Il peso della crisi e della globalizzazione nel risultato elettorale

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Intervento a Tagadà - La7.

Il risultato elettorale è stato determinato da tante ragioni.
Negli anni in cui il PD ha governato, si sono fatte molte cose per cercare di risolvere i problemi concreti delle persone.
Siamo, però, negli anni della globalizzazione e si è anche verificata una pesante crisi e molte persone, che pure stanno bene o ritengono di avere delle condizioni di vita accettabili, hanno una grande preoccupazione per il futuro loro e dei loro figli e sentono che viene a mancare la protezione da parte delle istituzioni e da parte della politica. Questo avviene perché con la globalizzazione non si capisce bene dove si può agire. Il racconto di un’Italia che va e di una narrazione in cui si sono enfatizzati tutti i dati positivi, aveva un senso perché mirava a riattivare un circolo virtuoso e di fiducia dopo la crisi in un Paese che ha il maggior risparmio privato al mondo e a spingere ad investire sul futuro. Purtroppo, invece, questo ha innescato un cortocircuito con la sensazione da parte dei cittadini che ci fosse ancora una grande questione sociale, e anche se abbiamo cercato di affrontarla ormai si era rotto il rapporto sentimentale con la popolazione.

Da assemblee voglia di approfondire senza scorciatoie

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Serata a discutere al circolo di Vimodrone sul risultato elettorale. E' la quarta assemblea a cui ho partecipato in questi giorni. Mi hanno colpito due cose: la presenza di tante e tanti alla discussione ma soprattutto la qualità del dibattito, la tensione nella ricerca delle ragioni della sconfitta, la voglia di approfondire, il rifiuto delle scorciatoie, delle semplificazioni e della ricerca del capro espiatorio su cui scaricare le responsabilità. Il compito dei gruppi dirigenti deve essere quello di essere all’altezza di questa ricchezza.

Noi saremo in campo e faremo opposizione

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Intervento ad Aria Pulita - 7 Gold.

Il PD ha già chiarito che non sosterrà né un Governo M5S né un Governo del centrodestra perché non è questo che ci hanno detto gli elettori: altri hanno vinto le elezioni. Se Di Maio o Salvini vogliono andare al Governo non sarà con i nostri voti ma questo non ha mai significato Aventino.
E' scritto anche nel documento della Direzione PD.
Noi saremo in campo e faremo opposizione. Resta il fatto che è incredibile che ci venga chiesto sostegno per formare un Governo da chi, in questi anni, ha fatto di tutto per delegittimarci.
Saremo comunque attenti a ciò che proporrà il Presidente della Repubblica.

Il PD non può fare un Governo con M5S o centrodestra

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Intervento a Telenova.

È evidente che il PD non può fare un Governo né con il centrodestra né con M5S, anche guardando ciò che è avvenuto negli ultimi anni e in particolare nell’ultima campagna elettorale. Gli elettori non ci hanno dato il mandato per portare voti a Governi di questo tipo. Trovo anche stravagante che M5S venga a chiedere i voti al PD, dopo tutto quello che ci hanno detto in questi anni.
Il PD ha sempre dimostrato di avere senso di responsabilità, anche a scapito del consenso, come si è visto in seguito al sostegno al Governo Monti, che pure era necessario per salvare il Paese in un momento difficile.
Adesso, la coalizione del centrodestra e il Movimento 5 Stelle hanno vinto le elezioni, ora tocca a loro presentare proposte e il Presidente della Repubblica darà il mandato a qualcuno. Quando sarà esaurita questa fase, se né Di Maio né Salvini avranno i voti per governare, il Presidente della Repubblica farà un’altra proposta alle forze politiche e il PD la valuterà, in alternativa si tornerà al voto. Oltretutto, siamo sicuri che, in caso di ritorno alle urne, con una modifica del Rosatellum con il premio di maggioranza al partito anziché alla coalizione, esisterà ancora la coalizione di centrodestra?