M5S parla ma poi al momento di fare le cose si tira indietro

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Intervento a SkyTG24

M5S parla ma poi al momento di fare le cose davvero si tira indietro. Adesso invocano il reddito di cittadinanza ma dimenticano che è già stato approvato il reddito di inclusione per aiutare le persone e le famiglie in difficoltà e che loro non lo hanno votato, così come non avevano votato le unioni civili dopo aver fatto finta di volerle e come ora si dicono contrari allo Ius Soli dopo aver dichiarato il contrario mesi fa.

Pericoloso accusare gli immigrati di ogni problema

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Intervento a Radio Lombardia.

Salvini fa dei danni gravissimi presentando all’opinione pubblica gli immigrati come i responsabili di tutti i problemi del mondo, compresi quelli che non c’entrano niente. Tutto questo per portare a casa qualche voto in più.
Inoltre, Salvini fa di tutta un’erba un fascio: mette insieme profughi con immigrati regolari e irregolari, cittadini nati in Italia, musulmani e terroristi e questo fa dei dànni incalcolabili di cui questa notte a Londra abbiamo visto i risultati. Oltretutto la Gran Bretagna ha 40 volte la percentuale di immigrati che c’è in Italia.
Non è neanche vero, come dice Salvini, che per discutere di Ius Soli non si fa nulla per gli italiani: sono stati approvati molti provvedimenti, come l’anticipo pensionistico o il reddito di inclusione, ma evidentemente Salvini non se n’è accorto perché è ossessionato dagli immigrati ed è in giro ad occuparsi solo di quello e non segue ciò che avviene nella politica italiana.
Salvini dice qualunque cosa pur di spiegare che il problema sono gli immigrati ma questo è un atteggiamento pericoloso.
I telegiornali, nei giorni scorsi, hanno mostrato dei dati secondo cui in Lombardia, Toscana e Trentino si è raggiunto lo stesso numero di occupati che c’erano prima della crisi, quindi, dire che la disoccupazione aumenta, oltretutto per colpa degli immigrati come fa notare Salvini, non è vero. Lentamente ci stiamo risollevando dalla crisi e non è vero, quindi, che tutto va male.

Brexit: oggi Governo inglese debole e Europa forte

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Intervento a Radio Lombardia.

È un po’ presto per dare un giudizio definitivo su ciò che sarà la Brexit, oltretutto di sorprese da dopo il referendum ce ne sono già state parecchie.
Subito dopo la vittoria della Brexit sembrava che ci sarebbe stato un Governo guidato dai Conservatori fortissimo e in grado di trattare al meglio l’uscita dell’Unione Europea contro un’Europa già debole che sembrava sarebbe stata ulteriormente indebolita dai successivi appuntamenti elettorali.
Oggi, invece, ci si trova al tavolo con un Governo britannico indebolito dalle elezioni e anche da manifesta incapacità a gestire alcune situazioni e dall’altra parte un’Europa che, se sapremo lavorare, può rilanciarsi.
Il risultato elettorale francese e la forza con cui Macron è in grado di rappresentare la Francia ha sicuramente influito molto, poi si vedrà se sarà fedele all’impegno che aveva preso in campagna elettorale di rilanciare la Francia come uno dei protagonisti di un’Europa diversa da quella dell’austerity a guida tedesca.
Di fatto, quindi, oggi c’è un Governo inglese molto debole e un’Europa potenzialmente molto più forte.

La gazzarra leghista è stata un brutto spettacolo per il Parlamento

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Intervento a Radio Lombardia.

Al Senato è stato dato un brutto spettacolo dalla Lega durante l’incardinamento dello Ius Soli. Oltretutto è stata una gazzarra preparata, tanto che i cartelli erano stampati.
Queste manifestazioni fanno male alla credibilità del Parlamento e a chi le guarda.
Sicuramente fa del male a un ragazzo che è nato in Italia, ha studiato qui e finalmente vede la possibilità di avere la cittadinanza senza dover passare troppi iter burocratici, esattamente come i suoi compagni di scuola italiani, vedere che c’è una parte del Paese che ha quell’atteggiamento.
I ragazzi che crescono qui, infatti, si sentono italiani.
Stiamo parlando di una legge che serve a 800mila persone che diventerebbero italiane chiedendolo e che sono nate in Italia, hanno studiato nelle nostre scuole e magari conoscono la storia del nostro Paese molto meglio dei compagni italiani ma che se volessero fare l’Erasmus oggi non possono perché non hanno la cittadinanza.