Eletto al Senato

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Sono stato eletto al Senato.
Grazie a chi votando PD ha consentito la mia elezione e, soprattutto, grazie a tutti i compagni e gli amici che si sono impegnati in questa campagna elettorale per chiedere il voto al PD sul territorio, nei mercati, nei tantissimi presidi, volantinaggi, incontri.
Non è stata una campagna elettorale facile e non solo per il clima atmosferico. Non è stato facile superare il clima di sfiducia nei confronti della politica che viene continuamente alimentato anche da un dibattito elettorale volutamente rissoso e spesso incomprensibile. E non era facile sopportare e rispondere con pacatezza e argomentando a chi, al di là dei dati di realtà e grazie alla campagna costruita da molto tempo contro il PD e i suoi Governi, racconta di inesistenti invasioni e di declino, dimenticando com’era questo Paese nel 2013, dando per scontate e dovute le conquiste di questi anni e scaricando su di noi le responsabilità dei danni fatti da altri e da cui non era semplice ne possibile riparare da un giorno all’altro.
Grazie a tutti.  

Chi eleggi è importante: scegli il PD

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Sono candidato al Senato, nel Collegio Plurinominale Lombardia 5 (mappa con i Comuni inclusi) e ti chiedo di eleggermi al Senato:
 
  • Per rappresentare i territori della Città Metropolitana di Milano.
  • Per continuare l'impegno sul tema della casa e dell'emergenza abitativa.
  • Per continuare a battermi contro le mafie, per la legalità e i diritti dei cittadini.
  • Per proseguire il lavoro iniziato, forte dei risultati raggiunti.

Come funziona la nuova legge elettorale

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Il Rosatellum bis prevede che 2/3 del Parlamento venga eletto con il sistema proporzionale, cioè sulla base delle percentuali che prenderanno i partiti. Soltanto 1/3 dei seggi con i collegi uninominali saranno attribuiti con il sistema maggioritario e, quindi, alla coalizione.
Non penso che questa sia la migliore legge elettorale che esista: avremmo voluto un sistema maggioritario che permettesse ai cittadini di scegliere chi governa e che garantisse al vincitore delle elezioni la possibilità di avere una maggioranza per governare.
Questa opzione, però, è venuta meno con la vittoria del No al Referendum Costituzionale.
La legge elettorale che è stata fatta, quindi, è quella che si poteva approvare con i numeri di questo Parlamento, resa necessaria dal fatto che non era pensabile andare al voto con leggi elettorali diverse per Camera dei Deputati e Senato.

L'impegno politico prosegue

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elezionipolitiche2018Sono stato ricandidato al Senato, designato capolista nel collegio plurinominale Lombardia 5.
Ringrazio per il riconoscimento e la fiducia e anche in questa campagna elettorale lavorerò con il massimo impegno per raccontare le ragioni del PD e chiedere di ridare fiducia a chi - con le riforme - ha iniziato a ricostruire un Paese ancora in difficoltà ma che, in questi anni, abbiamo cambiato in meglio.
Spero di avere al mio fianco e incontrare tante e tanti di voi.