesse qui perché qui era importante dare un segnale forte di reazione.