Abbiamo il compito di aprirci e metterci al servizio del Paese

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Intervento svolto ad un incontro a Baggio (video).

Il 4 marzo abbiamo subito una sconfitta pesante e dobbiamo ricostruire un rapporto sentimentale con i cittadini, in quartieri popolari dove evidentemente non siamo riusciti rappresentare le istanze delle persone più in difficoltà, come avremmo voluto e dovuto.
Mi pare importante la presenza, esserci, parlare con i cittadini, guardare le persone negli occhi, ascoltare i problemi e provare a rispondere.
Credo che si debba ripartire da questo, dal rapporto diretto con i cittadini.
Dobbiamo avere la consapevolezza che serve rilanciare il PD e questo può avvenire in nome dell’unità che è stata invocata dai partecipanti alla manifestazione in Piazza del Popolo. Unità non significa non discutere e non confrontarsi ma vuol dire far prevalere l’interesse comune in questo momento.

A Milano e in Lombardia lavoriamo per candidature unitarie ai congressi

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Intervista di Affaritaliani.

Senatore, c'è la data per i congressi. Ora che fase inizia per il partito?
È una fase per la quale bisogna iniziare a rendere protagonisti tutti gli iscritti e pezzi di società milanese e lombarda che ci guardano. Dobbiamo iniziare il rilancio, e la ricostruzione, per la definizione di un progetto che renda concreta l'alternativa a livello nazionale e che valorizzi le esperienze amministrative che stiamo facendo.
Il modello Milano esiste ancora? In che cosa consiste?
Consiste nel fatto che qui in questi anni siamo riusciti non solo per merito del Pd a tenere insieme la politica, gli amministratori e pezzi importanti di società che abbiamo saputo coinvolgere e valorizzare. Io credo che il modello Milano sia una modalità di rapporto con le espressioni della società basato sull'ascolto. Per me il modello Milano non è necessariamente esportabile, però quando vedo che dopo la Diciotti, dopo che per una settimana nel Paese non c'è nessuna reazione di fronte a quella vicenda e invece Milano risponde in quel modo, mettendo in campo forze molto diverse ma accomunate da alcuni valori, allora mi si conferma che siamo riusciti ad evitare rotture tra società e politica che hanno prodotto altrove danni.

Il PD visto da Milano

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Interventi svolti ad un dibatti alla Festa dell'Unità a Milano (video).

Il PD da Milano si vede un po’ meglio che da altre parti, nel senso che credo che qui, in questi anni, siamo riusciti a tenere insieme un quadro politico, sia dentro che fuori dal partito, che ha prodotto risultati utili e positivi.
A Milano, il PD ha litigato meno e, dato che alle porte ci sono i congressi metropolitano e regionale, credo che dobbiamo fare uno sforzo per mantenere questo quadro.
Questo non significa non distinguersi o non dire ciò che si pensa ma vuol dire cercare di farlo in un clima unitario che in questi anni ci ha consentito di fare cose importanti.
Non penso che il “modello Milano” sia qualcosa di straordinario o di esportabile altrove ma penso che quel modello corrisponda alla capacità che abbiamo avuto di non costruire schemi, di guardare a ciò che la società milanese ha prodotto, cercando di valorizzare le spinte migliori che sono nate e cresciute in questa città.