Noi saremo in campo e faremo opposizione

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Intervento ad Aria Pulita - 7 Gold.

Il PD ha già chiarito che non sosterrà né un Governo M5S né un Governo del centrodestra perché non è questo che ci hanno detto gli elettori: altri hanno vinto le elezioni. Se Di Maio o Salvini vogliono andare al Governo non sarà con i nostri voti ma questo non ha mai significato Aventino.
E' scritto anche nel documento della Direzione PD.
Noi saremo in campo e faremo opposizione. Resta il fatto che è incredibile che ci venga chiesto sostegno per formare un Governo da chi, in questi anni, ha fatto di tutto per delegittimarci.
Saremo comunque attenti a ciò che proporrà il Presidente della Repubblica.

Il PD non può fare un Governo con M5S o centrodestra

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Intervento a Telenova.

È evidente che il PD non può fare un Governo né con il centrodestra né con M5S, anche guardando ciò che è avvenuto negli ultimi anni e in particolare nell’ultima campagna elettorale. Gli elettori non ci hanno dato il mandato per portare voti a Governi di questo tipo. Trovo anche stravagante che M5S venga a chiedere i voti al PD, dopo tutto quello che ci hanno detto in questi anni.
Il PD ha sempre dimostrato di avere senso di responsabilità, anche a scapito del consenso, come si è visto in seguito al sostegno al Governo Monti, che pure era necessario per salvare il Paese in un momento difficile.
Adesso, la coalizione del centrodestra e il Movimento 5 Stelle hanno vinto le elezioni, ora tocca a loro presentare proposte e il Presidente della Repubblica darà il mandato a qualcuno. Quando sarà esaurita questa fase, se né Di Maio né Salvini avranno i voti per governare, il Presidente della Repubblica farà un’altra proposta alle forze politiche e il PD la valuterà, in alternativa si tornerà al voto. Oltretutto, siamo sicuri che, in caso di ritorno alle urne, con una modifica del Rosatellum con il premio di maggioranza al partito anziché alla coalizione, esisterà ancora la coalizione di centrodestra?

Capire perché c’è stata una rottura sentimentale con un pezzo del Paese

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Intervento a Tagadà - La7.

A sinistra dovremo riflettere molto sul risultato di questa tornata elettorale. Il dato italiano non è diverso da quello ottenuto dalla sinistra anche nel resto d’Europa. Il fatto che ci abbiano votato in prevalenza dei pensionati indica che rappresentiamo sempre di più chi si sente garantito: il pensionato è una persona che comunque ha una garanzia. Non siamo riusciti a rispondere a una domanda di protezione rispetto alla preoccupazione per il futuro. Con la globalizzazione, il futuro può riservare delle sorprese spiacevoli, come è stata la crisi, rispetto a cui ci si trova indifesi. Non siamo stati rassicuranti rispetto a questo. Altre forze politiche hanno proposto ricette che sono volte a tornare indietro agli Stati nazionali, a chiudersi e mandare via tutti.
Adesso dobbiamo capire perché c’è stata una rottura sentimentale con un pezzo del Paese che, improvvisamente, non ci ha più ritenuti all’altezza di garantire la protezione sociale e quel futuro che abbiamo spesso evocato. Le persone, di fronte alla crisi si sono sentite troppo sole e noi non siamo ancora riusciti a dare una risposta.
Ovviamente, non c’è solo la crisi dei partiti del centrosinistra ma c’è anche la crisi dei sindacati e dei corpi intermedi, che non sono più in grado di orientare ma sono sempre più corporativi.

Ora dobbiamo ricostruire il PD e il campo del centrosinistra

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Intervento svolto ad un incontro a Cinisello Balsamo (video).

Dopo il risultato elettorale, per il Paese si apre una fase assolutamente nuova, con la vittoria di due forze antisistema.
Il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti è il Movimento 5 Stelle, mentre la coalizione che ha ottenuto i maggiori consensi è un centrodestra a trazione leghista.
Il Pd ha subito una sconfitta pesante e ora abbiamo necessità di discutere per comprendere le ragioni di questa sconfitta.
Premetto, però, che questo risultato elettorale non ci deve far cambiare opinione su ciò che di positivo abbiamo fatto negli anni in cui siamo stati al Governo.
I risultati ottenuti grazie alle riforme volute dal PD nel corso della legislatura appena conclusa sono fatti concreti.
In questi anni abbiamo governato l’Italia nell’interesse del Paese e migliorato la situazione rispetto al 2013, quando abbiamo iniziato questo percorso.
Non c’è spazio, quindi, per alcuna autocritica e le ragioni della sconfitta elettorale non vanno cercate nelle nostre azioni di Governo ma altrove.