Alle Europee liste aperte per battere il sovranismo

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Intervista di Repubblica (file PDF).

Il senatore del Pd Franco Mirabelli è convinto: «La lista delle Europee rifletterà il progetto di Zingaretti».
Come?
«Sarà aperta e inclusiva. Adesso che è diventato segretario con un consenso così forte, Zingaretti cercherà di capire se sarà possibile coinvolgere altre esperienze politiche e civiche, a cominciare da quella di +Europa e di Pizzarotti. L’idea è quella di cercare di costruire una lista che aggreghi tutte le forze europeiste e possa parlare a un centrosinistra ampio».
E per il Nord Ovest, Giuliano Pisapia come capolista potrebbe essere un simbolo di questa apertura?
«Siamo ancora nella fase in cui si dovrà capire quale tipo di lista nascerà, ma sarebbe un’ottima candidatura. Giuliano è una risorsa per tutto il centrosinistra».
Il sindaco Sala aveva immaginato un ruolo di Carlo Calenda schierato a Milano in chiave anti-Salvini: è un progetto tramontato?
«Quella che dovremo costruire è una lista equilibrata in cui siano rappresentate le identità plurali di quanti si schierano contro il sovranismo e il populismo. In questa idea ci può stare sia Calenda sia Pisapia».

Ritrovata la sintonia con il popolo, si riparte da qui

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Due giornate straordinarie!
Abbiamo ritrovato sintonia con un popolo che reagisce contro questo Governo, contro i razzismi e l’intolleranza, contro chi vuole trasformare la democrazia in un regime in cui non c’è confronto di idee ma solo delegittimazione di chi non è d’accordo.
Abbiamo eletto un Segretario che ha sostenuto per mesi ovunque una proposta chiara per il futuro e non ha detto una sola parola contro gli altri candidati in tutto il congresso.
Si riparte da qui, nessuno si senta escluso!

Inoltre, anche dalla Lombardia arriva un dato molto importante per la vittoria di Nicola Zingaretti alle Primarie del Pd.
A scrutinio ultimato, su 220 mila partecipanti, Nicola Zingaretti con 144mila voti è al 65,1%, Maurizio Martina con 49mila voti è al 22,1% e Roberto Giachetti con 28mila voti è al 12,7%.

Con Zingaretti per ripartire dai bisogni delle persone

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Intervento svolto a Novate Milanese (video).

Voglio ringraziare chi ha organizzato i tanti incontri che si stanno facendo a sostegno di Nicola Zingaretti perché sono importanti, innanzitutto perché con queste iniziative si dà l’idea di che partito abbiamo in mente, cioè un partito che ricomincia ad ascoltare le competenze, i territori, l’associazionismo; che sia inclusivo e che si voglia aprire e confrontarsi nel merito dei temi. È un partito che va ricostruito perché, negli ultimi anni, il tema dell’ascolto, dell’inclusione e dell’apertura del partito l’abbiamo messo un po’ troppo ai margini e questo l’abbiamo pagato.
Inoltre, il fatto di aver organizzato molti incontri, ha contribuito a creare un clima affinché il 3 marzo possano partecipare molte persone alle Primarie (e io spero anche a votare per Zingaretti).
Le Primarie sono importanti per noi del PD, per scegliere il Segretario Nazionale ma, in questa situazione politica, sono anche importanti per il Paese.
Dobbiamo, infatti, presentare ai cittadini le Primarie del 3 marzo, oltre che il momento in cui scegliamo il Segretario, anche come una grande mobilitazione contro questo Governo e per costruire un’alternativa.

Diritti, contrattazione, equità: il caso Italtel

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Intervento svolto all'incontro con i lavoratori dell'Italtel di Settimo Milanese (video).

Il contesto della vicenda dell’Italtel di Settimo Milanese è preoccupante.
I lavoratori, ad esempio, denunciano un tentativo di colpire il sindacato, non riconoscendone il ruolo e disintermediando. Questo tema non riguarda soltanto l’Italtel e non riguarda neanche soltanto i lavoratori o il sindacato. La sinistra, compresi noi del PD, su questo tema ha delle responsabilità: abbiamo accompagnato e assecondato l’idea che il rapporto diretto con il popolo fosse un valore mentre in realtà quello che si sta tentando di fare, non solo nei confronti del sindacato ma anche del Parlamento o della magistratura o di tutte le istituzioni intermedie, è di fare passare il messaggio che il rapporto è diretto tra il capo e il popolo, il capo fa ciò che vuole e tutto ciò che c’è in mezzo e che è garanzia di rappresentanza e pluralismo viene spazzato via.
Questa è una campagna molto complicata da contrastare.
Sono consapevole del fatto che in questo contesto suoni strano che in Senato il PD abbia votato contro la riduzione del numero dei parlamentari, allo stesso modo voteremo contro il referendum propositivo che prevede un quorum del 30%. Su tutto questo votiamo contro perché vi è insito il messaggio che anche il Parlamento non serve più e non ce n’è più bisogno.