L'impegno per la legalità

pubblicato il .

In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro in Commissione Antimafia per migliorare la legislazione per contrastare la criminalità organizzata e la corruzione, che è stato riconosciuto anche delle associazioni che si occupano di questo tema.
Se ne parla poco, ma nel corso della legislatura abbiamo fatto leggi importantissime su questo fronte: abbiamo introdotto il reato di voto di scambio inteso come voti in cambio di favori e non più solo di denaro, cosa che in Lombardia si è verificata come hanno dimostrato le inchieste; abbiamo fatto una legge contro la corruzione con cui si sono dati maggiori poteri ad ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) per andare a verificare gli appalti prima dell’assegnazione e con cui si sono aumentate le pene per i corrotti; abbiamo reintrodotto il reato di falso in bilancio che era stato tolto da Berlusconi; abbiamo introdotto il reato di autoriciclaggio che ha consentito di far rientrare capitali dall’estero senza condoni.
Infine, abbiamo fatto la riforma del Codice Antimafia, migliorando la legislazione per l’utilizzo dei beni confiscati su cui c’erano svariati problemi da correggere, tra cui quello delle aziende che, molto spesso, dopo il sequestro o la confisca rischiavano il fallimento con la conseguente disoccupazione dei lavoratori e, questo, dava un messaggio molto negativo secondo cui lo Stato non garantiva ciò che garantiva la mafia.
Abbiamo, quindi, cambiato la normativa cercando di fare grande attenzione a queste problematiche, ascoltando i suggerimenti di chi opera sul campo e guardando alle esperienze dei magistrati che si occupano di misure di prevenzione e che hanno agito bene.
Inoltre, all’interno delle nuove norme del Codice Antimafia, abbiamo stabilito che le misure di prevenzione patrimoniale – cioè la possibilità di sequestro dei beni prima della sentenza definitiva (che è l’idea su cui si fonda la Legge Rognoni-Latorre che ha permesso di contrastare fortemente le mafie) – possano essere estese anche ai corrotti.
Oggi, la legge sul sequestro preventivo dei beni è diventata un modello anche per gli altri Paesi e, con la Commissione Antimafia, siamo andati in missione all’estero a raccontarne l’efficacia di questi strumenti per contrastare la criminalità organizzata.
In questi anni, dunque, anche sul fronte della legalità abbiamo fatto un grande lavoro e M5S non ha motivo di dire che il PD ha problemi con la legalità: per il Partito Democratico parla ciò che si è fatto in questa legislatura e che viene riconosciuto anche dai magistrati.
Nei mesi scorsi, inoltre, lo Stato è andato a San Luca ad arrestare i boss della ‘ndrangheta a casa loro, in luoghi che sembravano inaccessibili e anche questo è un segnale forte nella lotta alle mafie.
In occasione di Expo 2015, poi, lavorando con la Prefettura di Milano, si è costruito un protocollo per impedire che le aziende legate alla criminalità organizzata potessero entrare a condizionare gli appalti pubblici.
Quel sistema oggi viene applicato in tutti i grandi appalti pubblici e prevede verifiche sulle aziende, controlli nei cantieri per assicurarsi sulla provenienza di uomini e macchinari.
Ad Expo, grazie a questi controlli sono state interdette dai lavori 91 aziende.
Con la Commissione Antimafia, nel corso di questi anni, abbiamo anche fatto un focus sulle mafie al Nord. Su questo tema abbiamo avuto modo di approfondire molte questioni, osservando le inchieste, confrontandoci con i magistrati e ricevendo il supporto dell’Università degli Studi di Milano con Nando Dalla Chiesa.
Grazie a questo lavoro, sappiamo che le mafie - in particolare la ‘ndrangheta - sono insediate al Nord, soprattutto in realtà piccole dove ci si nasconde meglio e dove ci si muove più tranquillamente, con una grande capacità di mimetismo. In questo momento, infatti, alla ‘ndrangheta non interessa sparare ma infiltrarsi nell’economia legale e, quindi, preferisce passare inosservata.
Oggi i cittadini mostrano molta preoccupazione per il tema della sicurezza e in particolare per i reati predatori e la microcriminalità ma il livello di attenzione rispetto alle mafie è scarso mentre invece il vero pericolo viene da lì, dai miliardi derivati dai traffici illeciti immessi nel mercato legale: questo è un problema serio per la nostra democrazia.
È importante, quindi, alzare il livello d’allarme, saper capire quali sono i segnali delle presenze della criminalità organizzata.

Tratto da un intervento a Carugate (video).



Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive