Cornelli si deve dimettere. Civati sbaglia.

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Intervista ad "Affari Italiani"  del 22 aprile 2012

Iniziamo dall'elezione di Napolitano...
Ieri è stata una giornata importante. Il discorso del Presidente ha sferzato la politica, ha richiamato tutti alla responsabilità, ha detto che il Paese ha bisogno di riforme e i cittadini di risposte. Noi dobbiamo rispondere positivamente guardando alla disperazione di tante famiglie. Questo è il compito e la priorità che noi abbiamo adesso. Ora dobbiamo riportare al centro le questioni del lavoro, della disoccupazione, del sostegno alle imprese.

Oggi Civati, in un'intervista a Repubblica, dice che i traditori arrivano dai dalemiani e dal gruppo di Franceschini.
Io credo che la vicenda di questi giorni sia stato un colpo durissimo alla credibilità del Pd. Abbiamo dato un dolore a tante persone che si impegnano quotidianamente in questo partito. Il dato del Friuli ci dice che possiamo ripartire. Ma a Pippo rispondo che si può ripartire a condizione che tutti assumano il principio della responsabilità, senza il quale non esiste un partito...

Quindi?
Io sono contrario a chi dice che Civati o altri se ne debbano andare.

Riflessioni sulla prima giornata di elezione del Presidente

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Adesso ci "siamo fermati" con sollievo di tanti. Premettendo che considero completamente sbagliata la gestione di questa fase per ragioni che discuteremo, vorrei porre alcuni quesiti.
Davvero pensate che sia giusto che il Presidente degli italiani, di tutti gli italiani, possa essere scelto da una sola parte che rappresenta complessivamente il 20 per cento del Paese?
Certamente, per colpa di come e' stata gestita la vicenda, domani il PD verrà considerato dagli italiani il partito che - in piena crisi - sta bloccando governo e istituzioni per le proprie beghe interne. Come rispondiamo a chi dalla politica vuole risposte?
Come facciamo a evitare che a luglio, alle prossime elezioni, perché a questo punto probabilmente saranno a luglio, non vinca Berlusconi presentandosi come il campione della responsabilità nazionale?
Infine, siete d'accordo che non possiamo essere subalterni a Grillo che pure approfitta di tutto per metterci in difficoltà e dopo averci insultato sanguinosamente ora sta, sempre per distruggere, promuovendo Rodotà sulla scorta delle quirinarie?

Verso L'elezione del presidente della Repubblica

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Questa settimana sarà decisiva per il nostro Paese. Giovedì iniziano le votazioni per eleggere il nuovo capo dello stato e dalle scelte che verranno fatte dipenderà, non solo il destino della legislatura ma la stessa possibilità di rispondere a ciò che ci chiede, con sempre più insistenza, la società italiana: istituzioni credibili, in grado di affrontare presto i problemi drammatici che stiamo vivendo e capaci di ridare fiducia agli italiani e forza alla nostra democrazia.
Giorgio Napolitano e' stato un grande presidente e credo si debba partire da qui, dai ringraziamenti a lui e dalla consapevolezza di dover guardare al ruolo che ha saputo svolgere come ad un modello. In una fase difficilissima per la nostra repubblica il Presidente ha saputo assicurare al Paese tre cose fondamentali. È stato, nell'epoca di Berlusconi e delle leggi ad personam, garante della Costituzione rispondendo con intelligenza e con misura ad ogni tentativo di forzare le norme per imporre scelte di parte.

Il PD serve al Paese ma non cerchiamo le soluzioni dietro di noi

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Le idee e le proposte che sono arrivate a commento della newsletter di settimana scorsa  dimostrano la complessità del momento politico che stiamo vivendo e l'incertezza degli esiti, ma anche la consapevolezza di ciò che serve al Paese e, concretamente, ai tanti che sono stati e sono colpiti dalla crisi. C'è insieme la sottolineatura della necessità di dare vita ad un governo per fare subito alcune cose, con la consapevolezza che non può essere un governo qualsiasi ma deve essere di cambiamento e che un governissimo non potrebbe esserlo. È chiaro che siamo in un passaggio strettissimo che si può riassumere così: senza un governo di cambiamento meglio le elezioni, ma le elezioni senza cambiare il sistema elettorale potrebbero riprodurre la stessa situazione di oggi. A partire da qui propongo alcune considerazioni certamente non risolutive ma forse utili.
1) la proposta di Bersani è legata strettamente ai problemi del Paese. Gli otto punti rappresentano una sfida per il cambiamento che possono, ce lo dicono gli avvenimenti di questi giorni, aprire un dibattito vero e positivo all'interno di Cinque Stelle. Purtroppo vengono derubricati dai meccanismi informativi.