Da Affari Italiani: Le Ragioni del mio sostegno a Bersani

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Franco Mirabelli, consigliere regionale democratico, in un'intervista ad Affaritaliani.it "scalda" i motori in vista delle primarie del centrosinistra con un endorsement chiaro pro Bersani. Poi annuncia l'iniziativa di venerdì, quando AssDem e Primavera Democratica proporranno un convegno dal titolo "Da Milano, la proposta riformista per l'Italia"
Consigliere Mirabelli, iniziamo dal fondo: chi sceglie e perché.

Ritrovare il buon senso per ricostruire l'Italia

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Finita l'estate spero ritorni il buon senso e si superino i paradossi di queste settimane. Ci sono quelli che pensano di aiutare Bersani alle primarie sostenendo che il governo che il PD di Bersani ha voluto e sostenuto fa schifo, è la causa di tutti i mali dell'Italia e che chi ha pensato fosse giusto sostenere il governo di emergenza non deve votare Bersani.

A proposito dei referendum

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Si possono fare due scelte: quella di assumersi la responsabilità di governare il Paese in un momento così difficile per cambiare davvero e dare risposte ai problemi reali delle persone o quella di accarezzare il pelo ad ogni rivendicazione giusta o sbagliata che sia scegliendo la strada semplice della propaganda, di scaricare su altri la responsabilità, di non preoccuparsi di dare risposte vere ai problemi ma accontentarsi di cavalcarli.

ELEZIONI: UN TERREMOTO PER LA POLITICA. MA PERCHE’ IL PD RESISTE?

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Il risultato del primo turno delle elezioni amministrative è fortemente segnato dalla crisi del rapporto tra cittadini e politica. In una fase tanto difficile in cui le condizioni economiche del Paese provocano l’impoverimento di tante famiglie e una diffusa sfiducia nel futuro, la difficoltà di trovare nella politica risposte concrete a bisogni urgenti ha spinto tanti elettori a scegliere la strada del disimpegno e della protesta esprimendo la propria insoddisfazione o non andando alla urne o votando liste, come quelle del Movimento 5 stelle, che si propongono, esplicitamente, di interpretare e raccogliere la rabbia dei cittadini più che di indicare soluzioni per i problemi.
La legittima domanda di chiudere una fase in cui la cattiva politica è vissuta come distante, se non inutile, costosa e dannosa , rischia di indebolire le istituzioni e la stessa nostra democrazia.
La risposta dei partiti non può essere quella di prendersela con Grillo o con l’astensionismo che sono la diretta conseguenza della crisi della politica, ma deve tradursi nella capacità di cambiare subito, innovare, tornare a guardare all’interesse comune, eliminare i privilegi e condividere coi cittadini i sacrifici necessari per superare la crisi economica.
Se non si fa questo, riformando partiti e istituzioni a partire dal dimezzamento dei  contributi elettorali e da una legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti, si rischia una crisi irreversibile della politica, dei partiti e delle stesse istituzioni democratiche.