Un voto al Pd vale molto per l'Italia e per l'Europa

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In questi mesi il PD si è assunto l’impegno di riformare le istituzioni e stiamo cominciando a metterlo in pratica, con l’approvazione della legge elettorale, con la discussione che si è aperta per riformare il Senato.
Credo che non ci sia alternativa per l’Italia: di fronte alla sfiducia grande che c’è nei confronti della politica e nei confronti delle istituzioni, c’è solo una strada da intraprendere che è quella di ricostruire la credibilità della politica e delle istituzioni cambiando davvero, prendendo atto che bisogna fare le cose e farle in fretta sia sul terreno delle riforme sociali che sul piano delle riforme istituzionali.
Cambiare il Senato vuol dire avere una Camera sola che faccia le leggi, vuol dire dimezzare i parlamentari e ridurre i costi della politica ma, soprattutto, vuol dire costruire una Camera che si occupi del rapporto tra lo Stato, le Regioni, i Comuni e l’Europa.
Il tema dei trattati europei, il tema del rapporto tra l’Italia e l’Europa è una delle questioni di cui si dovrà occupare il nuovo Senato che stiamo cercando di costruire.
Serve ridare credibilità alle istituzioni, superare una sfiducia che è nella politica e anche i fatti di questi giorni ci dicono che, in assenza di un cambiamento visibile, è assolutamente giustificata questa cifra e c’è anche in Europa.

Per un’Europa solidale e coesa

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Testo tratto da un'intervento al Circolo PD Caponnetto (video»).

Di Europa discutiamo troppo poco. È sbagliato discutere di Europa solo in concomitanza con le elezioni europee. L’Europa fa parte della nostra vita, però, molto spesso, all’opinione pubblica vengono mostrate solo le cose negative prodotte.
In realtà, l’Europa non è solo quello che viene raccontato. Oggi, ci troviamo in una condizione di scetticismo molto diffuso nei confronti dell’Europa perché valorizziamo troppo poco ciò che l’Europa ci ha consentito di costruire nel nostro Paese in positivo.
Ci sono dei dati oggettivi che ci dicono che l’Europa è una risorsa. Ora si è allargata a 28 Paesi e ci sono altri Stati che vogliono entrare, perché vedono l’Unione come un’occasione e un’opportunità. Purtroppo, per molti Paesi che sono dentro l’UE si è creata l’idea che l’Europa sia solo un vincolo, un qualche cosa che impedisce invece che qualcosa che consente.
Credo che su questo ci dovremmo soffermare anche perché oggi ci sono una quarantina di parlamentari euroscettici all’interno del Parlamento Europeo ma dopo le elezioni il numero di questi aumenterà in modo consistente.

La politica antimafia

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La prossima settimana voteremo la prima relazione della Commissione Antimafia di questa legislatura, che invieremo alle Camere e in cui sono sottolineati alcuni fenomeni e alcune proposte riguardanti la questione dei beni confiscati.
Tutta la riflessione parte dal fatto che la situazione della criminalità organizzata nel nostro Paese è cambiata in questi anni. La mafia, anche grazie all’azione straordinaria della magistratura e il diffondersi del pentitismo, ha subito colpi molto significativi, però – e questo ci riguarda direttamente – si sono diffuse molte criminalità organizzate sia italiane che straniere. Sempre di più, stiamo verificando che la ‘ndrangheta ha assunto un ruolo molto forte, è molto potente e ha più facilità di altri ad accedere ai rapporti con i cartelli del traffico di droga sudamericani o di altri Paesi. La ‘ndrangheta ha ottenuto sempre di più ingentissimi guadagni derivati dal traffico della droga o da altri traffici illeciti e, oggi, ha scelto una strategia molto invasiva. Infatti, oggi, il problema della ‘ndrangheta è riciclare il denaro.

Intervento all'incontro "La politica antimafia e le istituzioni"

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Il tema di alzare la guardia nei confronti della criminalità organizzata - soprattutto al Nord - riguarda tutti: l’opinione pubblica, la politica, l’economia, le istituzioni.
La vicenda di Viadana fa capire che qualche problema c’è. Abbiamo chiamato in audizione in Commissione Antimafia sia il Prefetto che il Procuratore della Repubblica perché devono spiegare le ragioni per cui un’azienda di movimentazione terra di proprietà di una persona che risulta essere coinvolta in un’intercettazione in cui si dice che è una persona che contribuisce a garantire che Viadana sia in mano alla ‘ndrangheta non sia stata interdetta dagli appalti per la ricostruzione post-terremoto ma addirittura sia stata messa nella white list. Ci dovranno spiegare anche perché quella stessa persona era stata coinvolta in una sparatoria avvenuta a Viadana tre anni fa e su cui è stata aperta un’inchiesta soltanto adesso.
Probabilmente ci sono state delle sottovalutazioni su quel personaggio ma emerge il tema della necessità di alzare il livello di attenzione.