Nella legge su ecobonus e detrazioni per le ristrutturazioni approvati due ordini del giorno a favore di edilizia residenziale pubblica e cooperative.

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Il provvedimento che ha assunto il governo e che si occupa di efficienza energetica degli edifici e' importante. Dare la possibilità di godere di una detrazione fiscale del 65% a chi ristruttura la propria abitazione garantendo criteri di risparmio energetico e' importante per almeno due ragioni. Intanto perché promuovere ristrutturazioni che consentano la possibilità di usare meno energia e meno combustibili per riscaldare le case o di produrre calore utilizzando fonti rinnovabili serve a consumare meno e,soprattutto, a inquinare meno, restando il riscaldamento domestico uno dei maggiori fattori di emissioni di sostanze insalubri. In secondo luogo questi incentivi diventano un importante intervento per la nostra economia perché riduce il fabbisogno energetico in un Paese che deve importare gran parte dei combustibili, ma soprattutto perché possono ridare fiato ad un settore come quello edile che vive una crisi grandissima e che, solo in Lombardia, rappresenta il 19 % dell'economia.

Nella discussione in senato abbiamo sottolineato due necessità che il governo ha riconosciuto accogliendo due ordini del giorno che ho presentato.
Il primo riguarda le case popolari, la necessità di porsi il problema di intervenire per contrastare il degrado del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. La necessità cioè di estendere le detrazioni ed incentivare, anche usando i finanziamenti inutilizzati destinati al l'edilizia convenzionata, la ristrutturazione dei quartieri popolari. E' una iniziativa necessaria nell'interesse di chi abita in quelle case, per garantire loro più qualità della vita, ma anche la possibilità di consumare meno e quindi avere meno spese, sapendo che proprio le spese ormai costituiscono un onere spesso maggiore dello stesso canone di locazione per le famiglie.
Il secondo impegna il governo a rivedere l'interpretazione restrittiva che impedisce alle cooperative a proprietà indivisa di beneficiare degli incentivi per la ristrutturazione. Infatti le società, secondo l'ufficio delle entrate, possono accedere ai benefici solo per gli edifici dedicati alla produzione. Restano così discriminate le 40mila famiglie che non essendo proprietarie non hanno titolo per accedere agli incentivi e, nello stesso tempo, le loro cooperative non hanno la possibilità di ristrutturare i propri edifici avvalendosi dei vantaggi che la legge garantisce agli altri proprietari.
L'accoglimento da parte del governo di questi ordini del giorno e' un primo passo per vedere riconosciute queste opportunità per tutti e per promuovere interventi di efficienza energetica e di ristrutturazione negli edifici destinati alle famiglie di reddito medio-basso che possono godere di canoni sostenibili grazie alla iniziativa pubblica o cooperativa.

Il testo degli ordini del giorno approvati


A.S. 783

ODG

Il Senato,

in sede di esame del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale (A.S. 783)

Premesso che,

secondo i dati di Federcasa, circa un milione di italiani, pari al 23% di coloro che sono in affitto, vivono in case a canone sociale di proprietà pubblica. Si tratta di famiglie con redditi bassi e con scarse risorse economiche che vi accedono proprio in virtù di condizioni famigliari difficili;

le risorse pubbliche disponibili per la gestione di questi alloggi e la loro manutenzione ordinaria e straordinaria sono sempre più scarse e derivano ormai, in molte regioni, esauriti i fondi GESCAL, dai canoni pagati dagli inquilini;

questa situazione sta producendo un progressivo degrado degli edifici, con conseguenti e significativi disagi per chi vi abita, oltre che una svalutazione del patrimonio pubblico. Senza un aiuto dello Stato, le Regioni non possono far fronte a tale situazione;

ormai da diversi anni non vengono più finanziati i contratti di quartiere e sono progressivamente ridotti i trasferimenti per l'edilizia residenziale pubblica e il progressivo degrado degli edifici sta portando a livelli di consumi energetici sempre più alti che ricadono sui residenti definendo costi spesso superiori agli stessi canoni e quindi spesso insostenibili;

tutto ciò premesso,

invita il Governo a valutare

Di utilizzare tutti gli strumenti possibili, a partire dalle agevolazioni fiscali per facilitare gli interventi di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, in analogia a quanto fatto per le sedi della pubblica amministrazione;

di utilizzare i fondi residui e inutilizzati previsti per l'edilizia convenzionata per la ristrutturazione degli alloggi pubblici inagibili.


A.S. 783

ODG


Il Senato,

in sede di esame del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale (A.S. 783)

Premesso che,

l’articolo 2 del D.M. 19 febbraio 2007, recante “Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell’art. 1, comma 349, della legge 27/12/2006, n. 296”, ha stabilito che la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica spetta:
“ a) alle persone fisiche, agli enti e ai soggetti di cui all'art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non titolari di reddito d'impresa, che sostengono le spese per la esecuzione degli interventi di cui ai predetti commi sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti;
b) ai soggetti titolari di reddito d'impresa che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi di cui al predetto art. 1, commi da 2 a 5, sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti”;

dalla normativa di riferimento, nonché dalla citata circolare, non vi è alcuna preclusione alla applicazione dell’agevolazione anche agli interventi effettuati su immobili merce o immobili locati o assegnati a terzi;

nonostante ciò l’Agenzia delle entrate con le risoluzioni n. 303/E del 15 luglio 2008 e n. 340/E del 1° agosto 2008 ha interpretato restrittivamente l’ambito applicativo della disposizione, chiarendo che per quanto concerne la fruizione della detrazione da parte delle società o, più in generale dai titolari di reddito d’impresa, la stessa compete con esclusivo riferimento ai fabbricati strumentali da questi utilizzati nell’esercizio della propria attività imprenditoriale e non può riguardare immobili che rappresentano l’oggetto dell’attività esercitata come gli immobili merce o gli immobili locati a terzi da parte di società immobiliari. L’Agenzia, nelle citate risoluzioni, afferma che la normativa fiscale in materia di riqualificazione energetica è finalizzata a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso l’attribuzione di un beneficio che, per un’interpretazione sistematica è riferibile esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi;

tale interpretazione:
Impedisce, di fatto, l'accesso agli incentivi alle cooperative edilizie di abitazione in relazione agli interventi di riqualificazione energetica realizzati sugli immobili patrimonio esistenti assegnati in godimento ai propri soci persone fisiche, le cui spese sono sostenute dalle cooperative stesse;
riduce la possibilità, da parte delle cooperative edilizie a proprieta indivisa riconosciute dalla legislazione per la loro funzione sociale, di mantenere e migliorare l'efficienza energetica dei propri edifici;
crea una situazione di disparità trai residenti nei 40.000 alloggi a proprietà indivisa e i proprietari di alloggio


tale interpretazione dell'Agenzia delle Entrate è stata di fatto confermata nel decreto legge in esame;

Considerato che,

la cooperativa di abitazione, oltre al fatto di soddisfare il bisogno primario dell’abitazione da parte di categorie economicamente più deboli e svantaggiate, assolve la funzione, attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di mantenere in efficienza il patrimonio immobiliare. A tale scopo, diventa essenziale anche realizzare interventi di riqualificazione energetica degli edifici, patrimonio della cooperativa, al fine di conseguire un effettivo risparmio energetico;

la particolare natura delle cooperative che svolgono attività di assegnazione in godimento a favore dei propri soci è stata oggetto di attenzione da parte del legislatore fiscale introducendo norme specifiche con lo scopo di favorire lo sviluppo di tali forme associative, il cui fine mutualistico concerne essenzialmente le attività di acquisto, costruzione e gestione di immobili, compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria, di edilizia prevalentemente economica e popolare (oggi denominata edilizia residenziale sociale ERS -) da assegnare in godimento ai propri soci senza alcun fine speculativo. In particolare, ad esempio, il legislatore operando una sorta di assimilazione delle cooperative per la proprietà indivisa alle persone fisiche, stante il rapporto organico socio-cooperativa, ha ritenuto applicabile alle stesse l’agevolazione, tradizionalmente prevista per le persone fisiche, consistente nella deducibilità dal reddito della rendita catastale attribuita all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale;

Tutto ciò premesso e considerato,

Impegna il governo a valutare l'opportunità

Di modificare l'interpretazione restrittiva della norma affermata dalla Agenzia delle Entrate con le risoluzioni n. 303/E del 15 luglio 2008 e n. 340/E del 1° agosto 2008, includendo fra i soggetti beneficiari delle detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio anche le imprese non solo per ciò che riguarda i beni strumentali alla produzione, ma anche a quelli locati;

e di assumere provvedimenti finalizzati a incentivare e favorire gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico anche per queste abitazioni, consentendo l'utilizzo da parte delle cooperative a proprietà indivisa di detrazioni e agevolazioni fiscali.


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