Ballottaggi: Comuni lombardi al centrosinistra, Maroni rifletta sul giudizio degli elettori

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Dopo il risultato straordinario ottenuto dal centrosinistra nei Comuni lombardi e la sconfitta storica subita dal centrodestra, sarà il caso che il Presidente Maroni, anziché continuare a dispensare consigli al Governo nazionale, rifletta sul giudizio negativo da parte degli elettori che coinvolge anche il suo governo regionale.
Ormai solo due capoluoghi di provincia in Lombardia sono rimasti al centrodestra e hanno perso in tutti i piccoli Comuni, con rarissime eccezioni.
Evidentemente Maroni non ha saputo rispondere ai bisogni dei cittadini lombardi e degli stessi ceti produttivi della nostra Regione.
Casa, sanità, taglio delle spese inutili restano questioni urgenti. L’immobilismo della Regione e del centrodestra è evidentemente stato punito dagli elettori.

Casa, Parchi, legalità, Expo

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Vorrei parlare di tre cose che stiamo facendo in Parlamento e che credo possano avere l’interesse delle Zona 9.
Parto dalla questione della casa.
Da pochi giorni è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge sull’emergenza abitativa di cui sono stato relatore al Senato che ha affrontato il tema scottante del bisogno di casa oggi – che la crisi ha complessivamente aggravato in Italia – e lo ha fatto provando a mettere in campo, per la prima volta dopo molti anni, delle politiche pubbliche.
In particolare, in una fase in cui aumentano le persone non ce la fanno più a pagare l’affitto e che rischiano lo sfratto per questo, ci siamo occupati soprattutto di rifinanziare i Fondi per il sostegno affitti e il Fondo per la morosità incolpevole.
Il Fondo Sostegno Affitti era stato azzerato due anni fa mentre oggi lo abbiamo rifinanziato con 100 milioni per il 2014 e 100 milioni per il 2015.

Un commento a caldo dei risultati delle europee

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Con questa tornata elettorale Grillo ha mostrato il suo vero volto, puntando a distruggere, parlando di processi sommari, cercando il nemico ovunque anziché cercare di risolvere i problemi del Paese.
In questo anno e mezzo in Parlamento, inoltre, Grillo non ha mai dimostrato di avere delle proposte politiche e nell’ultima parte della campagna elettorale ha anche spaventato una parte dell’elettorato e, a mio avviso, questo ha influito sul risultato.

Il tema delle elezioni era quello dell’Europa: non si trattava di fare un referendum sul governo. Chi le ha trasformate in un referendum sul governo è stato Grillo con lo slogan “o noi o loro”. Noi, invece, abbiamo messo in campo le nostre proposte sull’Europa e abbiamo detto che o si andava a votare per costruire o lo si faceva per distruggere.

Un voto al Pd vale molto per l'Italia e per l'Europa

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In questi mesi il PD si è assunto l’impegno di riformare le istituzioni e stiamo cominciando a metterlo in pratica, con l’approvazione della legge elettorale, con la discussione che si è aperta per riformare il Senato.
Credo che non ci sia alternativa per l’Italia: di fronte alla sfiducia grande che c’è nei confronti della politica e nei confronti delle istituzioni, c’è solo una strada da intraprendere che è quella di ricostruire la credibilità della politica e delle istituzioni cambiando davvero, prendendo atto che bisogna fare le cose e farle in fretta sia sul terreno delle riforme sociali che sul piano delle riforme istituzionali.
Cambiare il Senato vuol dire avere una Camera sola che faccia le leggi, vuol dire dimezzare i parlamentari e ridurre i costi della politica ma, soprattutto, vuol dire costruire una Camera che si occupi del rapporto tra lo Stato, le Regioni, i Comuni e l’Europa.
Il tema dei trattati europei, il tema del rapporto tra l’Italia e l’Europa è una delle questioni di cui si dovrà occupare il nuovo Senato che stiamo cercando di costruire.
Serve ridare credibilità alle istituzioni, superare una sfiducia che è nella politica e anche i fatti di questi giorni ci dicono che, in assenza di un cambiamento visibile, è assolutamente giustificata questa cifra e c’è anche in Europa.