Seveso e il progetto Italia Sicura

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Il Decreto Sblocca Italia interviene anche nelle questioni che riguardano gli interventi necessari per far fronte al dissesto idrogeologico, che in questo Paese è un problema che purtroppo non riguarda solo il Seveso e Niguarda ma che, soprattutto nelle ultime settimane, ha creato molti problemi in tante Regioni.
Le cause del dissesto sono note: lo sviluppo urbanistico spesso scriteriato, la mancanza di rispetto del territorio, l’eccesso di cementificazione che ha portato poi le situazioni che abbiamo visto a Genova o in Toscana, dove il terreno non è più in grado di assorbire l’acqua e i fiumi non hanno più possibilità di sfogo e poi succede ciò che sta succedendo.
Servono interventi rapidi che non possono più essere ritardati, come invece è stato fino ad ora. E l’idea di fondo del Decreto Sblocca Italia è proprio quella di creare le condizioni affinché i tribunali Amministrativi, le burocrazie e gli interessi di parte non possano più bloccare i lavori necessari per la messa in sicurezza dei territori.
Quel decreto si collega al Progetto Italia Sicura e alla scelta del Governo di istituire una task force con a capo Erasmo De Angelis che avrà il compito di occuparsi di spendere subito i soldi messi a disposizione per la realizzazione delle opere, definire i progetti e poi seguire i lavori passo.
Tutto questo riguarda anche il Seveso e Niguarda perché i 30 milioni di euro per costruire le vasche di laminazione a Senago che sono bloccati da almeno cinque anni in Regione Lombardia e Comune di Milano, oggi finalmente, si potranno cominciare a spendere. Nel Decreto Sblocca Italia si parla, infatti, di sbloccare questi 30 milioni e lo si fa dentro ad un progetto che ripercorre e rimette a punto il progetto originario che avevano costruito i tecnici su Commissione dell’Autorità di Bacino che governa il Seveso e che prevedeva una serie di vasche di laminazione a Nord di Milano per evitare le esondazioni e, in particolare, la vasca di laminazione di 1 milioni di metri cubi a Senago.
Questo progetto oggi è stato integrato raccogliendo le sollecitazioni che anche noi - come forza politica e come comitati - avevamo fatto perché è evidente che un sistema di vasche di laminazione che ricevono le acque nel momento in cui c’è la piena per evitare che si allaghino i nostri quartieri, è comunque un sistema che rischia di penalizzare eccessivamente le popolazioni che ospitano quelle vasche, perché è evidente che un conto è se le vasche di laminazione si riempiono di fango e acque putrescenti e un altro conto è se, invece, si riempiono di acque pulite. Il tema, quindi, che abbiamo sempre sollevato è stato anche quello di dire che non era sufficiente fare le vasche ma, anche nell’interesse dei cittadini dei Comuni che le ospiteranno, non si può accettare che sia quello l’unico intervento ma ne servono altri e, soprattutto, serve creare le condizioni – così come si è fatto per il Ticino – per pulire le acque.
Inizialmente si era pensato al raddoppio dello scolmatore di Nord Est, per cui erano anche stati stanziati 11 milioni, ma l’ipotesi di mandare tutte le acque nel momento della piena nel Ticino raddoppiando lo scolmatore, è un’ipotesi che non può essere presa in considerazione perché andrebbe a violare una situazione che lì si è costruita (il Ticino oggi ha pulito le acque).
Questa è una delle ragioni per cui occorre fare le vasche di laminazione.
Il problema è, quindi, anche come si interviene per pulire anche le acque del Seveso. Su questo, il progetto presentato da Regione Lombardia, Comune di Milano e Governo con Italia Sicura, contestualmente alla realizzazione delle vasche, prevede una serie di finanziamenti e di interventi per pulire le acque. Questi interventi partiranno contemporaneamente alla costruzione delle vasche di laminazione a Senago e questo deve avvenire subito perché è necessario che già nel 2015 ci siano le condizioni affinché non si verifichino più le esondazioni, perché questa situazione non è più accettabile. Contestualmente si concluderanno i lavori per l’attivazione del depuratore di Varedo, che dovrebbe garantire da subito la pulizia del 20% delle acque del Seveso e, sempre nel 2015, è previsto il completamento delle reti fognarie di Cinisello, Sesto San Giovanni e Paderno Dugnano che andranno ad escludere gli scarichi che oggi contribuiscono a inquinare il Seveso.
Il Governo mette a disposizione 9 milioni e mezzo di euro per l’attivazione immediata del depuratore di Varedo. Questo risultato è frutto di una battaglia importante portata avanti da molti di noi.
Quello che sta facendo il Governo non è un intervento emergenziale: stiamo mettendo in campo una risposta definitiva al problema delle esondazioni del Seveso.
C’è poi un altro tema legato alla consapevolezza del fatto che costruendo la vasca di laminazione si toglie ai cittadini di Senago una parte di territorio e quel suolo va restituito. La proposta di una parte del PD è che quel suolo venga restituito risanando le due cave di Senago e trasformandole in un parco. Sarà poi il Comune di Senago a decidere cosa fare, tuttavia, il Governo mette a disposizione 1.200.000 euro con l’obiettivo di prevedere una significativa opera di piantumazione per verde urbano e non.
Dentro a questo progetto, dunque, sono state raccolte molte delle osservazioni che in questi anni di discussione sono state fatte. Siamo ormai di fronte ad un progetto chiaro che da anni viene ribadito da tecnici che considerano quella la soluzione migliore e oggi quel progetto parte. È ora, quindi, di smettere e chiudere la fase del “cerchiamo un’alternativa” a quel progetto perché, in questi anni, mentre si cercavano alternative a quel progetto, il Seveso ha continuato ad esondare e, adesso, cambiando il clima, esonda ancora più spesso e non possiamo più permettercelo.
Oggi c’è un progetto che si sta realizzando, mettendo in campo tutte le cautele necessarie, affermando il principio che le acque vanno pulite e tutto questo sarà monitorato dalla task force del Governo passo passo.
Un altro punto importante è quello della pulizia della parte chiusa del Seveso, che pure è un problema, perché è evidente che le esondazioni aumentano anche perché si è ridotto lo spazio disponibile per far passare le acque e, purtroppo, quando è stato costruito quel tunnel, nessuno ha pensato che forse c’era bisogno di qualche apertura per consentire la pulizia e adesso bisognerà trovare i sistemi più idonei e, probabilmente, sarà possibile effettuare la pulizia solo in alcune stagioni dell’anno.
Tornando ai soldi stanziati per il Seveso, quindi, ci sono: 30 milioni di euro per la costruzione delle vasche di laminazione, 1.900.000 ero stanziato dal Decreto Sblocca Italia per il risanamento idrogeologico, quindi per pulire le acque e fare il depuratore di Varedo e 1.200.000 euro che verranno dati a Senago come risarcimento ambientale. Questi sono i soldi che oggi sono già sbloccati, dopo di che questo progetto, man mano che proseguirà, verrà finanziato. Il Governo ha esplicitamente dato la disponibilità per ragionare insieme alle amministrazioni di Paderno, Palazzolo e Lentate sul Seveso su come intervenire lì per costruire le vasche di laminazione. Bisognerà poi vedere quale intervento farà anche la Regione. Entro il 2015, comunque, è previsto che si facciano e siano ultimate le vasche e il depuratore di Varedo. Questo è il dato più importante perché da lì si parte.
Inoltre, c’è la task force messa in campo dal Governo che seguirà tutti i progetti di risanamento idrogeologico sul territorio nazionale e che avrà la possibilità di far applicare una serie di norme introdotte con il Decreto Sblocca Italia e che consentono, come è successo su alcune grandi opere, di non bloccare più i lavori ed evitare che succeda come è successo a Genova che basti un ricorso al TAR di un concorrente che ha perso la gara per ritardare di anni interventi che invece erano più che mai necessari per tanti cittadini.
Con questo impegno e questi finanziamenti e con queste scelte, quindi, si può guardare al futuro per Niguarda e per chi ha subito tanti danni in questi anni.

Video della relazione iniziale»
Video di un intervento»

Il progetto Italia Sicura per il Seveso che è stato finanziato, è stato studiato da 10 anni. È evidente che c’erano anche delle alternative ma, se si è scelto di portare avanti questo progetto e non altri, vuol dire che non solo è quello più convincente dal punto di vista tecnico per risolvere il problema delle esondazioni ma è anche quello più rapido da mettere in campo.
Personalmente guardo con grande diffidenza all’idea di mandare le acque del Seveso nel Ticino, non solo perché andremmo a sporcare il Ticino ma anche perché lo scolmatore dovrebbe essere almeno quattro volte più grande di quello attuale e non ci sono le condizioni per farlo, ma anche se si potesse fare, i tempi di realizzazione sarebbero molto lunghi.
Il progetto messo in campo ora prevede, invece, una vasca di laminazione a Senago molto grande, da realizzare all’interno di un’area del Parco delle Groane attualmente inutilizzata.
A Sesto San Giovanni ci sono già quattro vasche di laminazione e nessuno lo sa.
Al Parco Nord c’è una vasca di laminazione che è il velodromo e che, nei momenti di esondazione, resta poi chiuso per un po’ al pubblico in modo da poter essere ripulito dai fanghi lasciati dal Seveso.
Nessuno sta proponendo di costruire vasche di laminazione in mezzo alle case.
La vasca da costruire a Senago è sempre stato un tema posto dai tecnici come decisivo per risolvere il problema delle esondazioni. Non si tratta di un problema legato al corso del fiume ma si tratta di mettere un punto di sfogo nella zona in cui si trova lo scolmatore.
Ovviamente, quella di Senago non sarà l’unica vasca, ci saranno anche quella di Palazzolo, Lentate sul Seveso, Varedo (dove ci sarà anche il depuratore).
Anche il Ministero dell’Ambiente concorda con la necessità di depurare le acque del Seveso e il depuratore di Varedo comporterà una riduzione del 20% dell’inquinamento.
C’è poi il problema del completamento dei sistemi fognari di Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Paderno Dugnano che ad oggi continuano a sversare nelle acque del Seveso.
Con la depurazione si potrà cominciare a ragionare di un torrente che avrà acque più pulite e, a quel punto, le vasche di laminazione non saranno più un problema.
Siccome oggi il primo problema da risolvere è quello delle esondazioni a Niguarda, il progetto di costruzione delle vasche di laminazione è quello più veloce per ottenere il risultato.
Venendo al problema di Senago, la discussione con il Comune è durata qualche anno. Intanto, occorre chiarire che si vuole costruire una vasca di laminazione molto grande ma in un’area che non crea problemi.
In tutti questi anni, il Comune di Senago si è sempre limitato a dire di no mentre avrebbe potuto fare altre scelte, come ad esempio chiedere di discutere delle vasche. Ad un certo punto, si era ipotizzato di fare tre vasche più piccole a Senago invece di una sola grande: una piccola nel Parco delle Groane e due in aree industriali che avrebbero avuto un impatto inferiore. Tuttavia, il Comune di Senago si è rifiutato di affrontare quella questione e ha perso l’occasione. Tutt’ora il Comune di Senago farebbe meglio a dire come intende investire i soldi che il Governo dà come risarcimento per l’impatto della vasca, invece che continuare ad opporsi ad una cosa che comunque ormai si farà. L’altro paradosso è che Senago è l’unico Comune che non ha aderito al Contratto di Fiume, per cui non è neanche seduto nel luogo in cui si prendono le decisioni sui progetti.
Oggi possiamo assicurare che in ogni caso il progetto andrà avanti, ci sono i soldi per farlo; è stata individuata una priorità a livello nazionale e c’è un gruppo di lavoro che verifica tutta la situazione passo passo e che i lavori non si blocchino.

Video dell'intervento conclusivo»
Tutti i video dell'incontro dedicato al Seveso e al progetto Italia Sicura»


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