Il ruolo del PD nella città metropolitana

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Intervento svolto nell'ambito di un incontro al Circolo PD PratoBicocca»

Continuare a parlare tra noi della vicenda dei senatori che si erano autosospesi è anche un po’ anacronistico.
Non dobbiamo spaventarci di fronte al dissenso o alle discussioni che avvengono al nostro interno.
Così come non penso che stia in alcun modo rendendo le cose più difficili la discussione che è in atto nel gruppo PD al Senato – e, più in generale, nel partito - sulla riforma costituzionale. Credo, anzi, che sia una discussione utile. Una discussione che su molti versi ha pesato, come ad esempio sugli emendamenti che leggiamo oggi sono sui giornali e che hanno proposto i due relatori di maggioranza e di opposizione per modificare la proposta di legge del Governo. Si tratta, inoltre, di questioni che sono state poste nella discussione non solo da chi si è poi autosospeso ma anche da molti altri senatori e, il tutto, è avvenuto all’interno di una discussione serena che si è protratta per nove assemblee del gruppo del PD.

Intervento in Assemblea Nazionale

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Penso che lo straordinario risultato elettorale che abbiamo avuto lo scorso 25 maggio dica non tanto che abbiamo avuto una vittoria straordinaria e quindi ci possiamo sedere ma, al contrario, che l’importanza di questo risultato stia nel fatto che indica che ciò che non era scontato e che ci siamo riproposti di costruire in questo Paese è possibile da realizzare: è possibile restituire credibilità alla politica, alla possibilità di cambiare e di fare riforme da cui da anni si parla.
Questo PD e questo Governo hanno segnato una rottura vera con il passato agli occhi dei cittadini.
Abbiamo messo in campo una proposta che ha dato sostanza ad un progetto politico.
Abbiamo spinto tanti italiani delusi a riprovare a credere nel cambiamento.
Abbiamo messo in campo una politica e un’azione di governo che ha dato il messaggio che non si ferma di fronte ai santuari e alle resistenze ma può fare davvero le riforme.

Senato e riforme: un po' di chiarezza e qualche opinione

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Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

Visto il clamore suscitato dalle recenti vicende che hanno coinvolto il gruppo del PD al Senato mentre si sta discutendo delle riforme costituzionali e, in particolare, quelle del bicameralismo e del Titolo V, credo sia utile provare a rimettere i diversi passaggi nella loro reale dimensione per evitare che si perdano di vista le priorità e le conseguenze concrete delle scelte fatte e da fare.
Sia chiaro, si può non condividere la proposta di riforme in campo o la scelta fatta dal gruppo di non delegare più Corradino Mineo a rappresentarci in I Commissione nel momento in cui si sta cominciando a votare sugli emendamenti, ma non esiste un problema di violazione delle regole, né siamo di fronte ad una scelta autoritaria che vuole tappare la bocca al dissenso interno.

Vogliamo fare le riforme chieste dai nostri elettori

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A proposito del caso Mineo e dei 13 senatori che si sono autosospesi dal PD.
Trovo inaccettabile che tra gli applausi di Forza Italia e dei grillini si metta in discussione in Aula al Senato il pluralismo e la democrazia nel PD.
Invito a riflettere sul fatto che la Direzione del partito, i gruppi parlamentari, che si sono consultati attraverso molte riunioni ed assemblee e, soprattutto, gli elettori il 25 maggio hanno chiarito qual è il mandato dei Democratici: fare le riforme.
Il Pd vuole mantenere fede a quel mandato ed è sinceramente curioso che, dopo l'espressione chiara di tutti gli organi decisionali del nostro partito e dei gruppi parlamentari, chi vuole portare a termine il cammino delle riforme sia accusato di essere autoritario ed antidemocratico.