Il PD è il primo partito che previene le infiltrazioni mafiose nelle liste elettorali

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Con l’articolo 20 bis dello Statuto approvato ieri dall’Assemblea Nazionale il PD si impegna a rispettare il codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia nella definizione delle candidature a qualsiasi livello e a pubblicizzare le liste prima della presentazione per garantire il massimo di trasparenza.
Con questo atto il PD diventa il primo partito a formalizzare una norma chiara per garantire la trasparenza delle proprie liste e prevenire infiltrazioni.
È una scelta né semplice né scontata che dimostra, ancora una volta, che per noi la lotta alle mafie e l’impegno per combattere il malaffare nella politica sono una priorità.
Trasparenza e regole chiare sono necessarie se si vuole ridare credibilità alla politica e alle istituzioni.
Sono orgoglioso che il PD abbia avuto il coraggio per primo di fare questa scelta.

Scardinare i cassetti della memoria

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Intervento all’incontro “Scardinare i cassetti della memoria. Presentazione del libro Frammenti Autobiografici dal Carcere. Laboratori di scrittura sulla paternità tra uomini detenuti e uomini liberi” (video).

Credo che sia utile e importante la presentazione del libro “Frammenti Autobiografici dal Carcere. Laboratori di scrittura sulla paternità tra uomini detenuti e uomini liberi” per diverse ragioni.
Il volume racconta il valore della scelta della scrittura e dell'autobiografia come utilizzo di uno strumento che ha consentito nell'esperienza concreta per tanti dentro al carcere di ricostruire un contatto, un approfondimento. È anche una responsabilizzazione di diverse persone che sono private della libertà.
Da parte mia, avendo anche partecipato a diverse “restituzioni”, momenti in cui sia i detenuti sia i non detenuti si aprono e raccontano o leggono la propria esperienza, devo dire che per tanti anche non addetti ai lavori l’importanza di questi progetti è legata al fatto che quando si conoscono, quando si viene a contatto, quando si leggono le storie che vengono raccontate, queste acquistano sostanza: quello che sembra una cosa astratta, torna definirsi come persona vera con una storia, dei problemi, il proprio vissuto.

Milano non odia

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In tantissimi oggi sotto la pioggia per dire no ai razzismi, all’antisemitismo, all’intolleranza.
Dal binario da cui partì Liliana Segre per il campo di Birkenau a manifestare la nostra solidarietà per ciò che sta subendo, il nostro impegno perché la tragedia della Shoah non si ripeta e per affermare democrazia, libertà e rispetto reciproco.
Per difendere la memoria!



Renzi la smetta coi distinguo o non andiamo lontano

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Intervista di Affaritaliani.

"Penso che sia sbagliato dare un giudizio su un percorso politico possibile soltanto dopo un appuntamento in cui francamente era molto complicato vincere". Il vicecapogruppo del Partito Democratico al Senato, Franco Mirabelli, intervistato da Affaritaliani.it, commenta la chiusura di Luigi Di Maio ad alleanze in altre Regioni dopo i risultati delle elezioni in Umbria. "Dobbiamo costruire un'alternativa a Salvini e ai sovranisti a partire dal governo nazionale. La prima cosa da fare è preoccuparsi di far funzionare l'azione dell'esecutivo e di valorizzare tutto ciò che di buono viene fatto con la manovra di bilancio, evitando distinguo ogni giorno. Poi sui territori vedremo se si verificheranno le condizioni. L'Umbria è stata una forzatura e il tentativo di fermare l'avanzata del Centrodestra, che già governava in tante città di quella Regione. L'alleanza fatta così in un solo mese è stata davvero difficile".
Guardando ai prossimi appuntamento elettorali, Mirabelli afferma: "L'Emilia Romagna e la Calabria non sono la stessa cosa. E' evidente che non possiamo costruire una coalizione nelle Regioni partendo dai motivi per cui è nato il governo nazionale, cioè evitare che i sovranisti vincano e governino. Questo non è un argomento forte a livello locale.