Inaccettabili comportamenti che mettono in discussione la convivenza democratica

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Intervento in Senato sul raid degli antagonisti al Circolo PD del Corvetto dove era in corso una riunione del sindacato SUNIA.

Intervengo in Senato, anche a nome degli altri colleghi, sui fatti verificatisi questo pomeriggio a Milano, che reputo gravissimi.
Fortunatamente non ci sono state vittime e non si è fatto male nessuno, ma credo che questo Parlamento debba guardare con preoccupazione a quello che è successo.
Quindici delinquenti - perché di questo si tratta - incappucciati, con striscioni che si richiamavano a movimenti antagonisti, sono entrati in una sede del Partito Democratico, dove si svolgeva una riunione del sindacato degli inquilini SUNIA (quindi erano riuniti prevalentemente pensionati e cittadini per discutere del loro quartiere e della condizione delle loro case) e questi delinquenti hanno devastato la sede, hanno lanciato fumogeni e svuotato gli estintori ed hanno spaventato moltissimo chi era lì in riunione.
Penso che dobbiamo dirci tutti, comunque la pensiamo, che tutto ciò è inaccettabile, che questi comportamenti mettono in discussione le regole basilari della convivenza e ogni regola democratica.
Con questi atti si cerca di lanciare un messaggio devastante, cioè che a chi discute per migliorare la vita del proprio quartiere, magari per combattere l'illegalità ed evitare di dover vedere la propria casa occupata, alcuni rispondono dicendo: “dovete avere paura a fare queste cose; dovete avere paura a riunirvi; dovete avete avere paura e chiudervi in casa”.
Questo è il contrario della democrazia, il contrario della socialità, il contrario della civiltà. Quello che è successo a Milano conferma che ci sono gruppi pseudopolitici che strumentalizzano una vicenda seria e gravissima come l'emergenza abitativa che attanaglia questo Paese per giustificare illegalità e sopraffazione.
Credo che le forze dell'ordine - so che la prefettura si è subito impegnata - debbano presto fare luce sull'episodio, punire i responsabili, ma soprattutto attivarsi per prevenire e difendere la convivenza civile, cosa che però non possiamo delegare alle forze dell'ordine, ma che è compito di tutti noi fare.

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