Casa, Parchi, legalità, Expo

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Vorrei parlare di tre cose che stiamo facendo in Parlamento e che credo possano avere l’interesse delle Zona 9.
Parto dalla questione della casa.
Da pochi giorni è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge sull’emergenza abitativa di cui sono stato relatore al Senato che ha affrontato il tema scottante del bisogno di casa oggi – che la crisi ha complessivamente aggravato in Italia – e lo ha fatto provando a mettere in campo, per la prima volta dopo molti anni, delle politiche pubbliche.
In particolare, in una fase in cui aumentano le persone non ce la fanno più a pagare l’affitto e che rischiano lo sfratto per questo, ci siamo occupati soprattutto di rifinanziare i Fondi per il sostegno affitti e il Fondo per la morosità incolpevole.
Il Fondo Sostegno Affitti era stato azzerato due anni fa mentre oggi lo abbiamo rifinanziato con 100 milioni per il 2014 e 100 milioni per il 2015.

Un commento a caldo dei risultati delle europee

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Con questa tornata elettorale Grillo ha mostrato il suo vero volto, puntando a distruggere, parlando di processi sommari, cercando il nemico ovunque anziché cercare di risolvere i problemi del Paese.
In questo anno e mezzo in Parlamento, inoltre, Grillo non ha mai dimostrato di avere delle proposte politiche e nell’ultima parte della campagna elettorale ha anche spaventato una parte dell’elettorato e, a mio avviso, questo ha influito sul risultato.

Il tema delle elezioni era quello dell’Europa: non si trattava di fare un referendum sul governo. Chi le ha trasformate in un referendum sul governo è stato Grillo con lo slogan “o noi o loro”. Noi, invece, abbiamo messo in campo le nostre proposte sull’Europa e abbiamo detto che o si andava a votare per costruire o lo si faceva per distruggere.

Un voto al Pd vale molto per l'Italia e per l'Europa

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In questi mesi il PD si è assunto l’impegno di riformare le istituzioni e stiamo cominciando a metterlo in pratica, con l’approvazione della legge elettorale, con la discussione che si è aperta per riformare il Senato.
Credo che non ci sia alternativa per l’Italia: di fronte alla sfiducia grande che c’è nei confronti della politica e nei confronti delle istituzioni, c’è solo una strada da intraprendere che è quella di ricostruire la credibilità della politica e delle istituzioni cambiando davvero, prendendo atto che bisogna fare le cose e farle in fretta sia sul terreno delle riforme sociali che sul piano delle riforme istituzionali.
Cambiare il Senato vuol dire avere una Camera sola che faccia le leggi, vuol dire dimezzare i parlamentari e ridurre i costi della politica ma, soprattutto, vuol dire costruire una Camera che si occupi del rapporto tra lo Stato, le Regioni, i Comuni e l’Europa.
Il tema dei trattati europei, il tema del rapporto tra l’Italia e l’Europa è una delle questioni di cui si dovrà occupare il nuovo Senato che stiamo cercando di costruire.
Serve ridare credibilità alle istituzioni, superare una sfiducia che è nella politica e anche i fatti di questi giorni ci dicono che, in assenza di un cambiamento visibile, è assolutamente giustificata questa cifra e c’è anche in Europa.

Per un’Europa solidale e coesa

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Testo tratto da un'intervento al Circolo PD Caponnetto (video»).

Di Europa discutiamo troppo poco. È sbagliato discutere di Europa solo in concomitanza con le elezioni europee. L’Europa fa parte della nostra vita, però, molto spesso, all’opinione pubblica vengono mostrate solo le cose negative prodotte.
In realtà, l’Europa non è solo quello che viene raccontato. Oggi, ci troviamo in una condizione di scetticismo molto diffuso nei confronti dell’Europa perché valorizziamo troppo poco ciò che l’Europa ci ha consentito di costruire nel nostro Paese in positivo.
Ci sono dei dati oggettivi che ci dicono che l’Europa è una risorsa. Ora si è allargata a 28 Paesi e ci sono altri Stati che vogliono entrare, perché vedono l’Unione come un’occasione e un’opportunità. Purtroppo, per molti Paesi che sono dentro l’UE si è creata l’idea che l’Europa sia solo un vincolo, un qualche cosa che impedisce invece che qualcosa che consente.
Credo che su questo ci dovremmo soffermare anche perché oggi ci sono una quarantina di parlamentari euroscettici all’interno del Parlamento Europeo ma dopo le elezioni il numero di questi aumenterà in modo consistente.