La priorità del Governo Renzi

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Intervento a Coffee Break su La7 (video).

La priorità che stiamo perseguendo come Partito Democratico e come Governo è quella di ridare fiducia e credibilità al Paese. Serve ricostruire un rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, tra la politica e i cittadini.
È difficile far ripartire il Paese ma, intanto, serve ridare credibilità alla politica, dimostrare che la politica è capace di cambiare se stessa, che è capace di intervenire anche dove fa più male e probabilmente non è sufficiente neanche intervenire sui costi.
La vicenda di Roma dimostra, infatti, che non è sufficiente togliere il finanziamento pubblico ai partiti ma bisogna alzare di più le difese rispetto ad un sistema corruttivo che innerva il Paese, perché le inchieste ci raccontano questo (ed è positivo che vengano fatte e che queste cose siano emerse).
Le questioni che stanno emergendo all’interno del PD di Roma sono serie, noi dobbiamo sapere che è bene agire per tempo e non bisogna aspettare: bisogna prevenire, bisogna verificare quali sono le cose che manifestano la spia del pericolo della corruzione e delle infiltrazioni.

Il nuovo Italicum

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Nella Direzione Nazionale PD Matteo Renzi si era impegnato a modificare l'Italicum al Senato.
Si era chiesto di abbassare la soglia per l'accesso in Parlamento e ora il governo propone il 3%.
Si era chiesto di alzare la soglia per accedere al premio di maggioranza senza passare al secondo turno e si sta alzando al 40%.
Si era chiesto di introdurre la possibilità per i cittadini di scegliere i parlamentari e la proposta è quella di cento collegi in cui il primo dei candidati sarà il primo eletto ed è indicato sulla scheda - e quindi conosciuto - mentre per gli altri ci sono le preferenze, ma le candidature possono essere multiple.
Si erano chieste norme chiare sulla parità di genere e l'accordo prevede almeno il 40% di capolista per ogni genere e la doppia preferenza di genere.
Preferenze e parità di genere sembravano risultati impossibili da ottenere in accordo con maggioranza e F.I. eppure ci siamo riusciti. Non è esattamente la proposta di legge elettorale del PD ma si avvicina molto. Un risultato che va oltre ogni più rosea previsione! Cercare il pelo nell'uovo anziché plaudire al risultato ottenuto è frutto di una opposizione pregiudiziale che prescinde dai contenuti e che non si capisce all’esterno quando viene dal nostro stesso partito.

I civatiani? La coerenza è un loro problema

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Intervista di Fabio Massa pubblicata da Affaritaliani.
Franco Mirabelli, senatore e leader di Area Democratica in Lombardia, in una intervista ad Affaritaliani.it parla del rimpasto di segreteria imminente nel Pd di Bussolati: "Noi siamo in maggioranza dal primo giorno. E' giusto che si vada ad allargare il campo. La doppia politica locale e nazionale dei civatiani? E' un problema loro. Devono valutare le loro divaricazioni..."
Senatore Mirabelli, a Milano infuria la polemica sulla ricandidatura di Pisapia con o senza Pd...
Polemica stravagante per almeno due ragioni. La prima è che Pisapia sta governando bene, sempre che non la si pensi diversamente. E lo sta facendo con il Pd. Un'ipotesi di Pisapia senza Pd la si può fondare solo sull'ideologia e non sull'interesse della città.
La seconda ragione?
Il Pd rappresenta alle ultime elezioni oltre il 40 per cento dei milanesi. Il Pd è radicato nella città. Sel può benissimo sostenere di non volersi alleare con il Pd, ma se questo è un sogno per alcuni, per altri è un incubo.
Cambiamo discorso: Bussolati sta per varare il rimpasto di segreteria. Che cosa dovrebbe fare?
Io credo che Bussolati stia facendo bene. Credo ora si tratti di verificare la possibilità di coinvolgere tute le forze del Pd che sono impegnate a sostenere l'esperienza del governo nazionale.

Le riforme per il Paese e le politiche del Partito Democratico

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Proverò a sottolineare il fatto che c’è un’idea di Paese in ciò che stanno facendo il PD e il Governo Renzi, che attraversa le riforme (alcune già attuate e altre progettate), tutto il lavoro di questi sette mesi e gli interventi radicali per cambiare il nostro Paese.
Oggi l’Italia vive una crisi economica molto pesante, la ripresa economica annunciata, in Europa non c’è stata e, nonostante gli sforzi di risanamento dei bilanci del Paese (o forse proprio a causa del fatto che per risanare i bilanci non è stato possibile investire sul futuro), abbiamo perso competitività e, soprattutto, siamo in recessione.
Questo Paese ha bisogno di interventi urgenti e di riforme profonde, sapendo che questo può significare anche dover rimettere in discussione assetti, privilegi e abitudini radicati nella nostra società.

Per raggiungere l’obiettivo stiamo mettendo in campo una serie di riforme che sono collegate tra loro: in esse è contenuta l’idea di come bisogna cambiare il Paese. Questa idea viene perseguita nell’unico modo in cui è possibile farlo e cioè con un Governo che lavora per realizzare al più presto le riforme. Questo cambia inevitabilmente anche il modo di intendere i rapporti con le parti sociali rispetto al passato.