La candidatura Roberti è una bellissima notizia

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La candidatura di Franco Roberti alle elezioni europee è una bellissima notizia.
Il Pd si presenta al Sud come presidio di legalità e riferimento per la lotta alle mafie. E in Europa con la volontà di combattere l’internazionalizzazione della criminalità organizzata portando l’esperienza di chi può esportare il modello organizzativo e il patrimonio normativo che l’Italia ha saputo costruire e a cui molti Paesi guardano.
Buon lavoro a Roberti!

La nuova rotta del PD

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Intervento ad un incontro al Circolo PD Rigoldi a Niguarda (video).

Ci vorrà ancora un po’ di tempo per avere una linea comunicativa univoca e in positivo del PD che non ricalchi quella di Lega e M5S e che non si basi sulla denigrazione dell’avversario, in quanto non è un modello di opposizione che ci compete. Dopo la sconfitta alle elezioni politiche abbiamo detto che non avremmo fatto come Lega e M5S quando erano all’opposizione e ora dovremmo non fare come loro anche da questo punto di vista.
Ora siamo in una fase in cui possiamo guardare il bicchiere un po’ più mezzo pieno e non ci è capitato spesso.
Incontri come quelli che si fanno nei circoli sono utili, anche perché il modo in cui si è svolto il congresso, che a mio avviso ha avuto una buona discussione sui contenuti, ha mostrato che i dibattiti possono servire a decidere insieme che cosa deve succedere, ascoltandoci reciprocamente.
Il congresso è stata un’occasione in cui tutti abbiamo parlato e abbiamo preso una posizione determinando quello che è successo dopo e penso che dobbiamo recuperare questa idea del partito.
Un partito che discute, che si ascolta e che ascolta il fuori e fa in modo che tutti si sentano parte delle decisioni su ciò che deve succedere.

L'Europa che vogliamo

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Intervento ad un incontro al Circolo PD Prato-Bicocca (video).

L’Europa deve cambiare.
In questi anni sono prevalse le questioni burocratiche e i condizionamenti l’Europa pone rispetto alla nostra economia e ci siamo dimenticati di valorizzare tutto il positivo che l’Europa ha portato.
Dobbiamo avere chiaro che le prossime elezioni europee hanno un’importanza straordinaria per il futuro dell’Europa, per il futuro dell’Italia e per il futuro dei cittadini.
In questi anni, soprattutto da quando è cominciata la crisi, il rapporto tra i cittadini e l’Europa è diventato sempre più difficile. Si è segnata sempre più una distanza tra un’Europa che, appunto, appariva soltanto come un condizionamento e un soggetto che guardava al rispetto dei parametri e i cittadini che, di fronte alla crisi, hanno vissuto l’Europa come un problema e non come un’opportunità.
Questo è il tema cardine per cui credo che nessuna forza politica alle elezioni europee proporrà di andare avanti così.
Credo che, però, oggi occorre che sia chiaro che alle elezioni europee si uscirà o con un’Europa rafforzata o con meno Europa e bisognerà capire quali saranno le conseguenze di questo.

Alle Europee liste aperte per battere il sovranismo

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Intervista di Repubblica (file PDF).

Il senatore del Pd Franco Mirabelli è convinto: «La lista delle Europee rifletterà il progetto di Zingaretti».
Come?
«Sarà aperta e inclusiva. Adesso che è diventato segretario con un consenso così forte, Zingaretti cercherà di capire se sarà possibile coinvolgere altre esperienze politiche e civiche, a cominciare da quella di +Europa e di Pizzarotti. L’idea è quella di cercare di costruire una lista che aggreghi tutte le forze europeiste e possa parlare a un centrosinistra ampio».
E per il Nord Ovest, Giuliano Pisapia come capolista potrebbe essere un simbolo di questa apertura?
«Siamo ancora nella fase in cui si dovrà capire quale tipo di lista nascerà, ma sarebbe un’ottima candidatura. Giuliano è una risorsa per tutto il centrosinistra».
Il sindaco Sala aveva immaginato un ruolo di Carlo Calenda schierato a Milano in chiave anti-Salvini: è un progetto tramontato?
«Quella che dovremo costruire è una lista equilibrata in cui siano rappresentate le identità plurali di quanti si schierano contro il sovranismo e il populismo. In questa idea ci può stare sia Calenda sia Pisapia».