Decreto "Sblocca-cantieri", indietro tutta sulla legalità

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Articolo pubblicato su Democratica.

A cosa serve il così detto decreto "sblocca cantieri"? E' questa la domanda fondamentale che bisogna porsi se si vuole capire che cosa sta succedendo senza lasciarsi incantare dagli slogan e da una narrazione che non ha riferimenti con la realtà del provvedimento.
Prima di tutto va sottolineato il dato più recente del CRESME, il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia, che racconta che nel primo trimestre del 2019, a Codice Appalti vigente, sono stati avviati il 20% in più di cantieri di opere pubbliche rispetto allo stesso periodo del 2018. Non è quindi vero che le norme bloccano o rallentano le opere, sono semmai la mancanza di scelte politiche e gli scarsi investimenti a frenare. Non solo. E' evidente che ributtare per aria il codice degli appalti proprio mentre, dopo un anno e mezzo, stava entrando a regime, rallenterà di nuovo processi e procedure: il decreto prevede un nuovo regolamento, nuovi decreti attuativi, la ridefinizione delle centrali appaltanti.
Quindi anche se la velocizzazione delle opere viene presentata come l'obbiettivo della nuova normativa non è questo l'effetto che si produrrà, al contrario si rischia di perdere altro tempo.

La sinistra rimetta al centro il tema del futuro e dello sviluppo sostenibile

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

Credo che la ragione fondamentale dell’attenzione che sta suscitando Greta Thunberg stia nella capacità che questa giovane ragazza ha di spostare l’attenzione di politica e informazione - spesso concentrate solo sull’oggi, la contingenza e la cronaca - sul futuro. Il messaggio potente che, senza nessuna diplomazia, Greta trasmette è semplice: “vi illudete che non ci siano limiti e che il futuro sia scontato e positivo, ma così non è, in realtà è proprio il futuro ciò che oggi rischia di essere compromesso e, quindi, diventa l’unica e la prima cosa di cui c’è bisogno”.
E forse è proprio il tema del futuro, nella sua accezione più larga, quello che la sinistra deve rimettere al centro per ricostruire il suo pensiero e la sua proposta.
Per molti anni abbiamo spiegato che la differenza principale tra destra e sinistra stava nel fatto che la destra si è sempre occupata del contingente mentre la sinistra ha sempre guardato al futuro, pensando a come costruire un mondo migliore per chi sarebbe venuto dopo.

Con la "legittima difesa" di Salvini un'Italia più insicura e sola

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Articolo pubblicato su Zona Nove.

In Senato è stata approvata nei giorni scorsi la nuova legge sulla legittima difesa, uno dei manifesti elettorali della Lega, l'ennesima operazione di propaganda di Salvini.
E' una legge pericolosa che non servirà a dare più sicurezza ai cittadini ma che cancella uno dei fondamenti della nostra Costituzione e dello stato di diritto: quella della proporzionalità tra offesa e reazione difensiva.
La legge di Salvini dice, infatti, che la reazione difensiva è sempre, a priori, proporzionata e, quindi, si può sparare a una persona che sta scappando dopo essere stata scoperta a rubare o solo perché si trova all'interno del proprio giardino.
Non si tratta di sottovalutare la necessità di stare al fianco delle vittime di reato che si sono difese e di evitare che al dramma che hanno vissuto nel momento in cui sono stati costretti a difendersi si aggiunga un lungo calvario giudiziario. Su questo si sono già attivate molte iniziative, arrivando a risarcire di ogni spesa chi si è difeso e comunque stiamo parlando di un fenomeno assolutamente marginale: non sono mai stati più di 5 all’anno i casi di procedimenti aperti per abuso di legittima difesa e mai più di una o due le condanne.

Casa dolce casa

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Intervista pubblicata dal Centro Studi Berlin 89.

«Nel nostro Paese, ed anche qui a Milano, per molte famiglie, soprattutto con redditi medio bassi, è ancora difficile trovare casa a costi sostenibili. Non siamo di fronte ad una emergenza ma ad una questione che deve essere affrontata con politiche intelligenti ed innovative, che devono tenere conto di un quadro sociale e del mercato del lavoro che è profondamente cambiato nel corso degli anni». Lo racconta il senatore Franco Mirabelli, milanese, a margine di un incontro con associazioni, comitati e rappresentanti del Municipio 6.
«È cambiato il mondo. La mobilità del mercato del lavoro ha dato una forte accelerazione anche ai cambiamenti della domanda abitativa. Ci sono lavoratori che arrivano nelle città per un periodo determinato, ci sono gli studenti che necessitano di fermarsi il tempo di completare gli studi, ci sono persone che si trovano in situazioni di difficoltà economica in seguito alla perdita del posto di lavoro e di questo occorre tenere conto quanto si costruiscono le politiche abitative.»
«Il modello abitativo che abbiamo considerato fino a pochi anni fa in Italia era incentrato su un mercato del lavoro stabile e orientato all’acquisto dell’abitazione, perché tendenzialmente il lavoratore poteva contare su un contratto a tempo indeterminato e questo garantiva anche una stabilità abitativa.».