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Riflessioni sul congresso

Tra pochi mesi inizieremo la nostra discussione congressuale. Un appuntamento importante non solo per il PD o il centrosinistra ma per tutto il Paese.
Il risultato elettorale ci ha detto, in sintesi, che il progetto di un grande partito riformista non è riuscito a raccogliere quel consenso maggioritario per cui abbiamo lavorato. Non abbiamo conquistato il consenso di tanti italiani che chiedono alla politica di cambiare, chiedono riforme e partecipazione reale.
Noi che siamo nati per rinnovare la politica e i partiti con l'ambizione di guardare al futuro e di costruire una forza all'altezza delle sfide dell'oggi e consapevole dei grandi cambiamenti avvenuti, proprio su questo abbiamo fallito: non siamo stati percepiti come sufficientemente credibili, anzi, siamo vissuti - certo ingiustamente - come parte di una vecchia politica distante dai cittadini, impegnata in pratiche incomprensibili, autorefenziale, che vive di una vita propria estranea al vissuto quotidiano dei cittadini. Tutto ciò nonostante il PD abbia saputo innovare e rinnovarsi in questi anni a partire dalla scelta delle primarie.
Siamo stati travolti comunque dalla crisi.
Crisi del sistema politico che, senza riforme, rischia di trasformarsi in una crisi pericolosa della democrazia (le cui origini stanno certamente negli errori dei partiti, nella resistenza che c’é stata e c'é di fronte al cambiamento e in una corruzione e un malcostume diffusi). Ma la crisi sta anche nella difficoltà della politica nel mondo globalizzato di intervenire concretamente su processi che nascono e si sviluppano fuori dalla possibilità delle istituzioni di determinarli e in una dimensione che va oltre gli Stati nazionali.


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Intervista Affari Italiani

Le larghe intese nel Pd partono da Milano. Con Area Dem

Giovedì, 4 luglio 2013 - 10:09:00

di Fabio Massa

Un convegno nel quale ci sono un po' tutti. Da Fassina al bersaniano doc Martina, da Zanda al "tortellino magico" Migliavacca, da Mucchetti al renziano Alfieri. Chez i "franceschiniani" di Democratici per Milano, costola lombarda di Area Dem. Si svolgerà sabato in via Luini, zona Cadorna, a Milano. Ad Affaritaliani.it il "padrone di casa" Franco Mirabelli spiega: "E' un confronto tra quelle parti di Pd che pensano che questo governo non sia quello che volevamo, ma che è un governo che sta facendo e che va giudicato per i fatti e che va aiutato a fare i fatti. Le persone che riuniamo, sia esponenti del governo che politici, condividono questa idea". Le regole? "Mi sembra incredibile che invece di partire dai temi, si parta dalle regole e dalle persone..."

Senatore Mirabelli, iniziamo da una vicenda "milanese". Come commenta la svolta renziana di Pisapia?
Io penso che il sindaco abbia detto delle cose sagge. Mi pare vengano riportate solo a metà. Ha dichiarato un apprezzamento per l'ipotesi di Renzi presidente del consiglio, ma mi pare che abbia anche chiarito che secondo lui la strada non passa per la segreteria del Pd. Ha detto con chiarezza che le primarie che dovranno sancire la scelta del candidato premier siano dell'intero centrosinistra.

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Nella legge su ecobonus e detrazioni per le ristrutturazioni approvati due ordini del giorno a favore di edilizia residenziale pubblica e cooperative.

Il provvedimento che ha assunto il governo e che si occupa di efficienza energetica degli edifici e' importante. Dare la possibilità di godere di una detrazione fiscale del 65% a chi ristruttura la propria abitazione garantendo criteri di risparmio energetico e' importante per almeno due ragioni. Intanto perché promuovere ristrutturazioni che consentano la possibilità di usare meno energia e meno combustibili per riscaldare le case o di produrre calore utilizzando fonti rinnovabili serve a consumare meno e,soprattutto, a inquinare meno, restando il riscaldamento domestico uno dei maggiori fattori di emissioni di sostanze insalubri. In secondo luogo questi incentivi diventano un importante intervento per la nostra economia perché riduce il fabbisogno energetico in un Paese che deve importare gran parte dei combustibili, ma soprattutto perché possono ridare fiato ad un settore come quello edile che vive una crisi grandissima e che, solo in Lombardia, rappresenta il 19 % dell'economia.


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Intervento in Senato durante la discussione su EXPO 2015

Intervento in Senato durante la Discussione del disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015” - Mercoledì 5 giugno 2013
 
Signora Presidente, io credo, come molti altri, come hanno detto bene i relatori, come ha detto bene il capogruppo Caleo, che questo sia un decreto importante e necessario, che affronta emergenze legate alle conseguenze drammatiche di alcuni eventi naturali. Ma è anche un decreto che affronta, purtroppo come emergenze, ma necessariamente come emergenze, alcune occasioni ed opportunità di sviluppo e di crescita che questo Paese non può perdere.

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