Legge elettorale: l'Italicum è frutto di un equilibrio, bloccare le riforme porterà a effetti devastanti

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Le riforme sono la risposta che dobbiamo dare per recuperare credibilità e fiducia nella politica.
L'impegno che abbiamo preso come Pd è stato quello di assumerci la responsabilità di fare le riforme, se si bloccano gli effetti saranno devastanti.
Come Pd è stato fatto un grande lavoro per far incontrare esigenze diverse, ed abbiamo effettivamente trovato un punto di equilibrio, nel quale ognuno di noi deve rinunciare a qualcosa. Ma se il problema è che le riforme non vanno fatte con Forza Italia, allora lo si dica esplicitamente, si dica che si discuta di questo.
Eppure anche quando eravamo noi all'opposizione abbiamo sempre detto che le riforme si fanno insieme.
Chiudo facendo appella all'unità del partito che è un valore.

Tutta la legalità possibile

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Intervento all'incontro "Tutta la legalità possibile"

Nel corso di questa iniziativa abbiamo sentito interventi di persone che sono impegnate, fanno esperienze concrete e ottengono dei risultati nella lotta per la legalità e contro la mafia.
In un Paese in cui troppo spesso continuiamo a dire che va tutto male, si conferma una situazione in cui – come dice anche Rosy Bindi – è vero che la mafia è molto forte ma qui si sono anche sapute dare risposte forti e anche l’antimafia ha saputo essere molto forte.
Abbiamo saputo dare risposte vere anche grazie al lavoro delle Commissioni Antimafia in questi 50 anni e le abbiamo sapute dare perché abbiamo costruito gli ambiti in cui studiare, capire, indagare e, sulla base di questo, elaborare proposte legislative.
La normativa sui beni confiscati, ad esempio, è frutto di un’intuizione: studiando le mafie si è capito che per colpirle bisognava colpire i patrimoni e si fece la scelta di espropriare, prima ancora della fine del primo grado del processo, e riutilizzare i beni di chi era accusato di associazione mafiosa.
Il tema è quindi capire, valutare e inseguire: la mafia, infatti, continua a cambiare e noi dobbiamo continuare ad adeguare i mezzi di contrasto.

Auguri a tutti in un Paese che sta cambiando

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È stato un anno importante per il Partito Democratico. Nei prossimi mesi ci sarà l’Assemblea Nazionale sul tema di come, in un clima di rinnovamento generale, dentro alla spinta del cambiamento che vogliamo imprimere al Paese, riorganizziamo il partito e lo rendiamo più efficace. Dobbiamo attrezzare un partito sempre più capace di interpretare il cambiamento ma senza abbandonare i territori, senza abbandonare l’idea di avere i circoli sui territori, essere una grande comunità e lavorare sui problemi delle persone. Serve dare concretezza ad un’idea di partito capace di dare più valore alle presenze sul territorio e agli iscritti. Non basta un partito che valorizzi solo ciò che viene fatto a livello nazionale o nelle amministrazioni comunali serve anche un partito capace di valorizzare il grande lavoro dei tanti iscritti e dei tanti militanti.

Questo è stato un anno importante, al di là di quello che racconta una opposizione senza proposte, abbiamo fatto molto di più che limitarci agli annunci. Solo l’ultimo mese abbiamo approvato tre provvedimenti importanti. Prima la riforma del mercato del lavoro.
Al di là delle polemiche, finalmente, con il Jobs Act, diamo una risposta a 9 milioni di lavoratori con contratti precari, instabili, che lavoravano senza avere tutele, senza avere la possibilità di essere accompagnati nel momento in cui perdono il lavoro.

Il cammino dell'Antimafia

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Intervento sul tema delle mafie al Nord svolto all'incontro organizzato dalla Carovana Antimafia Nord Ovest Milano a Castano Primo (video integrale dell'incontro).

Voglio iniziare con un ringraziamento sincero alla Carovana Antimafia e a chi organizza sui territori iniziative come questa per sviscerare il tema della lotta alle mafie.
Lo dico perché più studiamo – e abbiamo fatto della questione del Nord e dell’insediamento delle mafie al Nord una delle priorità della Commissione Parlamentare Antimafia in questa legislatura – più ci siamo accorti che su questo tema si sa troppo poco e si fa troppo poco.
Inoltre, ci siamo accorti soprattutto del fatto che c’è una distanza abissale tra la percezione che ha l’opinione pubblica della pericolosità e della potenza criminale che - anche senza ammazzare, sparare o incendiare - ha la criminalità organizzata in questi territori, e soprattutto la ‘ndrangheta. Questa distanza grande tra la percezione della pericolosità che abbiamo è perché non vediamo le coppole, non vediamo il reato predatorio (non sono loro i criminali che scippano, rapinano o entrano nei nostri appartamenti), non li vediamo e non li sentiamo.