Al ballottaggio per dare ancora forza al centrosinistra

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Quella di domenica scorsa è stata una splendida giornata per il centrosinistra, per il Paese e per il futuro dell’Italia. Una giornata di partecipazione, democrazia, buona politica, che porta nuove speranze dopo mesi difficili segnati dalla distanza della politica dai cittadini; dalla crisi dei partiti vissuti come distanti dalla vita concreta, nel momento in cui la vita di tante persone è diventata difficile e faticosa; dall’idea disperata che racconta che tutti sono uguali che la politica è autoreferenziale e corrotta. Domenica si è dimostrato che così non è. Anche il dibattito aperto nel centrodestra dove sembra prevalga, ancora una volta, contro le spinte verso la partecipazione dei cittadini, l’idea di un partito padronale in cui tutto dipende dagli umori del capo, dimostra che ci sono due idee di politica, di Paese, che lì continua a prevalere l’interesse di pochi contro i bisogni dei molti.

Perché voterò alle primarie e voterò Bersani

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La partecipazione degli elettori del centrosinistra alla scelta del loro candidato alla presidenza del consiglio il 25 novembre sarà un grande fatto politico, l’occasione per riaccendere i riflettori sulla buona politica, quella fatta dai cittadini, che si alimenta della partecipazione democratica, che valorizza l’idea dei partiti e della politica come strumenti al servizio dei cittadini e non viceversa. Più saranno le persone che il 25 novembre andranno a votare per le primarie, più sarà forte il centrosinistra in vista delle elezioni e più sarà legittimato il candidato che vincerà.
Ora è utile riflettere sulla posta in gioco e sulle alternative tra cui dovrà scegliere chi vota. Il tema non è scontato e non credo possa tradursi nelle semplificazioni che contrappongono vecchio a nuovo o apparati a società civile.

Albertini: vedrete che non si candida

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Gabriele Albertini in questi giorni sta proiettando la replica di un film già visto. Anche nel 2011 l’ex sindaco si propose come candidato alternativo a Letizia Moratti e al Pdl, distante dalla Lega. Poi quella candidatura, che occupò per settimane le pagine dei giornali, sparì dall’orizzonte e dopo pochi giorni Albertini fu nominato presidente di Edipower, la società produttrice di energia elettrica partecipata da A2A. Che ci sia stato un rapporto stretto tra quella nomina e la rinuncia alla candidatura apparve allora evidente. Il modo in cui Albertini sta presentando la sua candidatura a capo di una lista civica ricorda molto ciò che avvenne nel 2011 quando alla fine rinunciò a correre. Vedremo. Se la conclusione fosse la stessa e la candidatura fosse barattata da Albertini con qualche altra poltrona saremmo di fronte all’ennesima presa in giro ai cittadini lombardi che, ancora una volta, assisterebbero a un episodio di cattiva politica in cui la candidatura viene utilizzata in modo spregiudicato per ottenere vantaggi personali che nulla hanno a che fare con l’interesse dei cittadini lombardi.

CAVALCARE L’ANTIPOLITICA O ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DELLE RIFORME

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Risolto positivamente il nodo delle regole per le primarie e chiarito che occorre garantirne la regolarità senza in alcun modo ostacolare la partecipazione degli elettori del centrosinistra alla scelta del loro candidato, ora è utile riflettere sulla posta in gioco e sulle alternative tra cui dovrà scegliere chi vota. Il tema non è scontato e non credo possa tradursi nelle semplificazioni che contrappongono vecchio a nuovo o apparati a società civile. Non credo sia questo il cuore del confronto.