Siamo sicuri di questo decreto sicurezza?

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Intervento al Circolo PD Caponnetto (video).

Il “Decreto Sicurezza” è passato con il voto di fiducia al Senato mentre alla Camera dei Deputati la discussione è in corso.
Su questo tema sta circolando molta propaganda per cui vorrei fare alcune considerazioni per specificare meglio di cosa si tratta.
Di norme che renderanno più sicura la vita dei cittadini all’interno del provvedimento, in realtà, non ce ne sono.
Il decreto è un manifesto con cui la Lega vuole dire agli italiani che garantirà loro maggiore sicurezza in forza del fatto che con quella legge si renderà la vita durissima per gli immigrati. Per questo, si mettono in campo una serie di norme in cui non ci sono molte distinzioni e sono tutte finalizzate a mandare un unico messaggio: in questo Paese non vogliamo immigrati.
L’assurda idea di fondo è di scoraggiare così i disperati che hanno intenzione di partire attraversando l’Africa, sopportando le torture libiche e salendo sui barconi pur di fuggire dalla miseria e cercare una vita migliore.
I provvedimenti contenuti nel decreto sono fortemente penalizzanti per gli immigrati sia regolari che irregolari e propagandarli, secondo la Lega, dovrebbe esser sufficiente a bloccare le partenze verso l’Italia.

Lotta alle mafie in Lombardia

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La Lombardia è un territorio in cui la criminalità organizzata non solo opera ma si è radicata. Le decine di inchieste che hanno riguardato molti territori lombardi, da Milano a Como fino a Mantova, raccontano di organizzazioni che cercano di insediarsi nell’economia e di occupare ogni spazio che può portare guadagni utilizzando i proventi dei traffici illeciti a partire da quello della droga, per entrare in aziende, concorrere agli appalti, gestire gioco illegale, esercizi commerciali, compro oro, false fatturazioni ecc.. Ma non c’è solo questo. C’è la capacità di insediarsi sul territorio, di controllarlo, di condizionarlo, spesso cercando di non utilizzare metodi violenti o intimidatori per non attirare l’attenzione ma, altrettanto spesso utilizzando ricatti, intimidazioni, corruzione per ottenere omertà e potere. Da Sedriano, primo comune lombardo sciolto per mafia, a Cantù, da Viadana alla masseria di Cisliano, sono davvero tante le conferme di una presenza silente ma invasiva delle mafie in Lombardia.
Non è un caso se siamo la 4 regione italiana per la presenza di beni confiscati.

Congresso sulle ragioni della sconfitta e su come ripartire

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Intervento a SkyTg24.

Sicuramente dovremo ridiscutere alcune regole, a partire dal fatto che il candidato premier debba coincidere con il Segretario. Oggi, infatti, non mi pare che la questione si ponga dato che abbiamo un sistema elettorale proporzionale. Penso, quindi, che il Segretario debba avere un’altra funzione. Penso anche che continuare a eleggere il Segretario con il consenso dei cittadini sia una cosa utile e importante. Il vero tema, però, è se il congresso diventa una guerra civile o se facciamo una discussione seria sulle ragioni della sconfitta e su come possiamo ripartire, senza mettere nessuno sul banco degli imputati ma discutendo di quello che dobbiamo fare.

La 194 è una legge di civiltà

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La 194 è una legge di civiltà.
Una legge voluta dalle donne di questo Paese, che si sono battute per questo.
Una legge confermata dagli italiani con un referendum.
Una legge che rappresenta e ha rappresentato in questo Paese un salto di qualità nella battaglia per i diritti civili e forse è proprio per questo che, in questa fase in cui sembra prevalere l’oscurantismo delle destre, si cerca di mettere in discussione questa legge simbolo. Proprio come si cerca di mettere in discussione e si vuole far tornare indietro il Paese su molte altre libertà e molti altri diritti civili.
Sono sicuro che le donne si ribelleranno di fronte a qualsiasi eventualità di mettere in discussione la legge 194 e noi saremo con loro.