La lettera che ho firmato con altri 69 senatori

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A leggere i commentatori ed anche le dichiarazioni di qualche collega, è davvero paradossale la distanza tra quanto comunicato in queste ore e ciò che davvero è accaduto e sta accadendo nelle aule parlamentari.

E, dispiace dirlo, appare altrettanto in gran parte incomprensibile l'occasione che sta perdendo il Partito Democratico ai suoi diversi livelli di spiegare, difendere e valorizzare le scelte - certo faticose e non facili - dei suoi deputati e senatori.

Siamo tutti concordi nel giudizio critico sugli eventi di ieri. IlPdl ha approfittato di una pur legittima opportunità (la sospensione dei lavori d'aula) per drammatizzare le vicende giudiziarie del proprio leader con toni e modalità che nessuno di noi ha condiviso.

Piacerebbe, però, vedere uno scatto d'orgoglio da parte del PD. Vorremmo che fossero  comunicate meglio le nostre buone ragioni al Paese. Che si raccontasse di più come i democratici siano impegnati con fatica e responsabilità a sostenere un Governo chiamato a realizzare riforme imprescindibili rispetto ad una crisi che non è un'invenzione dei media e che richiede scelte importanti e non differibili.

Tutti noi sapevamo che non stavamo creando un governo di larghe intese con Angela Merkel, David Cameron o NicolasSarkozy. Ma pensiamo che non siano cambiate le condizioni di urgenza cui ci richiamava in modo fermo appena qualche settimana fa il presidente Napolitano. Che è demagogico invocare il ritorno alle urne quando tutti sappiamo che il porcellum ci restituirebbe un parlamento altrettanto frammentato e ingovernabile.
E poi non facciamoci travolgere dalla (spesso in cattiva fede) disinformazione e da qualche protagonismo interno che fanno il gioco di chi vuole delegittimare politica e Parlamento.

Cominciamo, ad esempio, raccontando che ieri l'aula ha sospeso i suoi lavori per tre ore (che i senatori Pd hanno riempito proficuamente con una riunione di gruppo sul tema degli F35) e che stamattina, ben lungi dall'essere paralizzata, la discussione è ripresa sul tema decisivo delle riforme costituzionali ed elettorali con ben 107 votazioni!

La serietà e la responsabilità si esercitano anche (e soprattutto) nelle scelte difficili e non immediatamente popolari. Non sosterremmo un minuto di più questa maggioranza se non pensassimo che possa produrre in tempi certi le scelte di cui il Paese ha bisogno. Ma oggi rivendichiamo che questa è la miglior scelta che si possa fare date le circostanze. E siamo certi che, se tutto il PD continuerà a spiegarla senza incorrere nella tentazione di vergognarsene, sarà premiato anche elettoralmente come l'unica forza capace di guardare davvero al bene comune.​​


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