Una proposta per evitare gli aumenti nelle case a equo canone del demanio di Milano

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3900 famiglie che abitano in quartieri di proprietà del demanio e patrimonio del Comune di Milano hanno ricevuto in queste settimane bollettini in cui il loro canone di affitto è aumentato moltissimo, spesso più che raddoppiato. E’ l’effetto di una norma della legge 27, che avevamo fortemente osteggiato, e che stabilisce per gli alloggi di quel tipo, che oggi sono ad equo canone, lo stesso trattamento definito per gli alloggi sociali. In questo modo persone che sono entrate in quelle case perché sfrattate e non secondo i requisiti di reddito previsti per le case popolari oggi si vedono calcolare il proprio canone di affitto secondo modalità che, collocandoli nelle fasce più alte, li penalizzano molto. L’unico modo per bloccare questi aumenti, che il Comune ad oggi è tenuto a imporre, è quello di rinviare alla scadenza dei contratti ad equo canone in essere (l’anno prossimo o nel 2014) la revisione dei canoni, dando la possibilità agli inquilini di scegliere tra i trattamenti previsti dalla 27 o un contratto a canone moderato. Per questo abbiamo presentato una interrogazione, che sarà discussa in consiglio domani, in cui chiediamo all’assessore di muoversi in questa direzione, valutando anche la possibilità di modificare la legge a Luglio nel collegato di bilancio per sancire questo principio. Di seguito il testo dell’Interrogazione.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN AULA
Oggetto: canoni degli alloggi di proprietà del demanio e patrimonio di Milano 
VISTO CHE:
 -  in queste settimane sono stati inviati a oltre 3900 famiglie residenti nelle case di proprietà del demanio e patrimonio di Milano bollettini con aumenti significativi dei canoni di locazione da parte del gestore Aler;
-  La ragione degli aumenti è dovuta all’applicazione della legge regionale 27 che stabilisce che  tali alloggi vengano normati secondo le regole stabilite da quella legge, con la conseguente collocazione degli inquilini nelle fasce di reddito previste e i conseguenti trattamenti economici;
-  con questo nuovo calcolo gli inquilini subiscono aumenti notevoli rispetto al contratto ad equo canone che avevano a loro tempo sottoscritto;
CONSIDERATO CHE:
-  in questo momento, in cui le famiglie devono far fronte ad una grave situazione di crisi che ha peggiorato le condizioni economiche con conseguenze sui costi di sostentamento, gravare in modo così significativo sui redditi aumenta le difficoltà per tanti;
-   i contratti ad equo canone  non sono ancora scaduti;
SI INTERROGA L’ASSESSORE ALLA CASA:
per sapere se non ritenga opportuno intervenire, anche con una modifica legislativa, per bloccare questi aumenti e, come sembra prevedere il regolamento per l’edilizia residenziale pubblica, consentire, solo alla scadenza del contratto agli inquilini di scegliere tra la prosecuzione del contratto in essere con le conseguenze previste dalla legge o il canone moderato.

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